Matteo

Profeti di grazia e non di sventura

Nel tempo d’Avvento c’è tradizionalmente una domenica che parla di Giovanni il Battista. Giovanni era un personaggio molto importante per la sua epoca, egli inventa −per così dire− la pratica di battezzare, pare che prima ci fossero solo lavaggi rituali.

Almeno Pietro tenta...

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È abbastanza chiaro che il racconto della barca in mezzo alla tempesta e di Pietro che vuole come Gesù camminare sulle acque (Matteo 14:22-33) assuma subito per noi un valenza simbolica.

Quelli della barca siamo noi, noi siamo Pietro e la nostra vita spesso è sbattuta dalle onde, col vento contrario, lontana da un porto sicuro…

Infatti, è inutile nascondersi dietro a qualche vanteria, noi siamo sempre in ansia o preoccupati per qualcosa, per noi o per i nostri cari o anche per altri esseri umani in difficoltà. Siamo spaventati da ciò che succede o timorosi di ciò che potrebbe avvenire.

Abbiamo visto la stella

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Testo della mia predicazione per la Celebrazione ecumenica del 18 gennaio 2022 ore 17:30 nella Collegiata di Bellinzona in occasione delle Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2022

Nel capitolo 2 dell’evengelo di Matteo, compaiono dei personaggi, i magi, che sono un po’ misteriosi in quanto poi non se ne parla più. Ecco allora il testo (che nella traduzione in lingua corrente sono definiti uomini sapienti).

Gesù nacque a Betlemme, una città nella regione della Giudea, al tempo del re Erode. Dopo la sua nascita, arrivarono a Gerusalemme alcuni uomini sapienti che venivano dall’oriente e domandarono: «Dove si trova quel bambino, nato da poco, il re dei Giudei? In oriente abbiamo visto apparire la sua stella e siamo venuti qui per onorarlo».