Le chiese evangeliche riformate, sono chiese evangeliche nate al tempo della Riforma.

Sono diffuse in tutto il mondo, spesso come chiese di minoranza. Sono relativamente maggioritarie in Svizzera, Olanda e Scozia. Nei paesi anglosassoni spesso si chiamano chiese presbiteriane e a volte congregazionaliste.

Origine

Nel 1523 il Consiglio della città di Zurigo, approva il progetto di Riforma della chiesa, presentato l’anno prima da Ulrico Zwingli (nell’immagine iniziale) e il gruppo dei riformatori.

Zwingli aveva iniziato già da alcuni anni, indipendentemente da Lutero, ma comunque in contatto con le nuove idee che si stavano diffondendo, una predicazione riformata.

La Riforma della chiesa sarà poi presa in considerazione in tutta la Svizzera ed accolta in molte città. Berna, San Gallo, Basilea ed infine Ginevra.

Zwingli

Huldrych Zwingli (Wildhaus, 1º gennaio 1484 – Kappel am Albis, 11 ottobre 1531)
è l’iniziatore della Riforma a Zurigo e in Svizzera.

Però è spesso un po’ sottovalutato per varie ragioni. È solo uno dei riformatori svizzeri e la morte prematura ha lasciato anche il suo pensiero non pienamente sviluppato, inoltre la seconda generazione con Calvino lo ha un po’ oscurato.

Inoltre nei confronti di Lutero appariva per certi riformati ottocenteschi troppo umanista. Eppure è proprio qui un motivo di interesse.

Nato nella frazione di Lisighaus, terzo figlio di un balivo rispettato e patriottico svizzero (si iniziano a chiamare svizzeri dal 1450) (7 fratelli e 3 sorelle).

Zwingli cresce con i mente i racconti delle vittorie patriottiche di quei tempi, e gli insegnamenti dello zio prete ed umanista.

Studia fra l’altro a Vienna e Basilea (li conosce un figlio di un prete Leo Jud). Imparano un rapporto armonico fra umanesimo e cristianesimo.
Per l’umanesimo, ricordiamo «ad fontes» e Lorenzo Valla. Zwingli starà sempre attento a sfruttare l’umanesimo per il cristianesimo evitandone i pericoli.

Prima messa nella chiesa del paese. Parroco a Glarona, poi ad Einsiedeln.

Partecipa alle guerre come cappellano, in particolare alle battaglie di Pavia 1512, Novara 1513, Marignano 1515 con la sconfitta che segna la fine dell’espansionismo elvetico e non del mercenariato.

1516 Nuovo testamento in greco di Erasmo.

Eletto a Zurigo, nel Duomo, vi inizia nel 1519.

«Come noi li rimettiamo ai nostri debitori» lo fa giungere a ribadire la salvezza per grazia. (Il sola scrittura c’era già come umanista).

1520 rifiuta la rendita papale (e uno storico cattolico dice che ha rotto allora con la gerarchia). Ma sviluppa i suoi pensieri e li trasmette nella predicazione.

1522 predica sul digiuno.

1523 disputa pubblica per la riforma della città (Solo Cristo è la base della chiesa e sola Scrittura). Però la Riforma si completa solo nel 1525. Gli anabattisti lo accusarono di essere troppo lento e non radicale.

1528 aiuto decisivo per la Riforma a Berna

Con la Riforma anche attenzione ai poveri (vendita preziosi per beneficenza), sempre aspetto sociale e politico confederale.

1529 Marburgo e disputa sulla Cena con Lutero. (Vedi sotto)

1531 muore a Kappel dove era come cappellano.

L’eredità viene ripresa da Bullinger, come anche Comander che aveva studiato con lui. E sopratutto c’è un’opera di sintesi da parte di Calvino.

Interessante come esempio da citare per il suo accorto umanesimo e attenta lettura biblica, la salvezza di pagani esemplari, perché non è la fede che salva ma Cristo, la libera elezione di Dio in Cristo, dell’essere umano.

La cena

 

Nel 1529 Zwingli e Lutero si incontreranno a Marburgo per discutere sulle loro differenti comprensioni della Cena del Signore. Questi colloqui segneranno l’inizio di una divisione fra la Riforma di stampo luterano e quella di origine svizzera, che sarà sanata solo nel novecento con la Concordia di Leunenberg.

Due anni dopo i colloqui di Marburgo, Zwingli morirà in battaglia. Gli succederà Bullinger che si accorderà con Calvino, il riformatore di Ginevra, che propone una trattazione più completa della Cena, sottolineando e riprendendo la presenza spirituale del Cristo.

Calvino

Ritratto del giovane Calvino

Vari nomi

 

Dopo vari contatti, colloqui e scritti, quindi, tutti i riformati svizzeri si riconobbero concordi nella loro impostazione teologica. Questo diverrà la base per un consenso del 1549 di tutte le chiese riformate svizzere.

I riformati, dunque, si riconosco tutti gli uni con gli altri, non ci sono calvinisti o zwingliani o “comanderiani”, ma sono tutti riformati.

E questo vale per tutti i riformati anche al di fuori della Svizzera, come i valdesi in Italia o la chiesa presbiteriana scozzese. La storia delle chiese riformate, infatti, non si limita solo alla Svizzera ed ad alcuni Land della Germania, ma la presenza riformata, spesso collegata a gruppi minoritari, si estende all’Europa e poi al Nuovo Mondo. Per poi estendersi con le Missioni in tutte le parti del pianeta.

Riformati, presbiteriani… Nella Francia i riformati si chiameranno “ugonotti”, nella Scozia “presbiteriani”. Nel mondo anglosassone si trova di solito la dizione “presbiteriano”, ma ci sono anche i riformati, e la denominazione “congregazionalista”.

La questione è qui quella della struttura della chiesa. Una chiesa più centralizzata oppure una maggiore importanza delle chiese locali. Si potrebbe dire che la nostra è per certi aspetti un po’ a metà.

Alleanza Riformata Mondiale

 

Raccoglie quasi tutte le chiese riformate del mondo. Se ne possono leggere alcune dall’elenco.

Interessanti sono le prese di posizione dell’Alleanza:

  • la riflessione sull’apartheid, che porta nel 1982 a dichiarare peccato l’apartheid ed eresia la sua giustificazione teologica.
  • il “processus confessionis”, cioè una riflessione sulla confessione di fede, riguardo all’ingiustizia economica e alla distruzione dell’ambiente. Questioni dunque non solo etiche, ma che fanno un tutt’uno con la fede cristiana.