Israele

Misericordioso verso tutti

https://youtu.be/BbXZcSWtGZA

C’è una parte della Lettera ai Romani in cui l’apostolo Paolo ragiona sul fatto, che definisce un mistero fino a quel tempo, che la grande maggioranza del popolo di Israele non avevano creduto in Gesù Cristo. Come mai il Popolo eletto, cui erano state riservate grandi promesse di salvezza, si era quasi interamente rifiutato di ascoltare Gesù?

Questo era motivo di angoscia per l’apostolo Paolo, ma scrive anche perché alcuni cristiani di origine pagana erano presuntuosi e disprezzavano gli ebrei che non credevano in Gesù Cristo. E questa presunzione, c’è da aggiungere, si vede a volte ancora oggi. Dichiara allora di svelare questo mistero, dicendo che ciò è avvenuto perché dovevano essere salvati i pagani accettando Gesù come Signore, e che dopo sarà infine salvato anche Israele. Conclude questa parte scrivendo:

Lottare ed essere benedetti

https://youtu.be/dwI1XW72gPw

Non una notte qualsiasi#

Il testo di Genesi 32 parla di una notte di Giacobbe. E quella notte non è una notte qualsiasi. L’indomani, infatti, deve incontrare il fratello Esaù, infatti egli attraversando il fiume Iabboc entra nel suo territorio, nella terra che sarà quella di Israele.

Non è una notte qualsiasi perché adesso che ritorna dovrà affrontare quel fratello da cui era fuggito, per paura della sua ira, per aver ingannato il padre Isacco e per aver sottratto così la benedizione al fratello primogenito. È una di quelle notti in cui dopo aver fatto tutto quello che c’era da fare con cura meticolosa, si rimane in attesa con dubbi e ansietà. Una notte in cui a Giacobbe probabilmente ritornano in mente, come fossero presenti, le tante lotte che ha sostenuto in passato, i tanti contrasti.