Pasqua

Cristo è risorto

Foto sole con nubi intorno e scritta buona Pasqua

Χριστός ἀνέστη! cioè: Cristo è risuscitato! Questo è il saluto che molti cristiani ortodossi greci ancora si rivolgono a Pasqua. Come riportano gli evangeli, quelle sono le prime parole che riescono a pronunciare le discepole e i discepoli di Gesù Cristo alla notizia della sua risurrezione.

Risurrezione, dapprima come rifiutata, quasi negata, nella sua impossibilità per la mente umana, poi accolta con uno stupore che lascia attoniti, tanto da doversi ripetere la frase: “è risuscitato, è veramente risuscitato…” per riprendersi dallo spavento oltre che dallo stupore. È un primo tentativo di capire e comprendere quanto è avvenuto.

Chi cerchi?

Il racconto di Giovanni, che leggeremo, appare piuttosto coerente con gli altri racconti del mattino di Pasqua. Ricordando che ci sono testimoni differenti che riportano gli avvenimenti.

Dopo che sono andate via le donne e i discepoli perplessi dinnanzi alla tomba vuota, Maria Maddalena o di Magdala rimane a piangere presso il sepolcro vuoto.

Testimoni non rassegnati

Cosa serviva per trasformare i discepoli e le discepole da increduli a credenti? Serviva che il Risorto si mostrasse loro. E questo fece.

Vi ricordo, fratelli, il vangelo che vi ho annunciato, che voi avete anche ricevuto, nel quale state anche saldi, mediante il quale siete salvati, purché lo riteniate quale ve l’ho annunciato; a meno che non abbiate creduto invano.

Il giorno che ci ha preparato

Il Salmo per Pasqua (Pasqua 2023).

La pietra che i costruttori avevano disprezzata è divenuta la pietra angolare. Questa è opera del SIGNORE, è cosa meravigliosa agli occhi nostri. Questo è il giorno che il SIGNORE ci ha preparato; festeggiamo e rallegriamoci in esso.

L'essenziale del mattino di Pasqua in Giovanni

Il primo giorno della settimana, la mattina presto, mentre era ancora buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e vide la pietra tolta dal sepolcro. Allora corse verso Simon Pietro e l’altro discepolo che Gesù amava, e disse loro: «Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’abbiano messo». Pietro e l’altro discepolo uscirono dunque e si avviarono al sepolcro. I due correvano assieme, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse primo al sepolcro; e, chinatosi, vide le fasce per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro, e vide le fasce per terra e il sudario, che era stato sul capo di Gesù, non per terra con le fasce, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo che era giunto per primo al sepolcro, e vide, e credette. Perché non avevano ancora capito la Scrittura, secondo la quale egli doveva risuscitare dai morti. I discepoli dunque se ne tornarono a casa.

Messaggio positivo per individui e società

Sono stato giorni fa a parlare al Liceo di “Fede e Scienza”, spiegando come pur avendo un interesse comune per la conoscenza, la fede e la scienza hanno metodi, presupposti e campi differenti. Avevo iniziato fra l’altro dicendo che la scienza, tratta di fenomeni misurabili, verificabili e quindi riproducibili e pertanto non fa affermazioni teologiche, né in positivo, né in negativo. Alla fine, però, un ragazzo mi ha fatto la solita domanda provocatoria, come fanno a volte i ragazzi, qualcosa del tipo: “dato che la scienza ha dimostrato impossibile la resurrezione, perché parlarne ancora?”

Da Pasqua ad oggi

Dal culto del 14 giugno 2020, primo dopo la chiusura per la pandemia, per chi non ha potuto partecipare, le letture che riprendono il filo del discorso dalla Pasqua fino alla domenica della Trinità.

Come lettura, invece di un solo passo, vi presento una serie di passi, che ci permettono di rivedere il periodo dell’anno liturgico appena passato.

Occhi per vedere!

Domenica scorsa, ho detto che il grido dei discepoli a Pasqua è gioioso: Gesù Cristo è veramente risorto! È vero, ma non fu quella la prima reazione dei discepoli, alla mattina della resurrezione ci fu cecità, il non vedere e il non capire. Perché? E perché ciò rappresenta spesso la situazione dei nostri contemporanei? Cerchiamo di capirlo, con il racconto dei discepoli sulla via di Emmaus.

Veramente risorto!

Meditazione Pasqua 2020

Il Signore è veramente risorto

Luca 24:34

Il Signore è veramente risorto! Questo è l’esclamazione dei discepoli di Gesù nella prima Pasqua.

Questo veramente significa e –dice a noi oggi– varie cose.

  1. Veramente è in relazione al fatto che Gesù Cristo aveva annunciato almeno tre volte, non solo la sua morte, ma insieme la sua resurrezione. Dunque, dicono i discepoli: “veramente quello che aveva detto si è realizzato”.
  2. Veramente significa anche che è proprio realmente risorto, non è solo un modo di dire, non l’apparizione di un fantasma, ma il presentarsi di Gesù Cristo in persona, pur con un fisico in qualche modo differente, ma che è veramente Gesù Cristo, in carne ed ossa.
  3. Veramente dice però soprattutto dello scetticismo con cui gli annunci di Gesù Cristo sulla sua resurrezione erano stati presi dagli apostoli. Il suo soffrire e la sua morte, l’avevano subito compresa, ma la resurrezione non l’avevano afferrata. Perché? Perché era qualcosa di straordinariamente nuovo, non un ritornare alla vecchia vita come Lazzaro, ma un ritornare in vita per un altro mondo.

Quel veramente parla allora anche allo scetticismo di molti moderni. Lo sappiamo dalle statistiche e lo so anche per esperienza pastorale, anche molti delle cristiane e dei cristiani la negano o ne dubitano fortemente.

Quelli che annunciano (Luca 24:19-24)

Dipinto di Caravaggio sul riconoscimento del Cristo da parte dei discepoli ad Emmaus

Il Signore è risorto, Egli è veramente risuscitato!

Questo è il grido di gioia che fonda la chiesa, è il saluto di Pasqua, che anche la morte è vinta dal nostro Salvatore.

Non fu proprio questa, però, l’immediata reazione dei discepoli, e in questo spesso gli assomigliamo, per questo è sempre bello e utile ritornare a leggere l’emozionante brano di Luca sui due discepoli sulla via di Emmaus.