Gesù Sommo Sacerdote da icona ortodossa

Sacerdozio universale

Tutti laici e tutti sacerdoti?

Il sacerdozio universale dei credenti è uno dei temi tipici della Riforma. Deriva ovviamente da testi della Scrittura. Già fin dal 1520 Martin Lutero scriveva “siamo tutti ugualmente sacerdoti e abbiamo tutti il medesimo potere riguardo all’insegnamento del Vangelo ed ai sacramenti“.

  • Tutti avevano infatti il diritto di avvicinarsi alla Scrittura liberamente ed esaminarla, anzi erano invitati a farlo. Da cui la traduzione nelle lingue del popolo della Bibbia.
  • Tutti avevano diritto di annunciare l’evangelo e di amministrare i sacramenti e gli atti liturgici.

Fu subito evidente che tutti avevano il diritto, ma non tutti avevano la capacità, il dono, di essere pastori o professori. Per mantenere un certo ordine bisognava che si raggiungesse un accordo fra le varie interpretazioni, con lo studio e con il confronto delle varie opinioni, e che i ministri fossero “ecclesiam vocati“, cioè riconosciuti dalla chiesa, intesa non come istituzione gerarchica, ma come un organo democratico.

Cadeva dunque la bipartizione della società fra laici e sacerdoti. Nella cultura italiana questo è difficile da comprendere, tutti i protestanti sono laici e sacerdoti insieme.

Il sacerdozio universale rappresenta un formidabile argine contro la clericalizzazione della chiesa, ma anche la base per una partecipazione reale alla direzione, anche teologica, della chiesa, in cui i pastori, formati e riconosciuti per questo, devono dare gli strumenti di analisi e di decisione.

Infine, ma di basilare importanza, il sacerdozio universale consente di prendere coscienza della relazione personale diretta che si ha con il proprio Signore e Salvatore. Non c’è bisogno della mediazione di nessuno, perché l’unico mediatore è Gesù Cristo ((c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù – I Timoteo 2:5)) ed è anche il Sommo Sacerdote presso Dio che intercede per noi continuamente. La grazia giunge per opera dello Spirito, non ci sono sacerdoti o una gerarchia che sia il tramite della grazia.

Ciò ovviamente ha avute conseguenze nella organizzazione della chiesa, come anche nelle concezioni politiche liberali.

Cosa è il sacerdozio

Per capire il sacerdozio universale bisogna partire da una conoscenza del sacerdozio nella cultura e nella Bibbia. Non sempre nella cultura italiana se ne coglie infatti il vero significato, tanta è l’influenza del termine laico.

Sacro

Nelle varie culture e religioni il sacerdote (comunque lo si chiami) è la persona che ha “a che fare con il sacro” in una forma continuata. Perché il sacro, che è relativo alla divinità, va trattato con rispetto e timore, secondo precise disposizioni, di purità o di liturgia. Avvicinarsi al sacro senza rispettarle è infatti in generale pericoloso. Allora c’è chi sa e chi è preparato o predisposto a farlo.

Sacerdote nell’antico Israele

Questo si vede anche nell’antico Israele. Una delle tribù, quella di Levi, è tutta dedicata al servizio divino.

Numeri 3:5-10 Il SIGNORE disse a Mosè: «Fa’ avvicinare la tribù di Levi e mettila a disposizione del sacerdote Aaronne, affinché sia al suo servizio. Essi avranno la cura di tutto ciò che è affidato a lui e a tutta la comunità davanti alla tenda di convegno e faranno così il servizio del tabernacolo. Avranno cura di tutti gli utensili della tenda di convegno e di quanto è affidato ai figli d’Israele, e faranno così il servizio del tabernacolo. Tu darai i Leviti ad Aaronne e ai suoi figli; tra i figli d’Israele sono essi quelli che si dedicheranno completamente al suo servizio. Tu stabilirai Aaronne e i suoi figli, perché esercitino le funzioni del loro sacerdozio; l’estraneo che si accosterà all’altare sarà messo a morte».

Portare l’arca. Separarla dagli altri israeliti per salvarli dal pericolo di morte. In effetti santo in ebraico vuol dire “messo a parte”.

Una volta nella Terra promessa alla tribù di Levi non sarà assegnata della terra perché dedicati ai servizi nei santuari (a parte delle città rifugio per abitare). E una volta divenuta nazione stabile ecco che cambiano le funzioni di leviti e sacerdoti. Nell’Antico Testamento troviamo quindi già un’evoluzione della religione ebraica. ((Un’evoluzione e una stratificazione delle fonti dovrebbe essere un fatto assodato, anche se poi non è possibile arrivare ad una ricostruzione che sia certa. È chiaro che per sacerdoti e leviti ci furono dei cambiamenti nella storia e però si vedono incongruenze nel leggere la Bibbia, ad esempio Samuele un eframita diviene sacerdote e dormiva accanto all’arca! (I Samuele 3:3) ))

I Cronache 23:1-5 Davide, vecchio e sazio di giorni, stabilì suo figlio Salomone come re d’Israele. Radunò tutti i capi d’Israele, i sacerdoti e i Leviti. Fu fatto un censimento dei Leviti dall’età di trent’anni in su; e, contati uno per uno, uomo per uomo, il loro numero risultò di trentottomila. Davide disse: «Ventiquattromila di questi siano addetti a dirigere l’opera della casa del SIGNORE; seimila siano magistrati e giudici; quattromila siano portinai, e quattromila celebrino il SIGNORE con gli strumenti che io ho fatti per celebrarlo».

Non va dimenticato, infatti, che prima del Tempio di Gerusalemme c’erano altri santuari e alti luoghi, che permangono anche dopo anche per la divisione nei due regni.

In Ezechiele 44:1-16 troviamo l’idea di una riconsacrazione del Tempio di Gerusalemme e una riforma del servizio levitico e sacerdotale che probabilmente è di appoggio ad un sacerdozio centrale in Gerusalemme contro altri sacerdoti.

Ezechiele 44 1 Poi egli mi ricondusse verso la porta esterna del santuario, che guarda a oriente. Essa era chiusa. 2 Il SIGNORE mi disse: «Questa porta sarà chiusa; essa non si aprirà e nessuno entrerà per essa, poiché per essa è entrato il SIGNORE, Dio d’Israele; perciò rimarrà chiusa. 3 Quanto al principe, siccome è principe, potrà sedervi per mangiare il pane davanti al SIGNORE; egli entrerà per la via del vestibolo della porta e uscirà per la medesima via». (…) 10 Inoltre, i Leviti che si sono allontanati da me quando Israele si sviava, e si sono sviati da me per seguire i loro idoli, porteranno la pena della loro iniquità; 11 saranno nel mio santuario come servi, con l’incarico di guardare le porte della casa; faranno il servizio della casa: scanneranno per il popolo le vittime degli olocausti e degli altri sacrifici, e si terranno davanti a lui per essere al suo servizio. (…) 15 «”Ma i sacerdoti leviti, figli di Sadoc, i quali hanno mantenuto l’incarico che avevano del mio santuario quando i figli d’Israele si sviavano da me, saranno quelli che si accosteranno a me per fare il mio servizio, e che si terranno davanti a me per offrirmi il grasso e il sangue, dice DIO, il Signore.

Certamente il tema della purificazione non era solo per le colpe dei leviti, ma perché potesse essere fatto il culto sacerdotale giusto per ritornare all’antico splendore

Malachia 3:3 Egli si metterà seduto, come chi raffina e purifica l’argento, e purificherà i figli di Levi e li raffinerà come si fa dell’oro e dell’argento; ed essi offriranno al SIGNORE offerte giuste. 4 Allora l’offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al SIGNORE, come nei giorni antichi, come negli anni passati.

Domande varie possono essere fatte: i leviti profetizzavano nel culto? E quali erano le relazioni fra profeti e sacerdoti! Vediamo infatti ad esempio in Amos situazioni di grande conflittualità, una specie di sacerdoti collusi con il potere regale e la Parola non incatenata che parla comunque al popolo di Israele.

Gesù sommo sacerdote

Il Sommo sacerdote cresce d’importanza dopo la monarchia. Anche per la mancanza del re, che invece un tempo svolgeva (si veda Salomone) anche le parti più ufficiali e importanti di sacerdote ((Si può fare un parallelo con la crescita di importanza del Vescovo di Roma, che all’inizio era in una situazione totalmente subordinata verso l’imperatore “cristiano” Costantino e poi con il crollo dell’Impero d’Occidente nel vuoto politico acquista sempre più potere civile, che era iniziato già in parte per i vescovi sotto Teodosio.)).

Levitico 21:10-11 «”Il sommo sacerdote che sta al di sopra dei suoi fratelli, sul capo del quale è stato sparso l’olio dell’unzione e che è stato consacrato e indossa i paramenti sacri, non si scoprirà il capo e non si straccerà le vesti. Non si avvicinerà ad alcun cadavere; non si renderà impuro neppure per suo padre e per sua madre.

Lo stesso Gesù si presenta come un nuovo tipo di sacerdote!

Matteo 12:1-8 In quel tempo Gesù attraversò di sabato dei campi di grano; e i suoi discepoli ebbero fame e si misero a strappare delle spighe e a mangiare. I farisei, veduto ciò, gli dissero: «Vedi! i tuoi discepoli fanno quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando ebbe fame, egli insieme a coloro che erano con lui? Come egli entrò nella casa di Dio e come mangiarono i pani di presentazione che non era lecito mangiare né a lui, né a quelli che erano con lui, ma solamente ai sacerdoti? O non avete letto nella legge che ogni sabato i sacerdoti nel tempio violano il sabato e non ne sono colpevoli? Ora io vi dico che c’è qui qualcosa di più grande del tempio. Se sapeste che cosa significa: “Voglio misericordia e non sacrificio”, non avreste condannato gli innocenti; perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

In Marco possiamo anche vedere questo servizio anche come servizio divino, come servizio sacerdotale di sacrificio.

Marco 10:45 Poiché anche il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire, e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti».

La lettera agli Ebrei è però centrale per comprendere accenni di Gesù contenuti nei vangeli.

Ebrei 4:14-5:3 Avendo dunque un grande sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, stiamo fermi nella fede che professiamo. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovar grazia ed essere soccorsi al momento opportuno. Infatti ogni sommo sacerdote, preso tra gli uomini, è costituito per il bene degli uomini nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati; così può avere compassione verso gli ignoranti e gli erranti, perché anch’egli è soggetto a debolezza; ed è a motivo di questa che egli è obbligato a offrire dei sacrifici per i peccati, tanto per sé stesso quanto per il popolo.

Notate la piena fiducia nell’andare al Padre attraverso Gesù Cristo. Qui c’è il superamento della paura verso il Signore, c’è rispetto, ma non un timore da divenire quasi terrore o comunque estraneità.

Sacerdozio nella cristianità

Che ruolo allora potrebbero avere i sacerdoti all’interno della cristianità?

Notiamo innanzitutto che nella teologia e pietà dei cristiani ortodossi la figura di Gesù come Sommo sacerdote, con tanto di rappresentazione nelle icone con i paramenti attribuiti al Sommo sacerdote, è molto presente. Questo relativizza in parte l’importanza degli altri sacerdoti.

Ma sostanziale è ciò che troviamo in:

I Pietro 2:4-10 Accostandovi a lui, pietra vivente, rifiutata dagli uomini, ma davanti a Dio scelta e preziosa, anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo. Infatti si legge nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa e chiunque crede in essa non resterà confuso». Per voi dunque che credete essa è preziosa; ma per gli increduli «la pietra che i costruttori hanno rigettata è diventata la pietra angolare, pietra d’inciampo e sasso di ostacolo». Essi, essendo disubbidienti, inciampano nella parola; e a questo sono stati anche destinati. Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa; voi, che prima non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio; voi, che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete ottenuto misericordia.

Varie considerazioni si possono fare sulla comunanza di questa visione con una ebraica che vede il popolo di Israele, soprattutto dopo la diaspora, come il popolo santo, cioè che serve il Signore nella vita quotidiana rispettando la Legge a favore di tutta l’umanità ((Si veda anche Apocalisse 1:6 A lui che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno e dei sacerdoti del Dio e Padre suo, a lui sia la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.)).

Considerate anche i sacrifici spirituali, cioè la fine per i cristiani del sacrificio (notate che la radice è sempre a che fare con il sacro) di animali ecc. E la proclamazione dell’evangelo (le virtù di colui che vi ha chiamati). Anche la chiamata, l’ecclesia è un chiamare fuori e quindi in qualche modo un mettere a parte rispetto agli altri e rispetto ad un tempo ordinario riguardo al culto.

Infatti nessuna fonte cristiana antica parla di sacerdote per i ministeri cristiani fino al 200 d.C. A quel punto sacerdote e sommo sacerdote entrano nel linguaggio cristiano riferiti non a Cristo o alla chiesa cristiana nel suo complesso, ma a singoli individui.

Contro questa evoluzione parleranno i Riformatori con l’idea del sacerdozio universale di tutti i battezzati. Nel Concilio Vaticano II con le sottolineature del popolo di Dio, inizia una rivalutazione dei laici, ma rimane ovviamente la distinzione fra gli ordinati, i sacerdoti, i canali della grazia, e gli altri, per l’appunto i laici. Differenza inesistente fra gli evangelici, in cui il pastore o la pastora è laico, come gli altri, anzi sacerdote, ma come tutti gli altri.

Riceve però una formazione e un riconoscimento da parte della chiesa per avere un culto ben fatto, tutti infatti possono fare tutto: pregare nel culto, leggere ogni passo biblico, battezzare, celebrare la Cena del Signore, predicare… ovviamente col consenso della comunità. C’è sempre il pericolo di una clericalizzazione della chiesa, ma proprio la definizione teologica di sacerdozio universale ci riporta alla realtà evangelica.