Vita-Eterna

Gioie e delizie senza fine

https://youtu.be/9nQMhk7B1Co

Tu m’insegni la via della vita; ci sono gioie a sazietà in tua presenza; alla tua destra vi sono delizie in eterno. (Salmo 16:11)

(Versione audio)

In questo salmo, di cui abbiamo letto gli ultimi versetti, c’è la scelta di stare con il Signore (e non rivolgersi ad altri dei e nemmeno a altre potenze), sapendo di essere al sicuro con il Signore.

La certezza di questa sicurezza e protezione del Signore è nella sua maestà al di sopra di tutte le potenze che dominano e sembrano dominare il mondo, perfino rispetto alla morte. È, infatti, un salmo che già intravede quella vita eterna, perfetta e senza fine che verrà realizzata dalla resurrezione di Gesù Cristo.

Seguire Gesù senza vergognarsi

https://youtu.be/6bEucKbdXWQ

Il brano della predicazione di oggi è subito dopo quello in cui l’apostolo Pietro, dopo aver confessato (cioè riconosciuto pubblicamente e sentitamente) che Gesù è il Cristo (cioè il Messia che tutti aspettavano), rifiuta di ammettere che il Messia debba andare verso la sofferenza e la morte. Ed implicitamente quindi rifiuta di seguirlo per questa via. Allora dopo averlo rimproverato Gesù:

Marco 8:34-38 Chiamata a sé la folla con i suoi discepoli, disse loro: «Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua.

Per chiunque crede

https://youtu.be/A_aoFyVgqz4

C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei. Egli venne di notte da lui e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi segni che tu fai, se Dio non è con lui». Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio».

La nuova città per tutti noi

https://youtu.be/xnsCUSeVj9s

Un tesoro per noi, ma nascosto, dissimulato, è quello dell’Apocalisse.

Versione audio

Un libro cifrato, pieno di simboli e immagini che spesso sono metafore e non visioni. Un libro cifrato perché scritto sotto l’oppressione dei persecutori. Un libro pieno di immagini a volte terrificanti perché segue un genere che andava per la maggiore in periodi disperanti.

Con un minimo di calma, però, senza farsi impressionare da chi sbagliando tutto vi legge solo una specie di previsione fosca degli ultimi tempi, si riesce ad udire il messaggio del veggente per la sua epoca di persecuzione, ma anche per ogni epoca, in quanto siamo sempre presi da morte e disgrazie. E quel messaggio è così pieno di speranza e così potente da cambiare la nostra tristezza, se non in gioia, in fiducia e meraviglia.

Il senso della vita

https://youtu.be/Th-ab3mFrtw

Le lettere ai corinzi sono piene di spunti perché sono uno spaccato di vita delle prime chiese e della vita dell’apostolo. Esse nascono dal contrasto fra modi di vivere e di essere che ci sono in quella chiesa e ciò che l’apostolo Paolo predica, ma anche è. Nel senso che probabilmente c’erano anche critiche alla persona di Paolo.

Potenza umana e di Dio#

Capiamo, ad esempio, come ci fosse nella chiesa cristiana di Corinto una corrente di membri della chiesa, che volevano un “modello” di apostolo, anzi una guida della chiesa: da ammirare per la sua prestanza, di cui potersi gloriare di fronte agli altri e a sè stessi. Invece Paolo, al contrario di quello che avrebbero voluto, non era probabilmente così immaginifico nella sua predicazione, ma anche e soprattutto la sua vita era piena di insuccessi, di malanni e di sofferenze.

Speranza esagerata?

Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.

Giovanni 3:16

https://youtu.be/NLiPa4PgZes

Iniziativa e realizzazione di Dio#

La salvezza dalla morte nasce dall’amore di Dio verso tutto il genere umano. Si noti, qui, come “ il mondo” si riferisca a tutto e quindi in particolare a tutta l’umanità. Ma il termine di solito è usato in Giovanni per chi si oppone a Gesù, e quindi per chi o per ciò che si oppone a Dio. Il mondo, dunque, non certe persone in particolare, ma il mondo, cioè la totalità delle persone sono amate da Dio. E Gesù Cristo muore per la loro salvezza, per la nostra salvezza.

Infine: giustizia, pace e gioia

https://youtu.be/axmWRyUUBvU

La I Tessalonicesi è una lettera lieta, tranquilla, senza grossi contrasti, come invece le altre, dell’apostolo Paolo. Meno male, verrebbe da dire.

L’apostolo che aveva nostalgia di quella sua comunità e voleva visitarla ancora, non potendo, aveva mandato Timoteo, suo collaboratore, che adesso torna con buone notizie. Allora Paolo scrive per comunicare la sua gioia e ribadire il suo proposito di andare comunque di persona.

Ma ora Timoteo è ritornato e ci ha recato buone notizie della vostra fede e del vostro amore, e ci ha detto che conservate sempre un buon ricordo di noi e desiderate vederci, come anche noi desideriamo vedere voi. Per questa ragione, fratelli, siamo stati consolati a vostro riguardo, a motivo della vostra fede, pur fra tutte le nostre angustie e afflizioni; perché ora, se state saldi nel Signore, ci sentiamo rivivere. Come potremmo, infatti, esprimere a Dio la nostra gratitudine a vostro riguardo, per la gioia che ci date davanti al nostro Dio, mentre notte e giorno preghiamo intensamente di poter vedere il vostro volto e di colmare le lacune della vostra fede?

Guardare a Gesù ed è già la grazia

Gesù annunciò la sua sofferenza e morte varie volte ai suoi discepoli, per prepararli all’evento e dar loro gli elementi per interpretarlo. In uno di questi momenti Gesù parla di sé come Figlio dell’uomo e il suo essere crocifisso lo indica come il suo innalzamento:

bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna. Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. (Giovanni 3:14b-17)

Dunque, Gesù afferma che la sua morte sulla Croce è voluta dal Padre per donare vita eterna, per realizzare il suo amore, non per giudicare, ma per salvare il mondo. Il mondo? Sì, dice proprio il mondo.

Figli

Ci sono versetti della Scrittura che si leggono spesso. Alcuni come quelli nella lettera ai Romani al capitolo 8 sono di grande spessore teologico e, insieme, hanno la forza dell’annuncio che viene da Dio, specie per quando ci troviamo dinnanzi alla morte. La potenza di un annuncio che osa parlare dinnanzi al dolore, per dare speranza e consolazione.

Poi alle volte ti trovi a ripeterli in testa e ti accorgi di una sfumatura, che non avevi mai notato.