Luca

Aumentaci la fede?

Gesù dice di perdonare il fratello che fa qualcosa contro di noi sette volte al giorno, e allora…

Luca 17:5-6 Allora gli apostoli dissero al Signore: «Aumentaci la fede». Il Signore disse: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo sicomoro: “Sràdicati e trapiàntati nel mare”, e vi ubbidirebbe.

Gli apostoli si trovano di fronte ad una versione assoluta della fedeltà al Signore e ai suoi precetti. Gesù è molto più esigente della legge di Mosè e dell’applicazione che gli era stata data nei secoli. Nei versetti precedenti ha detto loro qualcosa come “devi perdonare sempre”, ma anche altre volte gli ha stupiti con la radicalità della vita che egli indica. A questo punto gli apostoli, e noi con loro, si sentono perduti, “aumentaci la fede” è dunque una richiesta per tentare di uscire dall’impasse, dal sentirsi inadeguati dinnanzi al Cristo.

Glorificare ci rafforza

Nell’evangelo di Luca ci è raccontato un episodio di guarigione di più persone insieme. All’inizio tutto è come ce l’aspettiamo:

Nel recarsi a Gerusalemme, Gesù passava sui confini della Samaria e della Galilea. Come entrava in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, i quali si fermarono lontano da lui, e alzarono la voce, dicendo: «Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!» Vedutili, egli disse loro: «Andate a mostrarvi ai sacerdoti». E, mentre andavano, furono purificati.

Scritto nei cieli

Gesù ad un certo punto del suo ministero, per raggiungere più persone possibili scelse settanta discepoli e li mandò a due a due in giro per i villaggi e le campagne ad annunciare il suo messaggio e a guarire i malati. Questi andarono e ebbero grande successo, perché lo Spirito stesso del Signore li sosteneva…

Or i settanta tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni ci sono sottoposti nel tuo nome». Ed egli disse loro: «Io vedevo Satana cadere dal cielo come folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e su tutta la potenza del nemico; nulla potrà farvi del male. Tuttavia, non vi rallegrate perché gli spiriti vi sono sottoposti, ma rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli». (Luca 10,17-20)

Incontrare Gesù

Quanti incontri ci sono nei vangeli. Gesù va in giro e incontra tante persone. Questo è bello perché nella nostra vita anche noi incontriamo Gesù sia pure non di persona, ma in Spirito e verità.

La storia di Zaccheo è quella di un incontro che si racconta anche ai piccoli, ma va bene anche ai grandi. L’inizio è presto riassunto: Zaccheo è un agente delle tasse del tempo. Questo significa che era un collaboratore dei romani, ed anche –ed è questo l’aspetto che più è sottolineato nel racconto– un profittatore, uno che si approfittava della sua posizione per prendere più di quanto dovuto… Ora questo ladro, però, quando Gesù passa per la sua città, Gerico, in cui passava tanta gente in transito di tutte le specie, vuole vederlo. Ora Zaccheo era basso, piccolo di statura, ma non si arrende, sfidando forse il ridicolo corre avanti e sale su un albero…

Abbiamo vita

Or uno della folla gli disse: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma Gesù gli rispose: «Uomo, chi mi ha costituito su di voi giudice o spartitore?» Poi disse loro: «State attenti e guardatevi da ogni avarizia; perché non è dall’abbondanza dei beni che uno possiede, che egli ha la sua vita». E disse loro questa parabola: «La campagna di un uomo ricco fruttò abbondantemente; egli ragionava così, fra sé: “Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti?” E disse: “Questo farò: demolirò i miei granai, ne costruirò altri più grandi, vi raccoglierò tutto il mio grano e i miei beni, e dirò all’anima mia: «Anima, tu hai molti beni ammassati per molti anni; ripòsati, mangia, bevi, divèrtiti»”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa l’anima tua ti sarà ridomandata; e quello che hai preparato, di chi sarà?” Così è di chi accumula tesori per sé e non è ricco davanti a Dio». (Luca 12,13-21)