Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera dell’ora nona, mentre si portava un uomo, zoppo fin dalla nascita, che ogni giorno deponevano presso la porta del tempio detta «Bella» per chiedere l’elemosina a quelli che entravano nel tempio.
Vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, egli chiese loro l’elemosina. Pietro, con Giovanni, fissando gli occhi su di lui, disse: «Guardaci!» Ed egli li guardava attentamente, aspettando di ricevere qualcosa da loro.
Atti
...e continuò il suo viaggio tutto allegro
Nel libro degli Atti si vede come l’annuncio dell’evangelo si diffonda a poco a poco oltre le ristretta cerchia dei primi discepoli. Qui c’è un etiope, che nell’idea popolare di allora viveva ai confini della terra. Eppure anch’egli è raggiunto dal Signore.
Un angelo del Signore parlò a Filippo così: «Àlzati e va’ verso mezzogiorno, sulla via che da Gerusalemme scende a Gaza. Essa è una strada deserta». Egli si alzò e partì. Ed ecco un Etiope, eunuco e ministro di Candace, regina di Etiopia, sovrintendente a tutti i tesori di lei, era venuto a Gerusalemme per adorare, e ora facendo ritorno, seduto sul suo carro, stava leggendo il profeta Isaia. Lo Spirito disse a Filippo: «Avvicìnati e raggiungi quel carro». Filippo accorse, udì che quell’uomo leggeva il profeta Isaia e gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?» Quegli rispose: «E come potrei, se nessuno mi guida?» E invitò Filippo a salire e a sedersi accanto a lui. Or il passo della Scrittura che stava leggendo era questo:
Perseveranza per essere chiesa
La primissima chiesa cristiana, quella di Gerusalemme subito dopo la Pentecoste, da Luca è descritta sinteticamente (e un po’ in maniera idilliaca, serve infatti da modello) scrivendo in Atti 2:
Ed erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere.
Ognuno era preso da timore; e molti prodigi e segni erano fatti dagli apostoli. Tutti quelli che credevano stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le proprietà e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno.
Visione spirituale dell'esistenza
(Predicazione per il culto di Pentecoste con confermazioni)
Ora noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito che viene da Dio, per conoscere le cose che Dio ci ha donate; e noi ne parliamo non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito, adattando parole spirituali a cose spirituali.
I Corinzi 2:12-14
In questi versetti l’apostolo ci dice che lo Spirito santo ci è dato per " conoscere le cose che Dio ci ha donato". Ciò che Dio ci ha donato però è –da un certo punto di vista– evidente. È la vita, la nostra vita, la nostra esistenza, la possibilità di fare tante cose. Sono le capacità che abbiamo e scopriamo di avere vivendo. (Lo dico soprattutto ai giovani che a volte si intimoriscono e si chiedono se ce la faranno: ma avete grandi capacità che sono a volte solo un nascoste). Sono le occasioni che abbiamo nella vita. E ci sono meravigliosi tramonti e incredibili incontri. C’è l’amore…E c’è la capacità di resistere e c’è quella di scusarsi…tutto ciò che abbiamo di bello e vero e forte viene da Dio.
Unica chiesa
La prima chiesa cristiana, quella degli apostoli a Gerusalemme, iniziò ben presto ad attirare nuovi membri. Alcuni pagani vennero accettati dopo alcune discussioni, come il centurione Cornelio e i suoi battezzati da Pietro, però quella che sembrava un’eccezione si amplia. Diverrà poi la regola.
Quelli che erano stati dispersi per la persecuzione avvenuta a causa di Stefano, andarono sino in Fenicia, a Cipro e ad Antiochia, annunciando la Parola solo ai Giudei, e a nessun altro. Ma alcuni di loro, che erano Ciprioti e Cirenei, giunti ad Antiochia, si misero a parlare anche ai Greci, portando il lieto messaggio del Signore Gesù. La mano del Signore era con loro; e grande fu il numero di coloro che credettero e si convertirono al Signore.
Non per un domani, ma già per oggi
Vediamo come alcuni ateniesi accolgono l’annuncio dell’apostolo Paolo sulla resurrezione di Gesù Cristo, in un discorso dell’apostolo Paolo. Ora sappiamo che Luca, l’autore degli Atti, è uno scrittore colto del suo tempo e al pari di tutti gli scrittori antichi ricostruisce un discorso, che in maniera sintetica vuole dare il tono e sottolineare gli elementi chiave di quello che avrebbe detto il protagonista.
Inoltre, come d’uso, ha spiegato prima per noi lettori anche il clima in cui si svolge la scena. (E al pari di altri particolari che si trovano negli Atti e nell’evangelo di Luca, questi corrispondono a ciò che gli storici moderni hanno riscontrato.)
Fraternità e visione
C’è un salmo giustamente celebre:
Ecco quant’è buono e quant’è piacevole che i fratelli vivano insieme! È come olio profumato che, sparso sul capo, scende sulla barba, sulla barba di Aaronne, che scende fino all’orlo dei suoi vestiti; è come la rugiada dell’Ermon, che scende sui monti di Sion; là infatti il SIGNORE ha ordinato che sia la benedizione, la vita in eterno.
Salmo 133
Questo salmo, con la sua poesia, dice tutto della piacevolezza, come vita eterna, di essere insieme in pace.
Ei solo è il nostro re
Quando Gesù Risorto lascia i discepoli sulla terra, ecco che assegna loro il compito di essere suoi testimoni; con la promessa, che si realizzerà a Pentecoste, dell’invio dello Spirito santo come sostegno e aiuto.
Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra».
Dette queste cose, mentre essi guardavano, fu elevato; e una nuvola, accogliendolo, lo sottrasse ai loro sguardi. E come essi avevano gli occhi fissi al cielo, mentre egli se ne andava, due uomini in vesti bianche si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che vi è stato tolto, ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo».
Annunciare l'essenziale
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Nel libro degli Atti vediamo riportato da Luca un episodio della predicazione dell’apostolo Paolo, quando si trovava ad Atene.
Luca è uno scrittore scrupoloso e colto del suo tempo, che ricostruisce il discorso dell’apostolo in maniera sintetica e spiega per noi lettori il clima in cui si svolge la scena.
In particolare, Luca dice che ad Atene c’erano non solo vari filosofi stoici ed epicurei che discutevano per le vie e le piazze, ma che tutta la gente era appassionata alla novità e alle discussioni filosofiche e religiose. Dunque, l’apostolo Paolo si trovava in un ambiente ricco di religiosità, con i loro vari templi e predicatori, e di filosofie le più disparate e sempre più elaborate e diversificate… per questo motivo Paolo trova gente molto interessata ad ascoltare anche lui e lo portano all’Areopago, un antico luogo di discussione.
Potere di guarigione (Atti 3)
«Dell’argento e dell’oro io non ne ho; ma quello che ho, te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!» (Atti 3:6)
Lo zoppo chiede un’elemosina e riceve guarigione! Che bello questo racconto, penso che ogni cristiano vorrebbe essere come Pietro, qui. Il problema è perché non lo siamo. O forse lo siamo?
L’annuncio della lieta novella di Gesù, come riscatto dal peccato, come annuncio di resurrezione, come salvezza, guariscono l’animo umano, solo e disperato, di ogni tempo. Anzi ricevere la grazia di Dio è più che guarigione, dato che si sta parlando di vita eterna, di salute eterna, come si diceva un tempo.