Beatamente

Solo una breve riflessione, su un bellisimo testo:

Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati.
Beati i mansueti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.
Matteo 5:3-10

dolcezza

Una dolcezza viene a noi da queste parole, perché?

Innanzitutto perché sono parole di benedizione, di beatitudine verso gli esseri umani da parte di Gesù Cristo.

Certo, noi conosciamo la sua bontà e la salvezza che ci porta, ma alle volte come annuncio nel culto -mi sembra- siamo troppo distaccati, sembra qualcosa di burocratico, qui invece c’è una beatitudine

E questo beati si riferisce al Regno di Dio, certo, ma anche alla vita attuale.

Inoltre qui abbiamo una scelta di campo di Dio.

La beatitudine non è per chi è potente e furbo secondo il mondo. Il mondo, infatti, dice beato –o più spesso felice o fortunato– quello che ha più soldi, più potere, che sembra avere più successo negli affari, nella vita in genere. Indipendentemente da come abbia agito per quel fine.

Qui invece Gesù dà una priorità differente per la vita.

Qui c’è anche una provvidenza verso quelli che sono mansueti, poveri di spirito e così via.

per l’oggi

In che senso la beatitudine è anche per l’oggi?

Non è una beatitudine come la dice il mondo, i mansueti possono essere sconfitti molte volte, ma è il sentirsi in linea con il proprio Dio.

È la soddisfazione di non aver gettato al vento la propria vita, ma di averla usata correttamente alla gloria di Dio.

Come un artigiano è lieto del suo lavoro, noi possiamo essere lieti delle cose che abbiamo fatte e facciamo secondo la parola di Dio (e questo sentimento ci compensa di quelle che potevano fare meglio).

Ma anche chi è povero di Spirito, chi è afflitto, non è solo qualcosa che possiamo o che abbiamo potuto fare.

Sentire che il Signore è dalla nostra parte, proprio quando capiamo che dipendiamo in ogni cosa da lui. Non è una consolazione, ma una beatitudine, un essere trasformati nella speranza e nella mente in modo da avere nuova vita in noi.

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