Giustizia

Fraternità e vita eterna

https://youtu.be/TmXLs4xdIgo

C’era un problema nella comunità dei cristiani di Roma, su cui l’apostolo Paolo interviene con saggezza pastorale.

Il problema era se si potessero mangiare la carni sacrificate nei templi pagani e quindi offerte agli dei, che dopo venivano vendute al pubblico. Alcuni sostenevano, e l’apostolo era d’accordo con loro, che si potessero mangiare, se non si condivideva nessuna fede e atto di culto verso gli idoli. Altri erano invece contrari, gli sembrava di partecipare comunque ad un rito idolatrico.

che altro richiede da te il Signore?

https://youtu.be/7aGDkbUcHaE

Il testo del profeta Michea, che leggerò e commenterò brano per brano, inizia invitando il suo popolo ad ascoltare la parola del Signore, perché dinnanzi alle tante ingiustizie e peccati del suo popolo, lo convoca a giudizio.

(Versione audio)

Michea 6:1-8 Ascoltate quindi ciò che dice il SIGNORE: «Àlzati, contendi con le montagne, i colli odano la tua voce! Ascoltate, o monti, la causa del SIGNORE! Anche voi, salde fondamenta della terra! Poiché il SIGNORE contende con il suo popolo e vuole discutere con Israele.

Cercare una giustizia concreta

https://youtu.be/fsaJrqx-5eo

Amos, probabilmente il più antico dei profeti di cui vengono messe per iscritto le parole, si presenta come un non-profeta, nel senso che di mestiere è allevatore, contadino. Ma profetizza, cioè parla nel nome di Dio.

(Versione audio)

Parte dal regno del Sud, quello di Giuda con Gerusalemme, e sale a quello del Nord, quello di Israele con Samaria, per denunciare il sistema di potere che prospera in quello Stato e anche i sacerdoti e i profeti di professione, che sono a servizio del re e accettano la situazione di ingiustizia, che è diffusa, non limitata ad alcuni.

Intelligenza è conoscere il Signore

https://youtu.be/ecZGQMJcbM4

Geremia per incarico del Signore annuncia la distruzione del Regno di Giuda e la deportazione di buona parte della popolazione come giudizio contro Israele per non essersi attenuto al patto stretto con il Signore. La sua denuncia (come quella di altri profeti) si riferisce alla situazione di ingiustizia diffusa nella società del tempo e all’abbandono di una fede che abbia conseguenze nella vita ed è invece stata sostituita solo da atti esteriori.

Digiuno dall'ingiustizia

https://youtu.be/JOw-bIlGAYw

Se la scorsa domenica avevamo affrontato il testo di Elia e della vedova, in cui pur nella siccità venivano sfamati giorno dopo giorno da un po’ di farina e olio, oggi vediamo un testo di Isaia in cui si parla di digiuno rituale, religioso. In una società quindi piuttosto sazia da fare del digiuno una possibilità e non una necessità imposta.

Non è affatto un testo difficile da capire, ma complesso è comprendere come sia da applicare alla realtà della nostra società oggi.

Infine: giustizia, pace e gioia

https://youtu.be/axmWRyUUBvU

La I Tessalonicesi è una lettera lieta, tranquilla, senza grossi contrasti, come invece le altre, dell’apostolo Paolo. Meno male, verrebbe da dire.

L’apostolo che aveva nostalgia di quella sua comunità e voleva visitarla ancora, non potendo, aveva mandato Timoteo, suo collaboratore, che adesso torna con buone notizie. Allora Paolo scrive per comunicare la sua gioia e ribadire il suo proposito di andare comunque di persona.

Ma ora Timoteo è ritornato e ci ha recato buone notizie della vostra fede e del vostro amore, e ci ha detto che conservate sempre un buon ricordo di noi e desiderate vederci, come anche noi desideriamo vedere voi. Per questa ragione, fratelli, siamo stati consolati a vostro riguardo, a motivo della vostra fede, pur fra tutte le nostre angustie e afflizioni; perché ora, se state saldi nel Signore, ci sentiamo rivivere. Come potremmo, infatti, esprimere a Dio la nostra gratitudine a vostro riguardo, per la gioia che ci date davanti al nostro Dio, mentre notte e giorno preghiamo intensamente di poter vedere il vostro volto e di colmare le lacune della vostra fede?

Creati per essere giusti

https://youtu.be/B7JHFf-ODVA

Non è male che il lezionario dei pastori svizzeri, consigliava questo testo proprio per questa domenica, dopo che ieri era la Festa nazionale della Svizzera. Infatti, anche se parla di un re, per estensione parla di ogni governante e governo e quindi di ogni cittadino.

Versione solo audio

Tutti, infatti, indipendentemente dalla storicità del testo, quando lo leggiamo tendiamo ad indentificarci nel protagonista, e dunque ci possiamo chiedere: “ cosa avremmo chiesto noi nel sogno?

Già risorti

Se dunque siete stati risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù dove Cristo è seduto alla destra di Dio. Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra; poiché voi moriste e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. Quando Cristo, la vita nostra, sarà manifestato, allora anche voi sarete con lui manifestati in gloria. (Colossesi 3:1-4)

Siamo già risorti. Questo pensiero attraversa tutte le lettere di Paolo. Sì, siamo sempre noi, soffriamo e sbagliamo sempre come mortali e terrestri, ma siamo come già risorti, già cittadini del Regno di Dio. E quando sia avvenuta la trasformazione per l’apostolo è chiaro: al momento del battesimo.

È la grazia che insegna

Tito 2:11-14 La grazia di Dio, salvifica per tutti gli uomini, si è manifestata, e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e in modo santo, aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù.

Egli ha dato sé stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere buone.

La grazia insegna#

Chi insegna a cercare la giustizia, il soggetto dell’insegnare agli esseri umani a rinunziare al male, non è Dio, si badi bene, ma la grazia di Dio.

Non è il “ricordati che devi morire”, che insegna qualcosa agli esseri umani, ma la speranza di vivere ancora. Non è dire che tutto è vano, ma la possibilità di fare qualcosa di vero e santo, che ti muove alla retta azione.