Colossesi

Morendo è il Liberatore

Predicazione per il Venerdì Santo 2023

La posizione centrale, fondamentale della croce di Cristo per la nostra salvezza non può essere sottovalutata. Però nel corso della storia cristiana, come anche nel sentire di molti, oggigiorno si slitta facilmente ad una più rassicurante visione di gloria del Signore Gesù Cristo e di una facile grazia.

Anche le chiese dell’antichità avevano problemi in tal senso. A Colossi una piccola e fedele comunità cristiana, era stata raggiunta da predicatori itineranti che sostenevano bisognasse andare in accordo con gli elementi, arcani e magici, del mondo, e combinavano quelle credenze con il messaggio del Cristo, che per lor era carente e debole, proprio vista la morte in croce.

In dialogo (Col 4:2)

Spesso gli apostoli esortano alla preghiera, anzi alla perseveranza nella preghiera.

Perseverate nella preghiera, vegliando in essa con rendimento di grazie. (Colossesi 4:2-4)

Perseveranza nella preghiera, infatti, la preghiera è un dialogo con il Signore, uno stare in contatto che è fondamentale per le comunità come per i singoli cristiani. Un dialogo, perché il pregare non è un ripetere frasi a memoria e nemmeno un indistinto riferirsi a Dio, ma una comunicazione con il Signore e insieme una riflessione sulla situazione presente alla luce di Dio. È avere un riferimento costante al Signore.

Consapevoli e liberi (Col 2:8-12)

Al tempo degli apostoli, c’era una bella comunità di cristiani in una cittadina che si chiamava Colossi, in mezzo alle montagne. Era un piccolo borgo su una strada di traffici secondari e per arrivarci ci voleva tempo, fra strette gole e strade sdrucciolevoli, così che neanche l’apostolo Paolo, di solito così viaggiatore e avventuroso, ci era arrivato, e la notizia dell’evangelo, la buona notizia di Gesù Cristo, gli era arrivata da un collaboratore di Paolo.

Quella comunità, quella chiesa, era proprio ben fondata e forte di una sana fede cristiana, e i suoi membri vivevano anche il loro essere cristiani in maniera coerente. Eppure, l’apostolo si preoccupa e scrive loro una lettera, perché anche in quel villaggio così tranquillo e in quella chiesa così armoniosa e fedele stavano giungendo dei personaggi particolari. Si presentavano come filosofi, e dicevano che per difendersi dai malanni oppure per essere sicuri giorno dopo giorno, oltre Gesù Cristo bisognava adorare quelli che chiamavano gli elementi del mondo, astri o divinità collegate alla terra, al fuoco… sottomettersi a digiuni e regole legate al calendario, avere amuleti…

Alla porta del tuo cuore

Pregate nello stesso tempo anche per noi, affinché Dio ci apra una porta per la parola, perché possiamo annunziare il mistero di Cristo, a motivo del quale mi trovo prigioniero (Colossesi 4:3)

Preghiera per gli altri#

C’è qui la richiesta di una preghiera d’intercessione, cioè della preghiera che non sia solo per noi ma anche per altri. Ma in questo caso l’apostolo chiede questa preghiera per la sua situazione di prigioniero.

Già risorti

Se dunque siete stati risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù dove Cristo è seduto alla destra di Dio. Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra; poiché voi moriste e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. Quando Cristo, la vita nostra, sarà manifestato, allora anche voi sarete con lui manifestati in gloria. (Colossesi 3:1-4)

Siamo già risorti. Questo pensiero attraversa tutte le lettere di Paolo. Sì, siamo sempre noi, soffriamo e sbagliamo sempre come mortali e terrestri, ma siamo come già risorti, già cittadini del Regno di Dio. E quando sia avvenuta la trasformazione per l’apostolo è chiaro: al momento del battesimo.