Modello di Gerusalemme e secondo Tempio

Andare da chi c’è già

Il salmo 84 appare scritto da chi è lontano, per qualche motivo che non sappiamo, dal Tempio di Gerusalemme. Lì, per gli ebrei del tempo, c’era la presenza di Dio in terra. Ma, come si capisce, chi scrive non è solo lontano da Gerusalemme, ma sembra quasi in esilio, tagliato fuori. E forse è anche la presenza di Dio nella sua vita che egli non avverte più.

Oh, quanto sono amabili le tue dimore, SIGNORE degli eserciti! L’anima mia langue e vien meno, sospirando i cortili del SIGNORE; il mio cuore e la mia carne mandano grida di gioia al Dio vivente. Anche il passero si trova una casa e la rondine un nido dove posare i suoi piccini…

I tuoi altari, o SIGNORE degli eserciti, Re mio, Dio mio!…

Beati quelli che abitano nella tua casa e ti lodano sempre! [Pausa]

Il salmo si interrompe con una prima pausa. Il pensiero del salmista si sposta infatti ai pellegrini che salgono a Gerusalemme per una festa. Chi scrive si immagina di essere insieme a coloro che si avvicinano a Gerusalemme:

Beati quelli che trovano in te la loro forza, che hanno a cuore le vie del Santuario! Quando attraversano la valle di Baca essi la trasformano in luogo di fonti e la pioggia d’autunno la ricopre di benedizioni. Lungo il cammino aumenta la loro forza e compaiono infine davanti a Dio in Sion.

O SIGNORE, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera; porgi orecchio, o Dio di Giacobbe! [Pausa]

La forza, il vigore dei pellegrini, aumentano e si fortificano man mano che la presenza del Signore si fa più vicina, anzi essi divengono a loro volta fonti di benedizioni.

Il valore della presenza di Dio, non è solo in un luogo, ma anche nelle persone a cui Dio è vicino. I credenti divengono essi stessi portatori della parola del Signore, grazie allo Spirito essi sono coloro che portano beneficio agli altri.

Il salmo prosegue con un accenno all’unto del Signore. Al Messia. Per noi cristiani a Gesù Cristo, ma forse per il salmista era il re come rappresentante di tutta la nazione.

Vedi, o Dio, nostro scudo, guarda il volto del tuo unto!

Un giorno nei tuoi cortili val più che mille altrove. Io preferirei stare sulla soglia della casa del mio Dio, che abitare nelle tende degli empi. Perché Dio, il SIGNORE, è sole e scudo; il SIGNORE concederà grazia e gloria. Egli non rifiuterà di far del bene a quelli che camminano rettamente.

O SIGNORE degli eserciti, beato l’uomo che confida in te! (Salmo 84)

Tutte le beatitudini, tutte le cose belle dell’esistenza sono nella presenza del Signore. In questo salmo si comprende il valore inestimabile della vicinanza di Dio come fonte di ogni benedizione.

Le tende degli empi sono poste qui per far riflettere che alle volte nel male e nella furbizia viene vista la possibilità di avere qualche vantaggio, qualche cosa utile. Ma non è così, perché nel tal caso si starebbe lontani da Dio e quindi sono solo illusorie sicurezze e falsi guadagni.

Ovviamente per i cristiani il Signore si adora in Spirito e verità. Non è questione di un luogo, diceva Gesù alla Samaritana, dove adorare: si può pregare ed essere in presenza di Dio in ogni luogo e in ogni tempo.

Questo salmo ci parla però anche dell’andare verso il Signore. Di un pellegrinaggio interiore se volete. Certo che il Signore è ovunque, ma alle volte non ci pensiamo, lo ignoriamo, oppure disperiamo che sia là dove c’è la difficoltà e la prova. In quei momenti allora c’è bisogno che anche noi ci muoviamo verso il Signore. Come c’è bisogno anche spesso di farlo comunitariamente, nel culto, nell’assemblea dei credenti.

Ed egli presto, appena ci muoviamo verso di Lui, si farà trovare da noi, e ci farà sentire che mai ci ha abbandonato la sua presenza benigna.  Amen