Tag: II Corinzi

Vecchio e nuovo

traffico e arco di Costantino a Roma

Si parla spesso di nuovo, del passato c’è magari un po’ di rimpianto, ma si apprezza di più la novità, tutto deve essere giovane… parlando però di nuovo, l’apostolo Paolo dice qualcosa d’altro:

Se uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove. E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione. (II Corinzi 5:17-18)

Il Signore cioè ci rende nuove creature, e ciò non vuol dire che ci rende nuovi un tempo per poi farci invecchiare, ma ci rende creature sempre nuove grazie al suo Spirito.

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Riconciliazione azione di Dio

stretta di mano

Predicazione in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2017.

Il testo centrale proposto quest’anno per la celebrazione della Settimana è dell’apostolo Paolo, e parla della riconciliazione realizzata da Cristo partendo dall’iniziativa di Dio.

La riconciliazione di cui si parla, non parte dunque dalla più o meno buona volontà umana, ma da Dio e la riconciliazione umana è resa possibile dall’azione di Dio.

II Corinzi 5,14-20 Infatti, l‘amore di Cristo ci spinge, perché siamo sicuri che uno morì per tutti, e quindi che tutti partecipano alla sua morte. Cristo è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per sé stessi, ma per lui che è morto ed è risuscitato per loro.

Perciò, d‘ora in avanti non possiamo più considerare nessuno con i criteri di questo mondo. E se talvolta abbiamo considerato così Cristo, da un punto di vista puramente umano, ora non lo valutiamo più in questo modo. Perché quando uno è unito a Cristo, è una creatura nuova: le cose vecchie sono passate; tutto è diventato nuovo.

E questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ha dato a noi l‘incarico di portare altri alla riconciliazione con lui. Così Dio ha riconciliato il mondo con sé per mezzo di Cristo: perdona agli uomini i loro peccati e ha affidato a noi l‘annunzio della riconciliazione. Quindi, noi siamo ambasciatori inviati da Cristo, ed è come se Dio stesso esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo da parte di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.

Cristo morto per tutti

Questo testo, va ricordato, non è scritto in astratto, ma ad una comunità come quella che c’era in Corinto a quel tempo, estremamente divisa sia teologicamente, sia socialmente e sia per tipo di religiosità.

Anche un’affermazione come: «Cristo è morto per tutti», non è per discutere sull’efficacia della salvezza, ma riguarda proprio l’annunzio di riconciliazione.

Ci dice che la morte salvifica del Cristo è per tutti, destinata ad essere a vantaggio per tutti gli esseri umani. E quindi l’annuncio di riconciliazione, che ci viene chiesto, quel portare alla riconciliazione con Dio, va offerto a tutti, essendo ciò per tutti. Noi come ambasciatori di Cristo non possiamo porre limiti a questo annuncio.

Anche per il mio nemico

Cerco di spiegare la portata di questa affermazione biblica. Nella presentazione fatta dalle chiese tedesche che hanno elaborato il testo, oltre la divisione che è seguita alla Riforma, che è lontana nel tempo, essi fanno riferimento al muro di Berlino. Una divisione ben più presente nelle vite e nelle menti dei tedeschi, con uno dei regimi dittatoriali e polizieschi con più spie di sempre.

In Europa si potrebbe parlare della seconda guerra mondiale, del fascismo e il nazismo, e di tutto ciò che come divisione è proseguito dopo la fine della guerra.

Ebbene letto così è un testo ben più forte per i nostri contemporanei, infatti alle volte parliamo della Riforma o delle differenti confessioni di fede, come qualcosa di lontano nella storia e di specifico per studiosi o teologi, ormai si dice non ci sono più così differenze, ma se pensate agli odi di partito, alle divisioni personali e familiari, alle faide e alle furbizie del giorno d’oggi, oltre che alle differenti religioni e culture…

Ecco allora che questo testo dice che Cristo morì anche per il nostro acerrimo nemico. E noi abbiamo l’obbligo come cristiani, prima di una riconciliazione umana, di annunciare la riconciliazione con Dio. Cioè prima di tentare una via di conciliazione reciproca, c’è un annuncio di riconciliazione da parte di Dio, che dobbiamo portare, indipendentemente se ci siano o meno scuse o richieste di perdono del nostro prossimo.

Senza condizioni

Allora penso che non sia poi così facile questo passo, perché noi aspettiamo che l’altro si penta o faccia passi nella nostra direzione, e pensiamo in fondo in fondo che non sia giusto che riceva la riconciliazione con Dio.

Ma quando pensiamo così stiamo pensando ancora secondo un ragionamento del mondo, valutando secondo le cose vecchie, passate e non secondo la novità portata dal Cristo.

Se l’altro non fa lo stesso nostro percorso di avvicinamento, infatti, non dovrebbe essere un nostro problema, in quanto sono io di fronte a Dio, perché è il mio rapporto con Dio di cui devo preoccuparmi.

E invece proprio la riconciliazione nostra con Dio, che noi a poco a poco comprendiamo, che ci spinge a questo.

Riconciliazione con Dio e umana

In effetti, l’annunciare riconciliazione con Dio è il primo passo per la riconciliazione umana. Qualcuno potrebbe dire che annunciare riconciliazione con Dio sia una via per non affrontare veramente la divisione e la rottura umana, una scappatoia. Invece, per un credente, è fondamentale.

La riconciliazione con Dio, infatti, non è automatica. Non è senza costi interiori. Passa infatti per il riconoscere i propri peccati, i propri errori, i guai che abbiamo procurato.

Da qui parte la riconciliazione umana. Non è da dove l’altro mi deve chiedere scusa che devo partire, ma da dove io devo chiedere scusa. Non è partendo dall’elenco dei torti subiti che inizio la strada della riconciliazione, ma partendo dai torti che ho fatto, da quelli intenzionali ed anche da quelli che erano oltre le mie intenzioni.

Cammino benedetto

Al cospetto di Dio inizia il cammino di avvicinamento all’altro.

Certo la riconciliazione umana è un percorso complesso e difficile, magari basta una parola scelta male a tradirlo, ma è un cammino benedetto, benedetto dalla presenza di Dio. Infatti se ci affida qualche incarico il Signore ci sostiene anche nel portarlo avanti. E questo è il ministero che ci ha affidato come cristiani.

Una decisione

Il brano si conclude con una supplica dell’apostolo, ad essere riconciliati con Dio, il resto arriverà in seguito a questo.

Una supplica è segno che non sia dinanzi a qualcosa di automatico, serve anche una decisione da parte nostra.

Anche a questo servono questi incontri ecumenici di preghiera. Consideriamoci come ambasciatori di Cristo, agenti di riconciliazione, sia come chiese sia come credenti, così da aiutare il mondo a riconciliarsi con Dio.

Perché abbiamo tutti un forte bisogno di riconciliazione a tutti i livelli, per vivere in modo migliore. Amen