L’apostolo Paolo sul finale della lettera ai Romani, fa delle citazioni degli antichi profeti per annunciare che l’arrivo del Messia, l’incarnazione del Cristo, è un annuncio di salvezza per tutti gli esseri umani. Ed è questo che porta gioia e speranza, infatti conclude la sezione dicendo:
Avvento
Gesù è stato anche ragazzo...
(Breve traccia per intervento a culto familiare)
Si raccontano alcune storie su Gesù ragazzo. Quasi tutti questi racconti sono inventati, falsi e anche un poco blasfemi (cioè non rispettosi). Ad esempio: c’è quello in cui il ragazzino Gesù sta giocando e gli fanno i dispetti ed allora con una specie di raggio della morte congela i ragazzi dispettosi. Poi arriva Maria, la sua mamma, e lo sgrida e allora Gesù li riporta in vita.
Chi potrà andare dal Signore?
Chi salirà al monte del SIGNORE? Chi potrà stare nel suo luogo santo? L’uomo innocente di mani e puro di cuore, che non eleva l’animo a vanità e non giura con il proposito di ingannare. Egli riceverà benedizione dal SIGNORE, giustizia dal Dio della sua salvezza. Tale è la generazione di quelli che lo cercano, di quelli che cercano il tuo volto, o Dio di Giacobbe.
O porte, alzate i vostri frontoni; e voi, porte eterne, alzatevi; e il Re di gloria entrerà. Chi è questo Re di gloria? È il SIGNORE, forte e potente. (Salmo 24:3-8)
C'è bisogno del Salvatore
https://youtu.be/2HVi_Pme-OA
Nel tempo d’Avvento, ci sono sempre tradizionalmente dei testi su Giovanni, il Battista. Giovanni era un personaggio molto importante per la sua epoca, egli aveva introdotto la pratica di battezzare in vista del ravvedimento, ed è colui soprattutto che prepara la via all’arrivo di Gesù.
In quei giorni venne Giovanni il battista, che predicava nel deserto della Giudea, e diceva: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino». Di lui parlò infatti il profeta Isaia quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”».
Esultare, non solo gioire
Uno dei temi dell’Avvento è che l’attesa del Messia finalmente si conclude con l’arrivo del nostro Salvatore.
L’attesa del Messia, di un Salvatore, di un liberatore, c’era da tempi immemorabili per l’antico Israele. Perché basata sulle profezie di vai profeti. Fra cui quella scritta dal profeta Zaccaria, che annuncia:
Preparare all'evangelo
L’inizio dell’evangelo, della buona notizia, per l’evangelista Marco non è in racconti dell’infanzia di Gesù, ma nella predicazione di Giovanni il Battista che è un preparatore, uno che spiana la via, che prepara il terreno, cioè le coscienze delle persone di quel tempo, per ricevere la buona notizia. E serviva perché di tempo ne era passato parecchio e qualcuno non aspetta più il Messia o lo aspettava diverso da come sarebbe realmente arrivato.
La figura del Battista appare infatti non solo un adempimento di Scritture profetiche, ma anche una necessità storica. Senza il Battista chi avrebbe realmente aspettato Gesù Cristo?