Per questo motivo piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni famiglia nei cieli e sulla terra prende nome, affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell’uomo interiore, e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e fondati nell’amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.
Preghiera
Ha udito la mia voce
Io amo il SIGNORE perché ha udito la mia voce e le mie suppliche. Poiché ha teso l’orecchio verso di me, io lo invocherò per tutta la mia vita.
Salmo 116:1-2
Mi è capitato spesso di sentire la testimonianza di persone che hanno avvertito chiaramente nella loro esistenza, in un momento di acuta difficoltà, l’intervento del Signore.
Per questo continuavano ad invocarlo con riconoscenza anche in quei momenti in cui altri avrebbero detto, in modo miscredente, che il Signore li aveva abbandonati. Non conta, infatti, se un giorno moriremo, se sappiamo che il Signore ci ha amati e ci ama.
Senza stancarci
Eccoci ancora ad una parabola di Gesù. Una di quelle che, a prima vista, sorprendono perché troviamo che uno dei protagonisti è un giudice. E l’immagine del giudice è spesso associata al Signore, ma qui non è affatto il Signore e il giudice è del tutto ingiusto. Il significato della parabola è spiegato nell’introduzione e nella domanda finale di Gesù.
Propose loro una parabola per mostrare che dovevano pregare sempre e non stancarsi: «In una certa città vi era un giudice, che non temeva Dio e non aveva rispetto per nessuno; e in quella città vi era una vedova, la quale andava da lui e diceva: “Rendimi giustizia sul mio avversario”. Egli per qualche tempo non volle farlo; ma poi disse fra sé: “Benché io non tema Dio e non abbia rispetto per nessuno, pure, poiché questa vedova continua a importunarmi, le renderò giustizia, perché, venendo a insistere, non finisca per rompermi la testa”».
Lo Spirito intercede
I versetti della predicazione di oggi sono inseriti in un capitolo della lettera ai Romani, che parla della vita e delle sue difficoltà e della nostra debolezza e dell’aiuto del Signore.
Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso con sospiri ineffabili; e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio.
Padre nostro che sei nei cieli
La preghiera del Padre Nostro non è un testo isolato, liturgico, ma si trova nella Bibbia: più precisamente nel vangelo di Matteo e, in una versione differente, in quello di Luca.
Seguirò in questi video la versione più usata, che è quella di Matteo, nella traduzione della Nuova Riveduta.
Per capire meglio che tipo di preghiera sia il Padre Nostro è utile sapere che nel vangelo di Luca è introdotta dicendo che Gesù la diede in risposta alla richiesta di uno dei discepoli: «Signore, insegnaci a pregare» ( Luca 11:1 )
Pregare?
https://youtu.be/_9k3rsiaPc0
Una mia riflessione, sotto la sintesi scritta.
In questi tempi di Corona-virus veramente molte sono le iniziative delle chiese per dare sostegno agli altri pur a distanza. Alcune iniziative come quella di mettere una candela alla finestra o sui social o le proposte di accendere fuochi per la Pasqua dinnanzi alle chiese, rispondono al bisogno profondo di dimostrare la propria solidarietà ai malati e ai medici ed infermieri, ed anche per dire “ siamo presenti come cristiani in questa società alle prese con la malattia”.
In dialogo (Col 4:2)
Spesso gli apostoli esortano alla preghiera, anzi alla perseveranza nella preghiera.
Perseverate nella preghiera, vegliando in essa con rendimento di grazie. (Colossesi 4:2-4)
Perseveranza nella preghiera, infatti, la preghiera è un dialogo con il Signore, uno stare in contatto che è fondamentale per le comunità come per i singoli cristiani. Un dialogo, perché il pregare non è un ripetere frasi a memoria e nemmeno un indistinto riferirsi a Dio, ma una comunicazione con il Signore e insieme una riflessione sulla situazione presente alla luce di Dio. È avere un riferimento costante al Signore.
Alla porta del tuo cuore
Pregate nello stesso tempo anche per noi, affinché Dio ci apra una porta per la parola, perché possiamo annunziare il mistero di Cristo, a motivo del quale mi trovo prigioniero (Colossesi 4:3)
Preghiera per gli altri#
C’è qui la richiesta di una preghiera d’intercessione, cioè della preghiera che non sia solo per noi ma anche per altri. Ma in questo caso l’apostolo chiede questa preghiera per la sua situazione di prigioniero.
Preghiera ineffabile
La preghiera non è una ripetizione di varie frasi, è invece il rivolgersi al Signore nei vari momenti della propria giornata, nelle varie attività, è voler essere in contatto con il Signore continuamente. Pregare è dunque la maniera di essere alla presenza del Signore.
Pregare il Signore non è solo quindi una questione di un momento di difficoltà, ma una quotidianità, una familiarità, uno stare vicino al Signore sempre.
Come pregare però? Magari non abbiamo così tanta familiarità con la preghiera. A questo il signor Gesù rispose con quell’esempio di preghiera che è il Padre nostro e che mostra con semplici parole che si può chiedere per sé e per gli altri.
Nonostante i nostri errori Dio è vicino a noi
Ecco una nota parabola di Gesù: Il fariseo e il pubblicano. Una parabola insidiosa perché può essere facilmente generalizzata slegandola dal suo tempo e contesto. Per evitare questo, l’evangelista Luca ne chiarisce il contesto nato nel confronto di Gesù con la mentalità farisaica.
Luca 18:9-14 Disse ancora questa parabola per certuni che erano persuasi di essere giusti e disprezzavano gli altri: 10 «Due uomini salirono al tempio per pregare; uno era fariseo, e l’altro pubblicano. 11 Il fariseo, stando in piedi, pregava così dentro di sé: “O Dio, ti ringrazio che io non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri; neppure come questo pubblicano. 12 Io digiuno due volte la settimana; pago la decima su tutto quello che possiedo”. 13 Ma il pubblicano se ne stava a distanza e non osava neppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: “O Dio, abbi pietà di me, peccatore!” 14 Io vi dico che questo tornò a casa sua giustificato, piuttosto che quello; perché chiunque s’innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato».