«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti gli angeli, prenderà posto sul suo trono glorioso. E tutte le genti saranno riunite davanti a lui ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri; e metterà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Gesù-Cristo
Mai perfetti, però salvi
La prima lettera a Timoteo è una lettera che l’apostolo Paolo scrive al suo giovane collaboratore, per ribadire alcuni punti importanti per il suo lavorare in autonomia.
E nel passo che leggiamo Paolo riconsidera la sua vita e gli viene un ringraziamento al Signore, perché lo ha portato dal suo essere un persecutore dei cristiani al ricevere la sua grazia e il suo aiuto, che lo ha sempre fortificato. Così Paolo diviene un esempio per Timoteo e per tutti i cristiani.
Guidati e protetti nella vita
Il testo della predicazione di oggi, è costituito da due versetti che sono nella I lettera di Pietro, alla conclusione di un brano che parla della sofferenza che si patisce ad essere schiavi. Allora schiavi non era un modo di dire, ma era in senso proprio. Il sopportare la sofferenza senza fare il male, veniva indicata seguendo l’esempio di Cristo. E subito l’apostolo non può che aggiungere che per questo è divenuto nostro Salvatore. Dunque questi versetti hanno evidentemente portata generale.
Il bacio di Giuda
L’evangelista Luca usa tre frasi, veloci, per descrivere la situazione drammatica dell’arresto di Gesù.
Mentre parlava ancora, ecco una folla; e colui che si chiamava Giuda, uno dei dodici, la precedeva e si avvicinò a Gesù per baciarlo. Ma Gesù gli disse: «Giuda, tradisci il Figlio dell’uomo con un bacio?»
Quelli che erano con lui, vedendo ciò che stava per succedere, dissero: «Signore, dobbiamo colpire con la spada?» E uno di loro percosse il servo del sommo sacerdote e gli recise l’orecchio destro. Ma Gesù intervenne e disse: «Lasciate, basta!» E, toccato l’orecchio di quell’uomo, lo guarì.
I cattivi vignaiuoli
In Marco 12 c’è un discorso di Gesù (con una parabola allegorica e la citazione di un salmo), che viene rivolto nel Tempio di Gerusalemme –come apprendiamo dal passo precedente– a “ i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani”.
A conclusione del brano si dirà poi che loro hanno ben compreso che la parabola è diretta contro di loro e vorrebbero vendicarsi di Gesù. Dunque, sapere chi sono gli ascoltatori di Gesù in quel momento è importante per valutare la pericope.
Invitare all'ascolto
Quando Gesù incontra e salva qualcuno, sembra sia casuale, invece Gesù non solo è Lui che cerca, ma anche manda molti per raggiungere tutti.
Dopo queste cose, il Signore designò altri settanta discepoli e li mandò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove egli stesso stava per andare. E diceva loro: «La mèsse è grande, ma gli operai sono pochi; pregate dunque il Signore della mèsse perché spinga degli operai nella sua mèsse. Andate! Ecco, io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. Non portate né borsa, né sacca, né calzari, e non salutate nessuno per via.
Particolare ?!?
Non capita spesso di leggere al culto il seguente testo, che parla di una situazione così particolare.
Poi, mentre si avvicinava il tempo in cui sarebbe stato tolto dal mondo, Gesù si mise risolutamente in cammino per andare a Gerusalemme. Mandò davanti a sé dei messaggeri, i quali, partiti, entrarono in un villaggio dei Samaritani per preparargli un alloggio. Ma quelli non lo ricevettero perché era diretto verso Gerusalemme.
In via di guarigione
Approdarono nel paese dei Gerasèni, che sta di fronte alla Galilea. Quando egli fu sceso a terra, gli venne incontro un uomo della città: era posseduto da demòni e da molto tempo non indossava vestiti; non abitava in una casa, ma stava fra le tombe. Appena vide Gesù, lanciò un grido, gli si gettò ai piedi e disse a gran voce: «Che c’è fra me e te, Gesù, Figlio del Dio Altissimo? Ti prego, non tormentarmi». Gesù, infatti, aveva comandato allo spirito immondo di uscire da quell’uomo, di cui si era impadronito da molto tempo; e, anche quando lo legavano con catene e lo custodivano in ceppi, spezzava i legami e veniva trascinato via dal demonio nei deserti.
Un solo Nome
Gli apostoli Pietro e Giovanni hanno compiuto per lo Spirito santo una guarigione miracolosa. Vengono allora imprigionati, per essere poi interrogati il giorno dopo:
Il giorno seguente i loro capi, con gli anziani e gli scribi, si riunirono a Gerusalemme con Anna, il sommo sacerdote, Caiafa, Giovanni, Alessandro e tutti quelli che facevano parte della famiglia dei sommi sacerdoti. E, fatti condurre in mezzo a loro Pietro e Giovanni, domandarono: «Con quale potere o in nome di chi avete fatto questo?»
Il segno dell'amore di Dio
Come sappiamo, tranne relativamente pochi discepoli, molti non accolgono Gesù, anzi alcuni lo combattono. In una di queste fasi, a Gesù viene richiesto di dare un segno, avviene pochi versetti prima di quelli che leggiamo. Gli chiedono un segno miracoloso per fidarsi di Lui, ma in più probabilmente qualcosa che sia mirabolante: che sia cioè di più delle guarigioni che ha già fatto, vogliono un’attestazione che sia proprio il Figlio di Dio. E Gesù risponde: