Grazia

Il senso della vita e l'amare i nemici

Nella prospettiva del Regno di Dio, riceviamo da Gesù Cristo queste parole che da sempre lasciano stupefatti e interrogano.

(podcast)

Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici; fate del bene a quelli che vi odiano; benedite quelli che vi maledicono, pregate per quelli che vi oltraggiano. A chi ti percuote su una guancia, porgigli anche l’altra, e a chi ti toglie il mantello non impedire di prenderti anche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi ti toglie il tuo, non glielo ridomandare.

Falsità, verità e libertà

Mentre egli parlava così, molti credettero in lui. Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».

Essi gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abraamo, e non siamo mai stati schiavi di nessuno; come puoi tu dire: “Voi diverrete liberi”?» Gesù rispose loro: «In verità, in verità vi dico che chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non dimora per sempre nella casa: il figlio vi dimora per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi. (Giovanni 8:30-36)

Nuove creature

Il versetto, che è il testo della predicazione di oggi e si trova nella II lettera ai Corinzi dell’apostolo Paolo, è in un brano in cui ci viene detto che dopo la morte e resurrezione di Gesù Cristo, grazie alla riconciliazione fra Dio e gli esseri umani compiuta sulla croce da Gesù Cristo, c’è un cambiamento sostanziale:

Dimorare col Signore

https://youtu.be/K9aNZLR6s1w

Il battesimo di Gesù Cristo (un tema di questo periodo dell’anno) da parte di Giovanni il Battista non è raccontato nell’evangelo di Giovanni, ma ne è presupposto. Infatti, Giovanni conosce gli altri evangeli e ne dà per scontata la lettura di quelli delle sue comunità. Ma il suo racconto arricchisce le altre narrazioni e svela nuovi particolari, spesso con alto valore simbolico.

(Sul podcast)

Il giorno seguente Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: «Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo! Questi è colui del quale dicevo: “Dopo di me viene un uomo che mi ha preceduto, perché egli era prima di me”. Io non lo conoscevo; ma appunto perché egli sia manifestato a Israele, io sono venuto a battezzare in acqua».

...e continuò il suo viaggio tutto allegro

https://youtu.be/PXbZTzXPKkg

Nel libro degli Atti si vede come l’annuncio dell’evangelo si diffonda a poco a poco oltre le ristretta cerchia dei primi discepoli. Qui c’è un etiope, che nell’idea popolare di allora viveva ai confini della terra. Eppure anch’egli è raggiunto dal Signore.

Un angelo del Signore parlò a Filippo così: «Àlzati e va’ verso mezzogiorno, sulla via che da Gerusalemme scende a Gaza. Essa è una strada deserta». Egli si alzò e partì. Ed ecco un Etiope, eunuco e ministro di Candace, regina di Etiopia, sovrintendente a tutti i tesori di lei, era venuto a Gerusalemme per adorare, e ora facendo ritorno, seduto sul suo carro, stava leggendo il profeta Isaia. Lo Spirito disse a Filippo: «Avvicìnati e raggiungi quel carro». Filippo accorse, udì che quell’uomo leggeva il profeta Isaia e gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?» Quegli rispose: «E come potrei, se nessuno mi guida?» E invitò Filippo a salire e a sedersi accanto a lui. Or il passo della Scrittura che stava leggendo era questo:

Ma quanto è grande la misericordia di Dio!

https://youtu.be/msO8JZg8y3U

L’episodio (II Re 5:1-19) che commento è quello di Naaman, il Siro, il siriano, e di Eliseo uno degli antichi profeti (approssimativamente del IX secolo a. C.). Certamente ci sono varie cose della mentalità religiosa orientale antica che si possono e devono spiegare, ma è un testo grande impatto e significato, che ci fa pensare all’universalismo e alla vastità della misericordia di Dio, è un’anticipazione di quello che sarà il messaggio di Gesù Cristo ed anzi dall’opera di Gesù Cristo questo testo riceve una luce ancora più forte.

Il cuore reso saldo dalla grazia

(La predicazione per inizio anno 2024)

Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno.

Non vi lasciate trasportare qua e là da diversi e strani insegnamenti; perché è bene che il cuore sia reso saldo dalla grazia

Ebrei 13:8-9

(Versione audio)

Questi versetti ribadiscono che Gesù Cristo è sempre lo stesso, anche se dinnanzi ai cambiamenti del mondo e della nostra vita possiamo essere in ansia e arrivare a dubitare di Lui come Salvatore, ma è l’annuncio della grazia di Dio che ci rende saldi, e non altri insegnamenti.

Grazia e conversione

https://youtu.be/G8lKeO0cH-0

Il libro di Giona, è un testo satirico. Ma quando la satira è vera satira, è anche un genere che svela realtà profonde dei personaggi umani. Spesso nei testi biblici noi vogliamo sapere subito quale sia il messaggio che ci viene rivolto, indipendentemente dalla forma con cui ci giunge, per riflettervi sopra. Non dobbiamo dimenticare però che il messaggio è fatto di parole umane, il significato si può tentare di riassumere, ma un concetto viaggia comunque con parole e con genere preciso, come in Giona che è una storia satirica. E vogliamo ringraziare il Signore anche per questo raggiungerci con la sua Parola in maniera lieve, ma profonda.

Credere e amare per grazia di Dio

https://youtu.be/L64PcGL-cX0

Nel capitolo 4 della I Giovanni si parla di due aspetti dell’intervento di Gesù Cristo come nostro Salvatore, cioè di Colui che con il suo sacrificio sulla croce ci dona salvezza per sua sola grazia, i due aspetti correlati, quasi due facce della stessa medaglia sono: il credere e l’amare. Credere, cioè avere fede, e amare il prossimo (un amore dunque che va oltre l’usuale amore umano) sono questi due aspetti. Leggo il testo della predicazione a brani, intervallato con una spiegazione per maggiore chiarezza.

Possiamo annunciare perché parte della società

https://youtu.be/0HvXJ2Qmrw4

Nell’anno della morte del re Uzzia vidi il Signore seduto sopra un trono alto, molto elevato, e i lembi del suo mantello riempivano il tempio. Sopra di lui stavano dei serafini, ognuno dei quali aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. L’uno gridava all’altro e diceva: «Santo, santo, santo è il SIGNORE degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria!» Le porte furono scosse fin dalle loro fondamenta dalla voce di loro che gridavano, e la casa fu piena di fumo.