Bibbia del Diodati#

(abbozzo)

«Non è difficile prevedere che la traduzione del Diodati, sia per l’impeto poetico, che per la qualità del linguaggio, resterà ora e sempre per noi italiani un monumento letterario; all’incirca, come per l’Inghilterra, la sincrona Bibbia di Giacomo I, nella quale aveva confluito il meglio delle versioni del Wycliffe e del Tyndale. Il che non toglie che il Diodati abbia fama troppo minore del giusto. E che il suo Calvinismo non basti a spiegare come mai, nella massima parte delle nostre storie letterarie, anche recentissime a questo robusto e corrusco prosatore si neghi una considerazione largita a scrittorelli indegni di legargli le scarpe.»

Scriveva così su “L’Europeo” il 22 ottobre 1950 Emilio Cecchi noto critico letterario del tempo, in una frase che a distanza di tempo è ancora attuale.

La citazione di Cecchi la si può leggere nella mostra: “La Bibbia di Giovanni Diodati”. Costituita da 15 pannelli, da una esposizione di alcune Bibbie antiche, da un filmato e con un catalogo, la Mostra vuole far apprezzare la traduzione del Diodati, versione dell’Antico e del Nuovo Testamento che è stata la Bibbia degli evangelici dal Seicento ai primi vent’anni del Novecento.

(Lancio per l’esposizione in Bregaglia e a Sondrio del 2013).