Ii-Corinzi

Benedizione trinitaria

(Predicazione per la Domenica della Trinità 2025)

La II lettera ai Corinzi, è una lettera che parla ad una comunità fortemente divisa, a causa di molti problemi di fedeltà agli insegnamenti di Cristo, e termina con queste frasi (13:11-13):

Del resto, fratelli, rallegratevi, ricercate la perfezione, siate consolati, abbiate un medesimo sentimento, vivete in pace; e il Dio d’amore e di pace sarà con voi. Salutatevi gli uni gli altri con un santo bacio. Tutti i santi vi salutano.

Nuove creature

Il versetto, che è il testo della predicazione di oggi e si trova nella II lettera ai Corinzi dell’apostolo Paolo, è in un brano in cui ci viene detto che dopo la morte e resurrezione di Gesù Cristo, grazie alla riconciliazione fra Dio e gli esseri umani compiuta sulla croce da Gesù Cristo, c’è un cambiamento sostanziale:

Tre persone per la nostra salvezza

https://youtu.be/d6H4Lc_e75I

Proprio alla fine della II lettera ai Corinzi, come benedizione, troviamo questo versetto:

La grazia del Signore Gesù Cristo e l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.

II Corinzi 13:13

(Versione audio)

Qui l’azione trinitaria di Dio è vista come benedizione per i credenti. Non è una speculazione, un fare filosofia, sulla Trinità (termine che non è biblico), ma si vuole invocare una benedizione per i cristiani di Corinto, che sia completa. Per questo si considerano i tre aspetti della benedizione di Dio: grazia, amore, comunione.

Il senso della vita

https://youtu.be/Th-ab3mFrtw

Le lettere ai corinzi sono piene di spunti perché sono uno spaccato di vita delle prime chiese e della vita dell’apostolo. Esse nascono dal contrasto fra modi di vivere e di essere che ci sono in quella chiesa e ciò che l’apostolo Paolo predica, ma anche è. Nel senso che probabilmente c’erano anche critiche alla persona di Paolo.

Potenza umana e di Dio#

Capiamo, ad esempio, come ci fosse nella chiesa cristiana di Corinto una corrente di membri della chiesa, che volevano un “modello” di apostolo, anzi una guida della chiesa: da ammirare per la sua prestanza, di cui potersi gloriare di fronte agli altri e a sè stessi. Invece Paolo, al contrario di quello che avrebbero voluto, non era probabilmente così immaginifico nella sua predicazione, ma anche e soprattutto la sua vita era piena di insuccessi, di malanni e di sofferenze.

Consolazione

Consolazione, in italiano, non è un termine così positivo, c’è ad esempio il premio di consolazione, di cui bisogna accontentarsi, e a volte il consolare sono solo delle parole di rassegnazione, una pacca sulle spalle.

Nella Scrittura invece la consolazione è qualcosa di più, nelle difficoltà e nelle sofferenze, essere consolati è ricevere conforto e anche essere fortificati, essere rafforzati.

Di nuovo rinnovati

Siamo al nuovo anno e si dice spesso in italiano “ anno nuovo, vita nuova”. Cioè alle volte un cambiamento, anche solo di calendario, anche solo di una situazione esteriore può permettere il rinnovamento del proprio modo di vivere.

E per questo il nuovo anno può essere motivo di buoni propositi e, anche se in parte poi si fallisce, motivo per essere rinnovati.

Il nuovo, il rinnovarsi, l’essere sempre al passo con i tempi certo è un po’ la moda –se vogliamo– dei tempi contemporanei, dove per molti ciò che è nuovo è di default, dato per scontato, sempre migliore di ciò che già c’era, possiamo avere dunque riserve sul nuovo per il nuovo, ma in realtà rinnovarsi è anche un’esigenza vitale. Serve infatti anche per correggere impostazioni sbagliate ed errori. È anche importante per avere nuove visioni e nuovi stimoli per vivere e non solo sopravvivere.

Vecchio e nuovo

Si parla spesso di nuovo, del passato c’è magari un po’ di rimpianto, ma si apprezza di più la novità, tutto deve essere giovane… parlando però di nuovo, l’apostolo Paolo dice qualcosa d’altro:

Se uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove. E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione. (II Corinzi 5:17-18)

Il Signore cioè ci rende nuove creature, e ciò non vuol dire che ci rende nuovi un tempo per poi farci invecchiare, ma ci rende creature sempre nuove grazie al suo Spirito.

Riconciliazione azione di Dio

Predicazione in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2017.

Il testo centrale proposto quest’anno per la celebrazione della Settimana è dell’apostolo Paolo, e parla della riconciliazione realizzata da Cristo partendo dall’iniziativa di Dio.

La riconciliazione di cui si parla, non parte dunque dalla più o meno buona volontà umana, ma da Dio e la riconciliazione umana è resa possibile dall’azione di Dio.

II Corinzi 5,14-20 Infatti, l‘amore di Cristo ci spinge, perché siamo sicuri che uno morì per tutti, e quindi che tutti partecipano alla sua morte. Cristo è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per sé stessi, ma per lui che è morto ed è risuscitato per loro.