Sono stato giorni fa a parlare al Liceo di “Fede e Scienza”, spiegando come pur avendo un interesse comune per la conoscenza, la fede e la scienza hanno metodi, presupposti e campi differenti. Avevo iniziato fra l’altro dicendo che la scienza, tratta di fenomeni misurabili, verificabili e quindi riproducibili e pertanto non fa affermazioni teologiche, né in positivo, né in negativo. Alla fine, però, un ragazzo mi ha fatto la solita domanda provocatoria, come fanno a volte i ragazzi, qualcosa del tipo: “dato che la scienza ha dimostrato impossibile la resurrezione, perché parlarne ancora?”
Resurrezione
Occhi per vedere!
Domenica scorsa, ho detto che il grido dei discepoli a Pasqua è gioioso: Gesù Cristo è veramente risorto! È vero, ma non fu quella la prima reazione dei discepoli, alla mattina della resurrezione ci fu cecità, il non vedere e il non capire. Perché? E perché ciò rappresenta spesso la situazione dei nostri contemporanei? Cerchiamo di capirlo, con il racconto dei discepoli sulla via di Emmaus.
Veramente risorto!
Meditazione Pasqua 2020
Il Signore è veramente risorto
Luca 24:34
Il Signore è veramente risorto! Questo è l’esclamazione dei discepoli di Gesù nella prima Pasqua.
Questo veramente significa e –dice a noi oggi– varie cose.
- Veramente è in relazione al fatto che Gesù Cristo aveva annunciato almeno tre volte, non solo la sua morte, ma insieme la sua resurrezione. Dunque, dicono i discepoli: “veramente quello che aveva detto si è realizzato”.
- Veramente significa anche che è proprio realmente risorto, non è solo un modo di dire, non l’apparizione di un fantasma, ma il presentarsi di Gesù Cristo in persona, pur con un fisico in qualche modo differente, ma che è veramente Gesù Cristo, in carne ed ossa.
- Veramente dice però soprattutto dello scetticismo con cui gli annunci di Gesù Cristo sulla sua resurrezione erano stati presi dagli apostoli. Il suo soffrire e la sua morte, l’avevano subito compresa, ma la resurrezione non l’avevano afferrata. Perché? Perché era qualcosa di straordinariamente nuovo, non un ritornare alla vecchia vita come Lazzaro, ma un ritornare in vita per un altro mondo.
Quel veramente parla allora anche allo scetticismo di molti moderni. Lo sappiamo dalle statistiche e lo so anche per esperienza pastorale, anche molti delle cristiane e dei cristiani la negano o ne dubitano fortemente.
Annunciare l'essenziale
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Nel libro degli Atti vediamo riportato da Luca un episodio della predicazione dell’apostolo Paolo, quando si trovava ad Atene.
Luca è uno scrittore scrupoloso e colto del suo tempo, che ricostruisce il discorso dell’apostolo in maniera sintetica e spiega per noi lettori il clima in cui si svolge la scena.
In particolare, Luca dice che ad Atene c’erano non solo vari filosofi stoici ed epicurei che discutevano per le vie e le piazze, ma che tutta la gente era appassionata alla novità e alle discussioni filosofiche e religiose. Dunque, l’apostolo Paolo si trovava in un ambiente ricco di religiosità, con i loro vari templi e predicatori, e di filosofie le più disparate e sempre più elaborate e diversificate… per questo motivo Paolo trova gente molto interessata ad ascoltare anche lui e lo portano all’Areopago, un antico luogo di discussione.
Consapevoli e liberi (Col 2:8-12)
Al tempo degli apostoli, c’era una bella comunità di cristiani in una cittadina che si chiamava Colossi, in mezzo alle montagne. Era un piccolo borgo su una strada di traffici secondari e per arrivarci ci voleva tempo, fra strette gole e strade sdrucciolevoli, così che neanche l’apostolo Paolo, di solito così viaggiatore e avventuroso, ci era arrivato, e la notizia dell’evangelo, la buona notizia di Gesù Cristo, gli era arrivata da un collaboratore di Paolo.
Quella comunità, quella chiesa, era proprio ben fondata e forte di una sana fede cristiana, e i suoi membri vivevano anche il loro essere cristiani in maniera coerente. Eppure, l’apostolo si preoccupa e scrive loro una lettera, perché anche in quel villaggio così tranquillo e in quella chiesa così armoniosa e fedele stavano giungendo dei personaggi particolari. Si presentavano come filosofi, e dicevano che per difendersi dai malanni oppure per essere sicuri giorno dopo giorno, oltre Gesù Cristo bisognava adorare quelli che chiamavano gli elementi del mondo, astri o divinità collegate alla terra, al fuoco… sottomettersi a digiuni e regole legate al calendario, avere amuleti…
Quelli che annunciano (Luca 24:19-24)

Il Signore è risorto, Egli è veramente risuscitato!
Questo è il grido di gioia che fonda la chiesa, è il saluto di Pasqua, che anche la morte è vinta dal nostro Salvatore.
Non fu proprio questa, però, l’immediata reazione dei discepoli, e in questo spesso gli assomigliamo, per questo è sempre bello e utile ritornare a leggere l’emozionante brano di Luca sui due discepoli sulla via di Emmaus.
La società che va avanti
Una delle apparizioni di Gesù Cristo risorto in Galilea è riferita in Giovanni 21.È una di quelle apparizioni che Gesù risorto aveva preannunciato alle donne, che per prime lo vedono risorto.
Dopo queste cose, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli presso il mar di Tiberiade; e si manifestò in questa maniera.
Simon Pietro, Tommaso detto Didimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e due altri dei suoi discepoli erano insieme. Simon Pietro disse loro: «Vado a pescare». Essi gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Uscirono e salirono sulla barca; e quella notte non presero nulla.
Domande ingenue
Negli evangeli ci sono vari racconti della mattina della Pasqua di resurrezione, come anche delle apparizioni successive di Gesù risorto. Alcuni dei particolari differiscono. Segno che i testimoni hanno testimoniato ognuno come si ricordava e ricostruiva ciò che era avvenuto. Ciò è un indice di affidabilità, i vari testimoni hanno riportato quanto ricordavano e non c’era una lezione privilegiata di base.
Ovviamente si hanno delle costanti: la tomba vuota e lo spavento e la perplessità dinnanzi a qualcosa di così straordinario rispetto all’esperienza umana. E poi che le prime a ricevere la notizia e a vedere il Risorto sono delle donne.
Già risorti
Se dunque siete stati risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù dove Cristo è seduto alla destra di Dio. Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra; poiché voi moriste e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. Quando Cristo, la vita nostra, sarà manifestato, allora anche voi sarete con lui manifestati in gloria. (Colossesi 3:1-4)
Siamo già risorti. Questo pensiero attraversa tutte le lettere di Paolo. Sì, siamo sempre noi, soffriamo e sbagliamo sempre come mortali e terrestri, ma siamo come già risorti, già cittadini del Regno di Dio. E quando sia avvenuta la trasformazione per l’apostolo è chiaro: al momento del battesimo.
Profezia involontaria
La resurrezione di Lazzaro, o meglio il fatto che Gesù richiami in vita Lazzaro, che è già morto da quattro giorni, è uno dei segni miracolosi più potenti di Gesù.
Alcuni dicono “ Ah! Se fossimo stati ai tempi di Gesù e lo avessimo visto fare quelle cose, allora sì avremmo creduto in lui”. Però è interessante leggere quello che avviene dopo la resurrezione di Lazzaro per accorgersi che non tutti credono, anzi alcuni decidono di farlo morire.