Copertina

Catechismo di Heidelberg

(Pagina in allestimento) Presento qui alcune delle domande e risposte del Catechismo di Heidelberg con un mio breve commento.

Indice

Introduzione

Il Catechismo di Heidelberg è del 1563.

Opera corale per formare uno Stato intero. Al centro di un programma di istruzione, non solo per giovani, ma per la popolazione.

Riprende in modo diretto i vari temi della Riforma, anche in una visione equilibrata che viene paragonata alla Confessione Augustana.

La prima e famosa domanda non vuole essere dogmatica ad esempio su Dio Padre, ma riguarda subito la nostra esperienza umana. Perché dunque ti diamo questo catechismo.

Schema del catechismo:

  • domande 1-2, introduzione e suddivisione
  • domande 3-11, la miseria dell’uomo
  • domande 12-85, la redenzione dell’uomo
    • 12-18, necessità della persona e dell’opera del redentore
    • 19-21, il vangelo e la vera fede
    • 22-58, il credo degli apostoli
      • 24-25, introduzione e suddivisione
      • 26-28, Dio Padre
      • 29-52, Dio Figlio
      • 53-58, Dio Spirito Santo
    • 59-64, giustificazione e buone opere
    • 65-82, i sacramenti
    • 83-85, l’ufficio delle chiavi
    domande 86-129 la gratitudine dei cristiani
    • 86-91, le buone opere
    • 92-115, i dieci comandamenti
    • 116-129, la preghiera

L’inizio

D. 1 Qual è il tuo unico conforto in vita e in morte?

R. Che io, con corpo ed anima,1 sia in vita che in morte, non son mio,2 ma appartengo al mio fedele Salvatore Gesù Cristo,3 che col Suo prezioso sangue4 ha pienamente pagato per tutti i miei peccati,5 e mi ha redento da ogni potere del diavolo;6 e mi preserva7 così che senza la volontà del Padre mio che è nei cieli neppure un capello può cadermi dal capo,8 sì, così che tutte le cose devono cooperare alla mia salvezza.9 Pertanto, per mezzo del Suo Santo Spirito, egli inoltre mi assicura della vita eterna,10 e mi rende di cuore volenteroso e pronto d’ora innanzi a viver per Lui.11

1 I Corinzi 6:19-20.

2 Romani 14:7-9.

3 I Corinzi 3:23.

4 I Pietro 1:18-19.

5 I Giovanni 1:7.

6 I Giovanni 3:8; Ebrei 2:14-15.

7 Giovanni 6:39; Giovanni 10:28-29.

8 Luca 21:18; Matteo 10:30.

9 Romani 8:28.

10 II Corinzi 1:22; II Corinzi 5:5.

11 Romani 8:14; Romani 7:22.

Conforto, ma anche consolazione.

La seconda spiega la struttura di ciò che segue in cui si spiega questa consolazione.

D. 2 Quante cose ti è necessario conoscere perché in questo conforto tu possa felicemente vivere e morire?

R. Tre cose:1 in primo luogo, quanto grande è il mio peccato e la mia miseria.2 Secondo, in che modo sono redento da tutti i miei peccati e dalla mia miseria.3 E terzo, in che modo a Dio debbo essere grato di tale redenzione.4

1 Luca 24:47.

2 I Corinzi 6:10-11; Giovanni 9:41; Romani 3:10; Romani 3:19.

3 Giovanni 17:3.

4 Efesini 5:8-10.

Miseria umana

La terza. La miseria umana. È un termine classico, ma oggi sarebbe poco usato.

D. 3 Da cosa riconosci la tua miseria?

R. Dalla Legge di Dio.1

1 Romani 3:20.

IV domanda.

D. 4 E cosa richiede la Legge divina da parte nostra?

R. Ce lo insegna Cristo in un sommario, Matteo 22:37-40: E Gesù gli disse: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuor tuo e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua, questo è il primo e grande comandamento; e il secondo è simile ad esso: Amerai il prossimo tuo come te stesso; da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti.1

1 Luca 10:27.

La quarta è sorprendente, in quanto non cita i 10 comandamenti (che verranno spiegati alla risposta 92) ma il “gran comandamento”. Sia è più vicino in questo all’AT, sia si concentra sull’amore.

V domanda.

D. 5 Puoi tu osservare tutto questo pienamente?

R. No:1 perché sono di natura incline ad odiare Dio e il mio prossimo.2

1 Romani 3:10; I Giovanni 1:8.

2 Romani 8:7; Tito 3:3.

Pienamente o perfettamente è la vera chiave per comprendere questa domanda.

Essere inclini a odiare (come opposto di amare) Dio e il prossimo, non passerebbe o non passa così facilmente nel nostro contesto.

Un amore perfetto non lo conosciamo (con tutto noi stessi). Per natura. Questo viene contestato si pensa che l’essere umano sia fondamentalmente buono, ma le condizioni esterne, l’educazione e via dicendo lo rendano così.

Non è pessimismo, ma realismo. 1) Ad esempio: la responsabilità personale non è annullata dal nascere in situazioni di degrado. 2) Non è incline, vuol dire che di preferenza fa il male, inteso anche come qualcosa di egoistico.

D. 6 Ha dunque Dio creato l’uomo così empio e perverso?

R. No: anzi Dio ha creato l’essere umano buono1 ed a Sua immagine,2 cioè, in vera giustizia e santità; così che conosca Dio, suo Creatore, rettamente, e lo ami di cuore, e viva con lui in eterna beatitudine, per lodarlo e glorificarlo.3

1 Genesi 1:31.

2 Genesi 1:26-27; Colossesi 3:10; Efesini 4:24.

3 Efesini 1:6; I Corinzi 6:20.

Non è questione di creazione di Dio, che lo ha fatto buono, ma anche libero.

D. 7. Da dove proviene allora una tale natura depravata dell’ uomo?

R. Dalla caduta e disobbedienza dei nostri progenitori, Adamo ed Eva, in Paradiso,1 per la quale la nostra natura è divenuta così corrotta che noi tutti veniamo concepiti e nasciamo nel peccato.2

1 Genesi 3:6; Romani 5:12; Romani 5:18-19.

2 Salmo 51:5; Genesi 5:3.

Dalla caduta e disubbidienza dei progenitori (che si ripercuote su tutta la storia dell’umanità) e dall’avvelenamento della nostra natura.

Si nasce senza conoscenza di Dio (che deve rivelarsi) c’è una frattura con Dio che appartiene a tutta l’umanità.

D. 8. Siamo allora a tal punto depravati da essere totalmente incapaci di ogni bene ed inclini ad ogni male?

R. Si:1 a meno che non veniamo fatti nascere di nuovo dallo Spirito di Dio.2

1 Genesi 6:5; Giobbe 14:4; Giobbe 15:14; Giobbe 15:16.

2 Giovanni 3:5; Efesini 2:5.

Del tutto incapaci. (a meno di rinascere con lo Spirito santo). (potremo dire che alcuni siano guidati dalla Spieito santo anche se no divengono cristiani cfr Giustino e gli antichi?)

Comunque sia 1) è illusorio pensare alla nostra bontà (spesso si fa del bene per tornaconto…) 2) dietro si è anche contro l’idea di decidere noi cosa sia il bene.

Alla fine della parte sulla miseria umana, viene una domanda che sorge spontanea e va affrontata. In questo porre le domande si vede come il Catechismo sia ben inserito nell’ambito quotidiano.

D. 11 Non è allora Dio anche misericordioso?

R. Dio è di certo misericordioso,1 ma Egli è anche giusto.2 Perciò la Sua giustizia esige che il peccato, che è commesso contro l’altissima Maestà di Dio, sia punito,3 e di una punizione suprema, cioè di una pena eterna,4 in corpo ed anima.

1 Esodo 34:6.

2 Esodo 20:5; Giobbe 34:10-11.

3 Salmo 5:5-6.

4 Genesi 2:17; Romani 6:23.

Giusto e misericordioso insieme è una caratteristica solo di Dio.

La redenzione umana

Inizia, dopo la breve parte sulla miseria, quella sulla redenzione umana, che è la più cospicua del Catechismo.

Quindi ciò che interessa nel Catechismo è la liberazione dell’essere umano e la miseria che viene affermata chiaramente (e forse servirebbe solo guardare senza scuse la condizione umana) fa risaltare ancor di più la liberazione.

D. 12 Dal momento che noi quindi, per giusto giudizio di Dio, meritiamo punizione temporale ed eterna, in che modo possiamo sfuggire a tale punizione e perveniamo di nuovo alla Sua grazia?

R. Dio vuole che la Sua giustizia abbia corso:1 quindi dobbiamo pagare pienamente o da noi stessi o per mezzo di un altro.2

1 Esodo 20:5.

2 Deuteronomio 24:16; II Corinzi 5:14-15.

D. 13 Ma possiamo pagare pienamente da noi stessi?

R. In alcun modo:1 anzi, noi rendiamo il nostro debito ogni giorno sempre maggiore.2

1 Giobbe 9:2-3; Giobbe 15:14-16.

2 Matteo 6:12; Isaia 64:6.

D. 14 E può qualche mera creatura pagare per noi?

R. No: perché, primo, Dio non vuole punire in alcuna altra creatura ciò di cui si è indebitato l’uomo.1 Inoltre, perchè nessuna mera creatura può sostenere il peso dell’eterna ira di Dio contro il peccato, e redimerne altre.2

1 Ezechiele 18:20.

2 Rivelazione 5:3; Salmo 49:8-9.

D. 15 Qual sorta di mediatore e di redentore dobbiamo dunque cercare?

R. Uno tale che sia un vero e giusto uomo,1 e nondimeno più potente di ogni creatura, cioè, che allo stesso tempo sia vero Dio.2

1 I Corinzi 15:21; Romani 8:3.

2 Romani 9:5; Isaia 7:14.

La giustizia è uno dei bisogni più profondi dell’essere umano. Ma essendo rigorosi tutti sono ingiusti, a meno di sistemarci un’idea di giustizia personale.

Non possiamo rimediare da noi stessi in nessun modo. Questo è anche liberante perché se no saremmo puniti noi oppure vivremmo con un senso di colpa ancora maggiore.

Non si può espiare ad esempio l’assassino non può dare la vita a chi ha ucciso e il bene non fatto non possiamo farlo più. L’idea di espiazione attraverso i sacrifici è antica e dimostra questa consapevolezza umana verso il divino. Anzi cosa fare per espiare verso Dio ci è anche ignoto.

Nella religione popolare cattolica l’intercessione dei santi e le varie indulgenze riprendono questa idea umana di sacrificio.

La croce riprende il sacrificio, ma in senso del tutto nuovo.

Ma oggi che sembra che quasi tutti non si sentono colpevoli di nulla, come si interpreta tutto questo? Forse non è così semplice. Il Catechismo di Heidelberg usando proprio il termine di “miseria umana”, indica non una questione morale, ma una esistenziale.

Le domande da 16 a 19 erano affrontate in una stessa domenica: la sesta.

D. 16 Perché deve essere un vero e giusto uomo?

R. Perché la giustizia di Dio esige che la natura umana, che ha peccato, paghi per il peccato,1 ma uno che fosse egli stesso un peccatore non potrebbe pagare per altri.2

1 Romani 5:12 (Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato…);

Romani 5:15 (Però, la grazia non è come la trasgressione. Perché se per la trasgressione di uno solo molti sono morti, a maggior ragione la grazia di Dio e il dono della grazia proveniente da un solo uomo, Gesù Cristo, sono stati riversati abbondantemente su molti.).

2 I Pietro 3:18 (Cristo ha sofferto una volta per i peccati, lui giusto per gli ingiusti, per condurvi a Dio. Fu messo a morte quanto alla carne, ma reso vivente quanto allo spirito.); Isaia 53:11.

Uomo vero e giusto.

Deve essere giusto, se no non potrebbe pagare le colpe altrui.

Vero perché deve essere umano e anche in Lui si presenta tutta la vera umanità, solidale con l’umanità. INfatti, come uomo è tentato in ogni cosa, ma senza peccare.

La questione della giustizia di Dio presentata nella lettera ai Romani, ma anche in altri testi, è sempre sorprendente. Ci deve essere giustizia e giustizia viene fatta su Gesù Cristo (senza peccato, ma vero essere umano) e donata agli esseri umani.

D. 17 Perché deve essere allo stesso tempo vero Dio?

R. Così che per la forza della sua divinità possa sopportare, nella sua umanità, il peso dell’ira di Dio,1 e possa acquistarci e ridonarci la giustizia e la vita.2

1 I Pietro 3:18; Atti 2:24; Isaia 53:8.

Giovanni 3:16 (Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.)

2 I Giovanni 1:2; Geremia 23:6; II Timoteo 1:10; Giovanni 6:51.

Per sopportare la collera, l’ira di Dio, e possa completare il ristabilimento dell’umanità.

D. 18 Ma chi è siffatto mediatore, che è allo stesso tempo vero Dio ed un vero e giusto uomo?

R. Il nostro Signore Gesù Cristo,1 il Quale ci è donato per nostra piena redenzione e giustizia.2

1 Matteo 1:23; I Timoteo 3:16; Luca 2:11.

2 I Corinzi 1:30. (Ed è grazie a lui che voi siete in Cristo Gesù, che da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione; affinché, com’è scritto: «Chi si vanta, si vanti nel Signore»)

Non solo si individua in Gesù Cristo l’unico mediatore, ma anche si dice che ci è stato donato. Qui si riprende il tema della grazia di Dio.

Piena o perfetta redenzione, che è condivisa con noi.

D. 19 Da dove sai questo?

R. Dal santo Evangelo, che Dio stesso ha dapprima rivelato in Paradiso,1 in seguito ha fatto proclamare ai santi Patriarchi e Profeti,2 e prefigurato mediante i sacrifici3 e le altre cerimonie della Legge, ma infine ha adempiuto mediante il Suo benamato Figlio.4

1 Genesi 3:15.

2 Genesi 22:17-18; Genesi 28:14; Romani 1:2; Ebrei 1:1; Giovanni 5:46.

3 Ebrei 10:7-8.

4 Romani 10:4; Ebrei 13:8.

Questa è una giusta domanda.

Non è infatti –nella comprensione riformata– da accettare senza discutere in nome di misteri della fede una decisione della chiesa, ma si deve indicare la fonte.

Chiaramente c’è il riferimento alla Bibbia, sia Antico sia Nuovo Testamento, ma non c’è una “idolatria” del testo, quanto un rendere attenti al contenuto del messaggio biblico, di tutto il messaggio biblico riguardante la nostra salvezza.

Una volta parlato della salvezza, la domanda numero 20 affronta un problema importante e strategico. Come mai non tutti credono e vengono salvati.

D. 20 Sono dunque tutti gli uomini resi nuovamente salvi per mezzo di Cristo, allo stesso modo in cui sono divenuti perduti per mezzo di Adamo?

R. No:1 ma soltanto quelli che, per vera fede, sono incorporati in Lui e ricevono tutti i Suoi benefici.2

1 Matteo 1:21; Isaia 53:11.

2 Giovanni 1:12-13; Romani 11:20; Ebrei 10:39.

La risposta si lega alla vera fede. Non si dice perché alcuni non la hanno, perché essa è dono come si vedrà dello Spirito Santo.

Per la nostra mentalità moderna (ma anche poi nel Seicento) questo era un tema di forte discussione. Qui non si discutono cose che no sappiamo e su cui possiamo solo fare delle disquisizioni teologiche. In fondo il senso del Catechismo è incoraggiare alla fede. Qui fra l’altro non si vuole spaventare, ma far ricevere con gioia il dono della salvezza.

D. 21 Cos’è la vera fede?

R. Essa è non soltanto una sicura conoscenza,1 per la quale io ritengo tutto verità ciò che Dio ci ha rivelato nella Sua Parola, ma anche un confidare di cuore2 che lo Spirito Santo3 per mezzo dell’Evangelo opera in me,4 e che non solo ad altri ma anche a me sono donati da Dio remissione dei peccati,5 eterna giustizia e salvezza,6 per pura grazia, solo a motivo dei meriti di Cristo.7

1 Giovanni 6:69; Giovanni 17:3; Ebrei 11:3; Ebrei 11:6.

2 Efesini 3:12.

3 Romani 4:16; Romani 4:20-21; Ebrei 11:1; Efesini 3:12; Romani 1:16; I Corinzi 1:21; Atti 16:14; Matteo 16:17; Giovanni 3:5.

4 Romani 10:14; Romani 10:17; Matteo 9:2.

5 Romani 5:1.

6 Galati 2:20.

7 Romani 3:24-26.

Dunque la fede è fiducia e conoscenza.

D. 22 Cosa allora è necessario che un Cristiano creda?

R. Tutto ciò che ci è promesso nell’Evangelo,1 che gli articoli della nostra cattolica ed indubitata Fede Cristiana ci insegnano in una confessione di fede (Credo).

1 Giovanni 20:31; Matteo 28:19-20

Segue poi il Credo apostolico e una sua spiegazione, che è un classico dei Catechismi.

Dopo la spiegazione del Credo (in cui notiamo che le ultime domande sono “in che ti consola la vita eterna?” e così via) Alla domanda 59 si arriva ad una domanda riassuntiva, rispetto a tutto il credere, al contenuto della fede. Appartiene al “Giorno del Signore 23” cioè alla 23° domenica.

D. 59 Ma in cosa ti aiuta ora il credere tutto questo?

R. Che io, in Cristo, dinanzi a Dio sono giusto ed un erede della vita eterna.1

1 Romani 5:1 Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore;

Romani 1:17 la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, com’è scritto: «Il giusto per fede vivrà»;

Giovanni 3:36 Chi crede nel Figlio ha vita eterna; chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.

Questo aiuto è proprio l’aspetto pastorale di questo catechismo. Ovviamente non è che la fede si giudichi dalla sua utilità o meno. Questo non c’entra con il dono delle fede.

Vuole spiegare perché invece si offre questo catechismo alla popolazione. Perché questa fede che qui viene presentata ha valore per la vita del credente, cioè di Colui che ha già la fede e l’approfondisce nel suo contenuto.

Cioè qui non si è dinnanzi ad una fede astratta, filosofica, in fondo quel tipo di fede vuole investigare Dio, qui invece si presenta cosa Dio ci dice per darci salvezza nella vita di ogni giorno.

Vorrei dire che parlano di “utilità” della fede o sociologi che fanno indagini ad esempio sulla preghiera oppure proprio coloro che non hanno fede e ti chiedono solo a cosa serva e dicono che per loro non è utile. Proprio come se fosse una decisione che prendiamo e non invece un dono che riceviamo.

La risposta non è solo perché poi avrò vita eterna. Ma anche perché in Cristo dinnanzi a Dio siamo giusti? Ciò non solo garantisce l’eredità della vita eterna, ma soddisfa l’aspettativa di poter essere dinanzi a Dio senza timore e di sentirsi perdonati e quindi in certo modo giusti, cioè giustificati.

Il tema della miseria umana della prima parte, si comprende meglio qui, in quanto questo aiuto che ci viene combatte il senso di ingiustizia e alienazione umana.

Questo che è il tema del Sola Grazia, va completato come faranno le domande successive con il Sola Fide. Uno dei temi più travisati.

D. 60 In che modo sei giusto dinanzi a Dio?

R. Solo per vera fede in Gesù Cristo:1 talché, anche se la coscienza mi accusa che io ho gravemente peccato contro tutti i comandamenti di Dio, e che non ne ho mai osservato alcuno,2 e sono ancora sempre incline ad ogni male,3 però Dio, senza alcun mio merito,4 per pura grazia,5 mi dona6 ed imputa7 la piena soddisfazione, giustizia e santità di Cristo,8 come se io non avessi mai avuto nè commesso nessun peccato, ed avessi io stesso compiuto tutta l’ubbidienza che Cristo ha adempiuto per me,9 quand’io accetto tale beneficio con un cuore credente.10

1Romani 3:22 e a seguire; Galati 2:16; Efesini 2:8-9

2 Romani 3:9 e a seguire

3 Romani 7:23

4 Romani 3:24

5 Tito 3:5; Efesini 2:8-9

6 Romani 4:4-5; II Corinzi 5:19

7 I Giovanni 2:1

8 Romani 3:24-25

9 II Corinzi 5:21

10 Romani 3:28; Giovanni 3:18

Nell’originale tedesco c’è obwohl che qui ho tradotto con “anche se” che è una traduzione possibile. Di solito (ed è così nelle vari traduzioni che ho visto in italiano) però si traduce con “sebbene”. In questo caso si direbbe che non solo tutti hanno peccato (come dice in Romani 3:23), ma che tutti hanno trasgredito tutti i comandamenti.

Se pensiamo ai 10 comandamenti, sembrerebbe troppo radicale (a meno di sostenere con alcuni rabbini che il 10 comandamenti sono come una siepe e se se ne trasgredisce uno si è oltre, ma non sarebbe il senso con il sebbene). Se fosse il gran comandamento potrebbe andare. Si consideri inoltre, che prima c’era “perfettamente” (e che ci sarà alla domanda 62). Ciò non ci fa dimenticare l’assolutezza delle richieste di Cristo.

Si faccia attenzione infatti a I Gv 1:8 1. Giovanni 1:8-10 Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo, e la sua parola non è in noi.

Trasgredire i comandamenti non significa che tutto sia sbagliato, ma che anche facendo qualcosa di positivo li trasgredisco. Ad esempio, la perfetta azione fatta per tornaconto non conta….

Qui c’è l’idea che ci appropriamo della giustizia solo mediante la fede. Che la grazia agisca in noi solo attraverso la fede. Forse ci potrebbe essere una grazia non conosciuta, ma questa non agirebbe oggi nella vita terrena.

Ciò si ribadisce nella domanda e risposta successive.