Giovanni

Falsità, verità e libertà

Mentre egli parlava così, molti credettero in lui. Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».

Essi gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abraamo, e non siamo mai stati schiavi di nessuno; come puoi tu dire: “Voi diverrete liberi”?» Gesù rispose loro: «In verità, in verità vi dico che chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non dimora per sempre nella casa: il figlio vi dimora per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi. (Giovanni 8:30-36)

Ascoltate il buon pastore

Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore. Il mercenario, che non è pastore e al quale non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga (e il lupo le rapisce e le disperde), perché è mercenario e non si cura delle pecore. Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me, come il Padre mi conosce e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. Ho anche altre pecore, che non sono di quest’ovile; anche quelle devo raccogliere, ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore. (Giovanni 10:11-16)

Chi cerchi?

Il racconto di Giovanni, che leggeremo, appare piuttosto coerente con gli altri racconti del mattino di Pasqua. Ricordando che ci sono testimoni differenti che riportano gli avvenimenti.

Dopo che sono andate via le donne e i discepoli perplessi dinnanzi alla tomba vuota, Maria Maddalena o di Magdala rimane a piangere presso il sepolcro vuoto.

Basta rivolgersi a Cristo

In un episodio di Numeri bastava guardare il serpente di rame innalzato da Mosè nel deserto per essere liberati dalla morte per il veleno. E questo non per un valore dell’effige del serpente, ma perché in quel modo ci si affidava e si dava fiducia interamente in Dio. Gesù usa quel testo di Numeri per parlare di sé (definendosi Figlio dell’uomo) e della sua crocifissione (equiparata all’innalzamento) per la nostra salvezza.

Dimorare col Signore

https://youtu.be/K9aNZLR6s1w

Il battesimo di Gesù Cristo (un tema di questo periodo dell’anno) da parte di Giovanni il Battista non è raccontato nell’evangelo di Giovanni, ma ne è presupposto. Infatti, Giovanni conosce gli altri evangeli e ne dà per scontata la lettura di quelli delle sue comunità. Ma il suo racconto arricchisce le altre narrazioni e svela nuovi particolari, spesso con alto valore simbolico.

(Sul podcast)

Il giorno seguente Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: «Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo! Questi è colui del quale dicevo: “Dopo di me viene un uomo che mi ha preceduto, perché egli era prima di me”. Io non lo conoscevo; ma appunto perché egli sia manifestato a Israele, io sono venuto a battezzare in acqua».

Salvatore reale per persone reali

https://youtu.be/6GDeduVGObM

L’incarnazione che festeggiamo a Natale ci è annunciata anche all’inizio dell’evangelo di Giovanni. ( Predicazione per Natale 2024)

E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre. (Giovanni 1:14)

(Su Spotify)

Parola, carne#

L’evangelista Giovanni non vuol farci dimenticare che nell’evangelo, che parla della storia terrena di Gesù Cristo, si sta parlando comunque del Figlio di Dio Unigenito.

Essere beati o avere false certezze

https://youtu.be/e4wRfwKnEnE

Episodio classico, per la domenica dopo Pasqua, è quello di Tommaso.

(Versione audio)

Ora Tommaso, detto Didimo, uno dei dodici, non era con loro quando venne Gesù. Gli altri discepoli dunque gli dissero: «Abbiamo visto il Signore!» Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò». Otto giorni dopo i suoi discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!» Poi disse a Tommaso: «Porgi qua il dito e guarda le mie mani; porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente». Tommaso gli rispose: «Signore mio e Dio mio!» Gesù gli disse: «Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!»

Cristo è resurrezione

https://youtu.be/vFgGU3Nue1E

La resurrezione di Lazzaro è un brano di solito ben conosciuto. Più che di resurrezione però dovremmo parlare di ritorno in vita, e questo è uno degli aspetti su cui pensare.

Non leggeremo tutto il testo, ma solo l’incontro con Marta, una delle due sorelle di Lazzaro. L’inizio della storia sembra proprio mostrare il Signore che se la prende comoda, aspetta che Lazzaro sia morto almeno da quattro giorni per arrivare a Betania dove era la casa del suo amico.

La gloria di Dio, una festa che ci accompagna

https://youtu.be/dDlrjnEFj68

Tre giorni dopo ci fu un matrimonio in Cana di Galilea, e la madre di Gesù era là. Anche Gesù fu invitato con i suoi discepoli al matrimonio.

Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». Gesù le disse: «Che c’è fra me e te, o donna? L’ora mia non è ancora venuta». Sua madre disse ai servitori: «Fate tutto quel che vi dirà».

Non aspettare, la salvezza è adesso

https://youtu.be/2czskCAFo8c

Dopo queste cose ci fu una festa dei Giudei, e Gesù salì a Gerusalemme. Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, c’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici. Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici [, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua, perché un angelo, in determinati momenti, scendeva nella vasca e agitava l’acqua; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata, era guarito di qualunque malattia fosse colpito].