Salvatore

Il cuore reso saldo dalla grazia

(La predicazione per inizio anno 2024)

Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno.

Non vi lasciate trasportare qua e là da diversi e strani insegnamenti; perché è bene che il cuore sia reso saldo dalla grazia

Ebrei 13:8-9

(Versione audio)

Questi versetti ribadiscono che Gesù Cristo è sempre lo stesso, anche se dinnanzi ai cambiamenti del mondo e della nostra vita possiamo essere in ansia e arrivare a dubitare di Lui come Salvatore, ma è l’annuncio della grazia di Dio che ci rende saldi, e non altri insegnamenti.

Insieme ai discepoli festanti

https://youtu.be/jB2TvPf0lRg

Il racconto detto delle Palme o dell’ingresso trionfale a Gerusalemme è narrato da tutti e quattro gli evangeli, ovviamente con delle differenze. Infatti, abbiamo questa ricchezza di avere i racconti di vari autori che prendono da vari testimoni e quindi ci danno un quadro migliore della situazione e delle azioni di Gesù. Leggiamo quello di Luca:

Come fu vicino a Betfage e a Betania, presso il monte detto degli Ulivi, mandò due discepoli, dicendo: «Andate nella borgata di fronte, nella quale, entrando, troverete un puledro legato su cui non è mai salito nessuno; slegatelo e conducetelo qui. Se qualcuno vi domanda perché lo slegate, direte così: “Il Signore ne ha bisogno”». E quelli che erano stati mandati partirono e trovarono proprio come egli aveva detto loro. Mentre essi slegavano il puledro, i suoi padroni dissero loro: «Perché slegate il puledro?» Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».

Salvatore in eterno!

Passano gli anni e passa il tempo, noi cambiamo, la nostra società cambia, anche le chiese cambiano e cambia il modo in cui diffondono il loro messaggio.

Il loro messaggio dovrebbe essere comunque sempre l’evangelo di Gesù Cristo. Perché? Forse la domanda è inutile, ma vale la pena farsela, perché troppi cristiani sembrano dover “aggiustare” l’evangelo di Cristo, sembra che non sia una questione solo di lingua che evolve, ma che proprio i concetti classici della fede cristiana siano da aggiornare, alcuni invece da tralasciare, come se fossero colpe…

Rallegrarsi nel Signore

La lettera ai Filippesi viene scritta da Paolo nella prigionia. In un momento in cui c’è la possibilità del suo martirio. Non sa se presto finirà la sua vita, né cosa gli accadrà e nemmeno sa anche che ne sarà della sua opera. Ed anche i cristiani della città di Filippi, a cui scrive, sono probabilmente nella persecuzione.

https://youtu.be/AW0ZPC9qusA

Eppure, la lettera sembra dire: “Io gioisco! Gioite anche voi”. E l’apostolo riprende questa idea verso la fine della lettera, scrivendo:

Il mio Salvatore

Il racconto della nascita di Gesù, in Luca 2, inizia con la datazione come si usava a quel tempo, per dire che stiamo parlando di un fatto storico. Inoltre anche se al centro dell’interesse c’è il bambino che è nato, egli non dice niente. È proprio un bambino come tutti gli altri, nato in un certo luogo e tempo e come tutti. Per essere il Salvatore di tutti deve essere come tutti. Anzi, nonostante gli angeli, c’è il disinteresse del mondo neanche pagando c’è posto per far nascere Gesù.