Il Regno di Dio su questa terra, cioè il suo governo, avanza attraverso la sua Parola. E in effetti le parabole di Gesù, che parlano del Regno di Dio, sono proprio nella parte che parla della predicazione in senso lato della Parola di Dio. È questo un caso particolare di tutta l’azione del Signore, ma è quel caso smuove direttamente le persone nel loro intimo e insieme quindi la società.
Parabola
Sorpresa, gioia, vita
Ecco due brevi parabole di Gesù.
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e, per la gioia che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo.
«Il regno dei cieli è anche simile a un mercante che va in cerca di belle perle; e, trovata una perla di gran valore, se n’è andato, ha venduto tutto quello che aveva e l’ha comprata.
I cattivi vignaiuoli
In Marco 12 c’è un discorso di Gesù (con una parabola allegorica e la citazione di un salmo), che viene rivolto nel Tempio di Gerusalemme –come apprendiamo dal passo precedente– a “ i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani”.
A conclusione del brano si dirà poi che loro hanno ben compreso che la parabola è diretta contro di loro e vorrebbero vendicarsi di Gesù. Dunque, sapere chi sono gli ascoltatori di Gesù in quel momento è importante per valutare la pericope.
Non mancherà nessuno
Ecco la parabola della pecora smarrita, che viene cercata e ritrovata, introdotta dal contesto da cui se ne comprende il significato.
Tutti i pubblicani e i peccatori si avvicinavano a lui per ascoltarlo. Ma i farisei e gli scribi mormoravano, dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, avendo cento pecore, se ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e non va dietro a quella perduta finché non la ritrova? E trovatala, tutto allegro se la mette sulle spalle; e giunto a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la mia pecora che era perduta”. Vi dico che, allo stesso modo, ci sarà più gioia in cielo per un solo peccatore che si ravvede che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento.
Senza stancarci
Eccoci ancora ad una parabola di Gesù. Una di quelle che, a prima vista, sorprendono perché troviamo che uno dei protagonisti è un giudice. E l’immagine del giudice è spesso associata al Signore, ma qui non è affatto il Signore e il giudice è del tutto ingiusto. Il significato della parabola è spiegato nell’introduzione e nella domanda finale di Gesù.
Propose loro una parabola per mostrare che dovevano pregare sempre e non stancarsi: «In una certa città vi era un giudice, che non temeva Dio e non aveva rispetto per nessuno; e in quella città vi era una vedova, la quale andava da lui e diceva: “Rendimi giustizia sul mio avversario”. Egli per qualche tempo non volle farlo; ma poi disse fra sé: “Benché io non tema Dio e non abbia rispetto per nessuno, pure, poiché questa vedova continua a importunarmi, le renderò giustizia, perché, venendo a insistere, non finisca per rompermi la testa”».
C'è ancora posto!
Arriviamo oggi alla parabola detta del gran convito. Versione audio
L’immagine di un banchetto celeste, di un grande convito, in cui il Signore ci invita nel suo Regno, come detto era comune ai tempi di Gesù. Infatti, quando Gesù parla della resurrezione, ecco che uno dei presenti inneggia al banchetto celeste.
Gesù non respinge certo questa immagine, ma essa diviene per Gesù motivo, non di una generica esultanza, ma al contrario di riflessione.
Amare il prossimo è una benedizione
All’interno del ciclo di predicazioni sulle parabole, eccoci alla parabola del buon samaritano.
Ed ecco, un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova, dicendo: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?» Gesù gli disse: «Nella legge che cosa sta scritto? Come leggi?» Egli rispose: «Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la forza tua, con tutta la mente tua, e il tuo prossimo come te stesso». Gesù gli disse: «Hai risposto esattamente; fa’ questo e vivrai». Ma egli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?»
La parabola del Padre misericordioso
Una delle parabole di Gesù più amate è quella che viene detta spesso de “il Figliuol prodigo”, però questo titolo ci dà già un’interpretazione, intitolandola “il Padre misericordioso” si ha già un’altra prospettiva.
Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane di loro disse al padre: “Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta”. Ed egli divise fra loro i beni. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, messa insieme ogni cosa, partì per un paese lontano e vi sperperò i suoi beni, vivendo dissolutamente. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una gran carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora si mise con uno degli abitanti di quel paese, il quale lo mandò nei suoi campi a pascolare i maiali. Ed egli avrebbe voluto sfamarsi con i baccelli che i maiali mangiavano, ma nessuno gliene dava. Allora, rientrato in sé, disse: “Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Io mi alzerò e andrò da mio padre, e gli dirò: ‘Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: non sono più degno di essere chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi servi’”.
Molto frutto per la grazia
Gesù si mise di nuovo a insegnare presso il mare. Una grandissima folla si radunò intorno a lui, tanto che egli, montato su una barca, vi sedette stando in mare, mentre tutta la folla era a terra sulla riva. Egli insegnava loro molte cose in parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate: il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; e gli uccelli vennero e lo mangiarono. Un’altra cadde in un suolo roccioso dove non aveva molta terra; e subito spuntò, perché non aveva terreno profondo; ma quando il sole si levò, fu bruciata e, non avendo radice, inaridì. Un’altra cadde fra le spine; le spine crebbero e la soffocarono, ed essa non fece frutto. Altre parti caddero nella buona terra; portarono frutto, che venne su e crebbe, e giunsero a dare il trenta, il sessanta e il cento per uno». Poi disse: «Chi ha orecchi per udire oda».