Guardare a Gesù ed è già la grazia

Lux lucet in tenebris

Gesù annunciò la sua sofferenza e morte varie volte ai suoi discepoli, per prepararli all’evento e dar loro gli elementi per interpretarlo. In uno di questi momenti Gesù parla di sé come Figlio dell’uomo e il suo essere crocifisso lo indica come il suo innalzamento:

bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna. Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. (Giovanni 3:14b-17)

Dunque, Gesù afferma che la sua morte sulla Croce è voluta dal Padre per donare vita eterna, per realizzare il suo amore, non per giudicare, ma per salvare il mondo. Il mondo? Sì, dice proprio il mondo. Continue reading

Tuttavia rallegriamoci

ex carcere di Procida foto di Porfirio

Si può essere contenti pur nelle tribolazioni? Sperimenta questo rallegrarsi l’apostolo Paolo, anche se è in prigione e vede avvicinarsi la sua fine. E a chi gli chiede se sia ancora contento, pur nei contrasti che ci sono sul suo essere apostolo, risponde:

Alcuni, è vero, predicano Cristo solo per gelosia e in polemica con me; ma gli altri lo fanno con sincerità. Questi agiscono per amore, sapendo che mi trovo qui per difendere la parola del Signore; quelli, invece, spinti da invidia, non annunziano Cristo con sincerità e pensano di aggravare le mie sofferenze ora che sono in prigione. Ma che importa? In ogni modo, o per invidia o con sincerità, Cristo è annunziato. Di questo sono contento e continuerò a esserlo. So che quanto mi accade servirà per il mio bene, perché voi pregate per me e lo Spirito di Gesù Cristo mi aiuta. Per questo aspetto con impazienza, e spero di non vergognarmi, ma di saper parlare con piena franchezza. Anzi ho piena fiducia che, ora come sempre, Cristo agirà con potenza servendosi di me, sia che io continui a vivere sia che io debba morire. Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno. (Filippesi 1:15-21)

È poco chiaro chi siano quelli che predichino Cristo per rivalità rispetto all’apostolo Paolo. È chiaro che sono altri cristiani, perché annunciano il Cristo, ma non si capisce se vogliano, visto che ora Paolo è in prigione, ingrandire le loro comunità o prendere il suo posto. Comunque, non sono sinceri, invece è proprio sincero il rallegrarsi di Paolo, perché Cristo viene comunque predicato. Continue reading

Patto eterno

stretta di mano

L’inizio della storia della salvezza che inizia da Abramo e si realizza in Gesù Cristo, è nel patto che il Signore fa con Abramo. Se non diamo tutto per scontato, è un testo molto sorprendente:

Genesi 17:3-7 Abramo si prostrò con la faccia a terra e Dio gli parlò, dicendo: «Quanto a me, ecco il patto che faccio con te; tu diventerai padre di una moltitudine di nazioni; non sarai più chiamato Abramo, ma il tuo nome sarà Abraamo, poiché io ti costituisco padre di una moltitudine di nazioni.  Ti farò moltiplicare grandemente, ti farò divenire nazioni e da te usciranno dei re. Stabilirò il mio patto fra me e te e i tuoi discendenti dopo di te, di generazione in generazione; sarà un patto eterno per il quale io sarò il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te.

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Essere di benedizione

chiesa Stampa

Beati quelli che hanno in te la loro forza: quando passano per la valle deserta la rendono un giardino benedetto dalle prime piogge. Camminano, e cresce il loro vigore. Beato chi ha fiducia in te, Signore, Dio dell’universo! (dal Salmo 84)

Preghiera d’invocazione: Signore nostro, ti ringraziamo della fiducia che ci doni per vivere. Alle volte non abbiamo alcuna forza, donacela tu o Signore, altre volte ci sembra di non combinare nulla di buono, aiutaci con il tuo Spirito… Rendici, o Signore, te lo chiediamo con profonda umiltà, di benedizione per il nostro prossimo e per la società in cui viviamo…

Cambiamento 2018

immagine per la Giornata della minestra

Come ogni anno nel Tempo di Passione arriva la Campagna ecumenica per la lotta alla fame e alla miseria nel mondo organizzata da Pane per tutti, Sacrificio Quaresimale e Essere solidali. Quest’anno il tema era il cambiamento.

In Bregaglia organizziamo anche noi una Giornata della minestra per raccogliere fondi, che quest’anno era il 24 febbraio. E abbiamo proposto un quiz: un modo per pensare ai temi che si vogliono affrontare con le migliaia di progetti che le organizzazioni che organizzano la Campagna sostengono in tutto il mondo.

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Vero vivere

Chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per amor mio e del vangelo, la salverà. E che giova all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde la vita sua? Infatti, che darebbe l’uomo in cambio della sua vita? (Marco 8:35-37)

C’è qualcosa di assolutamente vero in queste parole di Gesù. Noi siamo preoccupati di molte cose, ci affanniamo per tante cose, che ci sembrano assolutamente necessarie e vitali. Ma alle volte stiamo lottando per qualcosa che non vale. Così perdiamo la nostra vita, la sprechiamo, ci ritroviamo un’esistenza impoverita.

Il momento di silenzio e preghiera di confessione che facciamo nel culto è un momento di riflessione su ciò che conta realmente nella nostra vita. E l’annuncio di grazia, che ne segue, è la forza che ci permette di ricominciare e andare avanti.

Signore nostro, attenti alle tante cose che ci sembrano assolutamente necessarie da fare, pressati da tante cose che dobbiamo fare, alle volte la vita ci scorre via, come sabbia fra le dita. Il tuo perdono, il tuo annuncio di vita, ci toglie dalla tristezza, ci permette di ritrovare la nostra vera vita e la tua grazia ci dà il coraggio di viverla…

Per essere liberi

Il tema della libertà è uno dei temi che a partire dalla Riforma si sono via via imposti nella società occidentale. La libera lettura della Scrittura e anche la libertà interpretativa sono state apripista per altre libertà. Per i Riformatori però la libertà non era ovviamente assoluta, era vincolata all’obbedienza a Gesù Cristo. Valeva ieri, come oggi, questo versetto:

Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù. (Galati 5:1)

Non è che ubbidendo al Cristo non siamo liberi, anzi! Seguendo il mondo invece (e per la Scrittura non c’è alternativa o si è con il Cristo o si è contro) diveniamo come schiavi e perdiamo la libertà che il Cristo ha realizzato per noi. Il tema cristiano non è quello della libertà in genere, ma quello della vera, autentica libertà.

Vecchio e nuovo

traffico e arco di Costantino a Roma

Si parla spesso di nuovo, del passato c’è magari un po’ di rimpianto, ma si apprezza di più la novità, tutto deve essere giovane… parlando però di nuovo, l’apostolo Paolo dice qualcosa d’altro:

Se uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove. E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione. (II Corinzi 5:17-18)

Il Signore cioè ci rende nuove creature, e ciò non vuol dire che ci rende nuovi un tempo per poi farci invecchiare, ma ci rende creature sempre nuove grazie al suo Spirito.

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Alla porta del tuo cuore

Pregate nello stesso tempo anche per noi, affinché Dio ci apra una porta per la parola, perché possiamo annunziare il mistero di Cristo, a motivo del quale mi trovo prigioniero (Colossesi 4:3)

Preghiera per gli altri

C’è qui la richiesta di una preghiera d’intercessione, cioè della preghiera che non sia solo per noi ma anche per altri. Ma in questo caso l’apostolo chiede questa preghiera per la sua situazione di prigioniero.

Questo deve farci riflettere. L’apostolo certamente sapeva pregare per sé e per gli altri e certamente pregava per sé e per gli altri, ma chiede la preghiera da parte di altri fratelli.

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