Annuncio

Possiamo annunciare perché parte della società

https://youtu.be/0HvXJ2Qmrw4

Nell’anno della morte del re Uzzia vidi il Signore seduto sopra un trono alto, molto elevato, e i lembi del suo mantello riempivano il tempio. Sopra di lui stavano dei serafini, ognuno dei quali aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. L’uno gridava all’altro e diceva: «Santo, santo, santo è il SIGNORE degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria!» Le porte furono scosse fin dalle loro fondamenta dalla voce di loro che gridavano, e la casa fu piena di fumo.

Generazione immatura

https://youtu.be/kcE2nlfZuEs

Ma a chi paragonerò questa generazione? È simile ai bambini seduti nelle piazze che gridano ai loro compagni e dicono: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato; [vi] abbiamo cantato dei lamenti e non avete pianto”. Difatti è venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “Ha un demonio!” È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco un mangione e un beone, un amico dei pubblicani e dei peccatori!” Ma la sapienza è stata giustificata dalle sue opere».

Quelli che annunciano (Luca 24:19-24)

Il Signore è risorto, Egli è veramente risuscitato!

Questo è il grido di gioia che fonda la chiesa, è il saluto di Pasqua, che anche la morte è vinta dal nostro Salvatore.

Non fu proprio questa, però, l’immediata reazione dei discepoli, e in questo spesso gli assomigliamo, per questo è sempre bello e utile ritornare a leggere l’emozionante brano di Luca sui due discepoli sulla via di Emmaus.

Eccoli, dunque, due discepoli di Gesù se ne ritornano a casa la sera di Pasqua, quella della Resurrezione, sono delusi e abbattuti, perché non hanno ben capito ciò che Gesù gli aveva spiegato e nemmeno hanno creduto all’annuncio delle donne… In quel momento un altro viandante gli si avvicina e gli chiede di che parlino: