Grazia

C'è ancora posto!

https://youtu.be/dqrutAGNqQo

Arriviamo oggi alla parabola detta del gran convito. Versione audio

L’immagine di un banchetto celeste, di un grande convito, in cui il Signore ci invita nel suo Regno, come detto era comune ai tempi di Gesù. Infatti, quando Gesù parla della resurrezione, ecco che uno dei presenti inneggia al banchetto celeste.

Gesù non respinge certo questa immagine, ma essa diviene per Gesù motivo, non di una generica esultanza, ma al contrario di riflessione.

La parabola del Padre misericordioso

https://youtu.be/OpUQkSN7Bi0

Una delle parabole di Gesù più amate è quella che viene detta spesso de “il Figliuol prodigo”, però questo titolo ci dà già un’interpretazione, intitolandola “il Padre misericordioso” si ha già un’altra prospettiva.

Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane di loro disse al padre: “Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta”. Ed egli divise fra loro i beni. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, messa insieme ogni cosa, partì per un paese lontano e vi sperperò i suoi beni, vivendo dissolutamente. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una gran carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora si mise con uno degli abitanti di quel paese, il quale lo mandò nei suoi campi a pascolare i maiali. Ed egli avrebbe voluto sfamarsi con i baccelli che i maiali mangiavano, ma nessuno gliene dava. Allora, rientrato in sé, disse: “Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Io mi alzerò e andrò da mio padre, e gli dirò: ‘Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: non sono più degno di essere chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi servi’”.

Molto frutto per la grazia

https://youtu.be/z3UzbhaQb-Y

Gesù si mise di nuovo a insegnare presso il mare. Una grandissima folla si radunò intorno a lui, tanto che egli, montato su una barca, vi sedette stando in mare, mentre tutta la folla era a terra sulla riva. Egli insegnava loro molte cose in parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate: il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; e gli uccelli vennero e lo mangiarono. Un’altra cadde in un suolo roccioso dove non aveva molta terra; e subito spuntò, perché non aveva terreno profondo; ma quando il sole si levò, fu bruciata e, non avendo radice, inaridì. Un’altra cadde fra le spine; le spine crebbero e la soffocarono, ed essa non fece frutto. Altre parti caddero nella buona terra; portarono frutto, che venne su e crebbe, e giunsero a dare il trenta, il sessanta e il cento per uno». Poi disse: «Chi ha orecchi per udire oda».

Ricostruire sulle rovine

https://youtu.be/F04OndCdU38

Lo Spirito del Signore DIO è su di me, perché il SIGNORE mi ha unto per recare una buona notizia agli umili; mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi, l’apertura del carcere ai prigionieri, per proclamare l’anno di grazia del SIGNORE, il giorno di vendetta del nostro Dio; per consolare tutti quelli che sono afflitti; per mettere, per dare agli afflitti di Sion un diadema invece di cenere, olio di gioia invece di dolore, il mantello di lode invece di uno spirito abbattuto, affinché siano chiamati querce di giustizia, la piantagione del SIGNORE, per mostrare la sua gloria. Essi ricostruiranno sulle antiche rovine, rialzeranno i luoghi desolati nel passato, rinnoveranno le città devastate, i luoghi desolati delle trascorse generazioni.

Chiede elemosina riceve guarigione

Nel libro degli Atti è raccontato che dopo la discesa dello Spirito, gli apostoli hanno capacità di fare potenti segni:

https://youtu.be/PPnKgOmpuKU

Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera dell’ora nona, mentre si portava un uomo, zoppo fin dalla nascita, che ogni giorno deponevano presso la porta del tempio detta «Bella», per chiedere l’elemosina a quelli che entravano nel tempio. Vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, egli chiese loro l’elemosina.

Salvatore in eterno!

Passano gli anni e passa il tempo, noi cambiamo, la nostra società cambia, anche le chiese cambiano e cambia il modo in cui diffondono il loro messaggio.

Il loro messaggio dovrebbe essere comunque sempre l’evangelo di Gesù Cristo. Perché? Forse la domanda è inutile, ma vale la pena farsela, perché troppi cristiani sembrano dover “aggiustare” l’evangelo di Cristo, sembra che non sia una questione solo di lingua che evolve, ma che proprio i concetti classici della fede cristiana siano da aggiornare, alcuni invece da tralasciare, come se fossero colpe…

Liberati per essere liberi

Ecco la predicazione per la Domenica della Riforma 2020.

https://youtu.be/humuHzYy-As

La lettera ai Galati è scritta in un momento di scontro dell’apostolo Paolo con falsi apostoli o apostoli di un falso evangelo che hanno raggiunto le chiese della Galazia.

https://open.spotify.com/episode/7GM2BiGH89sr9gx4xBAE10

Cosa dicono gli avversari? Forse affermano che la circoncisione è indispensabile per avere salvezza da Dio, è un’opera umana necessaria e va accostata all’opera di Gesù Cristo oppure la grazia è attiva solo all’interno del popolo eletto e quindi prima bisogna entrarne a far parte, con le sue varie disposizioni legali da seguire.

Entusiasmo per la luce

https://youtu.be/rda0MMcnS2o

La prima lettera di Giovanni è scritta dall’apostolo a delle chiese che sono confrontate con la predicazione di falsi profeti, così vengono definiti. Nel testo che leggiamo ci sono tre affermazioni precedute dalla frase “ se noi diciamo”, queste sono probabilmente le affermazioni che facevano questi falsi profeti, queste affermazioni vengono poi seguite dalle confutazioni dell’apostolo e da una sua affermazione in positivo.

Solo audio

Prima però, Giovanni inizia sintetizzando il messaggio di Gesù con « Dio è luce». E questo testo, infatti, diviene allora non solo una polemica, ma una rassicurazione e una esortazione per i cristiani: un messaggio di entusiasmo.

Rispetto e gioia (Isaia 6:5)

Il giovane Isaia, prima di essere profeta, ha una visione grandiosa di Dio, sia esso un sogno o una visione prodigiosa, il profeta è nella sala del trono del Signore, allora è preso dal panico e dice:

«Guai a me, sono perduto! Perché io sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; e i miei occhi hanno visto il Re, il SIGNORE degli eserciti!» (Isaia 6:5)

Benedizioni (Gen 12:2)

Spesso si dimentica di applicare a noi stessi una parte di ciò che promette il Signore ad Abramo:

sarai fonte di benedizione (Gen 12:2)

Certo non siamo come Abramo, ma essere di benedizione riguarda ogni singolo essere umano. Perché l’umanità va avanti solo con il concorso di tutti.
Spesso si dimentica nella nostra società piuttosto individualista e spesso dominata solo da criteri economici che  il singolo da solo è niente. Un capo d’azienda viene idolatrato e guadagna mille volte di più dell’ultimo dei dipendenti, come fosse da solo a mandar avanti la ditta e non ci fossero altre migliaia di dipendenti  che vi lavorano con dedizione. Si dimentica alle volte che  quello che abbiamo oggi viene da quello che hanno fatto in passato -spesso con fatica- quelli che ci hanno preceduto , e ciò che possiamo fare e avere dipende da quello che altri fanno in contemporanea nel mondo.