Promessa

Essere fonte di benedizioni

https://youtu.be/11cGbkKrSZs

Nella Genesi è delineata la lontananza da Dio dell’umanità. Il suo peccato di non considerare il proprio Creatore e la sua volontà, e di non voler rispettare né Lui né le altre sue creature. Scartata l’ipotesi di distruggere tutti, come viene presentata nell’episodio del diluvio, si rimane con la domanda: come si realizzerà la salvezza per questa umanità che è contro il suo Creatore?

(Versione audio)

Al capitolo 12 della Genesi ecco allora come un nuovo inizio, l’annuncio di quello che sarà quasi come un nuovo atto creativo. Stavolta non abbiamo un Noè che deve costruire un’arca e la distruzione degli altri umani, ma semplicemente Abramo che deve partire, errare qua e là, confidando solo nel Signore, per portare avanti la benedizione. Pur nella precarietà, sarà l’inizio della storia della salvezza del genere umano.

Speranza nella promessa

https://youtu.be/G3jyq84rv-M

L’intervento di Dio in questo nostro mondo, anzi più precisamente durante le nostre giornate, nel nostro quotidiano, l’intervento non generale come Creatore, ma l’intervento personale, si può dire sia uno dei temi di questo passo.

Achab, il re d’Israele a quel momento, certamente non era un sovrano ateo, nel senso della negazione di ogni divinità che abbiamo oggi. Questo, infatti, è un tema moderno. Ma era comunque un sovrano che aveva un ateismo pratico, cioè in qualche modo pensava: “ sì, il Signore è il Creatore, ma non interviene in questo mondo…”. Oppure: “i n fondo sono il re - pensava Achab come molti altri re - e sono io ad avere potere sulla terra: sulla mia terra e sui miei sudditi che contiene…

La giusta relazione

Abramo dopo aver ubbidito alla chiamata del Signore, per andare in una terra sconosciuta e essere padre di molti, non ha ancora avuto un figlio. Sono passati gli anni ed è sempre più perplesso e esprime tutto il suo disappunto.

Dopo questi fatti, la parola del SIGNORE fu rivolta in visione ad Abramo, dicendo: «Non temere, Abramo, io sono il tuo scudo, e la tua ricompensa sarà grandissima». Abramo disse: «Dio, SIGNORE, che mi darai? Poiché io me ne vado senza figli e l’erede della mia casa è Eliezer di Damasco». E Abramo soggiunse: «Tu non mi hai dato discendenza; ecco, uno schiavo nato in casa mia sarà mio erede». Allora la parola del SIGNORE gli fu rivolta, dicendo: «Questi non sarà tuo erede; ma colui che nascerà da te sarà tuo erede». Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda il cielo e conta le stelle se le puoi contare». E soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». Egli credette al SIGNORE, che gli contò questo come giustizia. (Genesi 15,1-6)