Nati di nuovo

C’era un condannato a morte nelle prigioni degli Stati Uniti qualche anno fa. Egli si era sempre proclamato innocente e continuava ad affermarlo anche dopo che la sentenza era stata emessa e stava per essere eseguita. Però c’era una via d’uscita per aver salva la vita, perché la condanna fosse mutata in carcere a vita, carcere, ma sempre vita dunque: riconoscere di essere colpevole.

Ora questo gli consigliò il suo avvocato, questo apparì anche a quella parte di opinione pubblica che lo riteneva innocente, una via d’uscita un po’ misera, ma in fondo una via d’uscita adeguata alla regola del sistema giudiziario americano.

Ma fino alla fine egli rifiutò, fino alla fine con il finire ucciso dalla giustizia, egli si continuò a proclamare innocente.

Perché? Se fosse stato colpevole, probabilmente lo fece perché era pazzo. Ma se era realmente innocente si comprende. Come avrebbe vissuto dichiarandosi colpevole? Non sarebbe stato più lui, sarebbe stato come un altra persona. Tanto valeva dunque morire, perché sarebbe stata comunque la morte di sé stesso.

Le nostre azioni, la nostra vita sono determinate da quello che siamo o sentiamo di essere. Possiamo anche fare sbagli, e già stiamo male, ma non possiamo tradire il noi stessi, ciò che noi profondamente siamo.

Questo vale anche in positivo, il nascere di nuovo è come anche per l’efferato assassino che cambia (realmente e non solo di facciata) e diviene fondamentalmente -come si dice- un’altra persona. È una ridefinizione di sé stessi, è un vivere con basi completamente diverse, in questo è una nuova nascita.

Cosa vuol dire dunque rinascere? Per il testo di Giovanni 3:1-17: è l’avere fede in Gesù Cristo. Il rinascere, il nascere di nuovo o dall’alto, perché qui c’è in origine un probabile gioco di parole, è come una ridefinizione di sé stessi, che noi riceviamo da Dio, dall’alto appunto.

Questo vale per chi si accorge ad un certo punto di credere realmente in Gesù Cristo oltre la tradizione o le convenzioni, oltre quello appreso da piccolo, o per quello che cambia la sua visione del mondo da un’altra e si converte, si affida all’unico Salvatore Gesù Cristo. È come essere nuove persone, rinate ad una nuova vita. Ecco il testo:

C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei.
Egli venne di notte da Gesù, e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui».
Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio».
Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?»
Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.
Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito.
Non ti meravigliare se ti ho detto: “Bisogna che nasciate di nuovo”.
Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito».

Nicodemo replicò e gli disse: «Come possono avvenire queste cose?»
Gesù gli rispose: «Tu sei maestro d’Israele e non sai queste cose?
In verità, in verità ti dico che noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo di ciò che abbiamo visto; ma voi non ricevete la nostra testimonianza.
Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti?
Nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figlio dell’uomo che è nel cielo.
«E, come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato,
affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna.
Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.
Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. (Giovanni 3:1-17)

Come possono avvenire queste cose?

La domanda è ovvia e legittima, la risposta, anche se varie parole sono nel testo è semplice: perché Dio ha tanto amato il mondo che gli dà il suo Unigenito Figlio e gli manda lo Spirito per non perire, ma avere vita eterna, una nuova vita, che piace a Dio e viene accolta da Dio.

Sappiamo che questo testo alle volte viene usato per affermare superbamente sono nato di nuovo. Per dire mi sono trasformato, sono veramente cristiano rispetto ad altri che lo sono solo per facciata. È perché anche se nascere di nuovo è dono dello Spirito, è anche avvertito spesso come una decisione propria. Ma non c’è da vantarsi per questa nuova nascita, sia perché avviene solo per dono di Dio, senza merito, sia perché è data dal credere in Gesù Cristo come Figlio di Dio, se vogliamo non è nell’eccezionale, ma nell’umile vita cristiana che si sviluppa la nuova nascita.

Ecco, come sempre nella Scrittura e quindi, parrebbe logico, nella vita cristiana, tutto il merito, tutta la lode vada data solo a Dio.

In questo passo c’è anche Nicodemo che di notte, per paura, ma dopo questa gli passerà, va da Gesù ad interrogarlo. Per questo alcuni al tempo della Riforma nelle zone cattoliche, si dissero nicodemiti.

Non è il tema di questo passo, possiamo dire, ma anche in parte lo è. Perché essi affermavano che lo Spirito che ricevevano elevava il loro animo, il loro spirito, e poco contava per paura o per convenienza se seguivano le regole di un mondo che definivano idolatra.

Eppure questo appare come un altro estremo. Cristiani sì, ma cristiani che si confondono con il mondo circostante, non per cattiveria, ma per convenienza. Accade anche oggi, magari solo per non essere sbeffeggiati.

Si potrebbe dire allora che non si può che essere in questo mondo che nicodemiti o boriosi cristiani? Questo è un problema che si risolve nell’andare a vedere che il frutto variegato e inclassificabile dello Spirito, è farti credere in Gesù come Figlio di Dio e farti agire di conseguenza.

Sei una nuova persona, se credi in Gesù Cristo, e allora diviene ovvio che non ci si comporta con boria o al contrario non parlando del Cristo: perché Dio ha tanto amato il mondo, quel mondo a cui tu spesso non dai nessuna importanza, da dare il suo Unigenito Figlio per farlo vivere.

Siamo coloro dunque che sono nati di nuovo e insieme nati dall’alto, il Signore fa un rinnovamento totale della nostra persona, diveniamo coloro che cercano di praticare la giustizia, l’amore per il prossimo, che cercano di vivere rinnovati secondo i doni dello Spirito, attenti a porgere l’altra guancia, invece di perseguire solo il proprio a volte meschino interesse.

E dunque riflettiamo. Siamo nati di nuovo, e anche se fossimo condannati a morte da questo mondo per essere cristiani, per essere coloro che vogliono aprire una via d’amore verso il proprio prossimo, potremmo dichiararci colpevoli e rinnegare ciò che siamo per aver salva la vita? Ma quale vita poi?

Possiamo a maggior ragione, che non rischiamo la vita, tentare e provare ogni cosa, anche in maniera contraddittoria, possiamo tentare dunque il bene e la giustizia, per essere finalmente noi stessi e non quello che altri ci dicono di essere, per essere veramente liberi di essere nuovi ed autentici come ci fa essere lo Spirito, per essere ciò che il Creatore volessimo che fossimo. Lode a Lui. Amen

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