Attività delle chiese

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Le attività della chiesa (quella evangelica in particolare) sono divise in tre gruppi: culto, formazione e diaconia. Questi tre ambiti concorrono all’annuncio dell’evangelo, cioè della grazia di Dio in Gesù Cristo.

Tutte e tre le attività sono concepite come attività di servizio. Anche il culto e la formazione sono concepite come servizio verso il prossimo.

L’ambito della diaconia vede sia interventi di aiuto umanitario, sia la cosiddetta cura d’anime.

Il culto è sostanzialmente la predicazione della buona notizia di Gesù Cristo. Mentre la formazione, sia dei giovani sia degli adulti, prevede di fornire gli strumenti per affrontare la propria vita consapevoli e con una base biblica.

Più in generale la chiesa (evangelica) si pone in un’ottica di servizio anche verso la società.

È chiaro che se anche la chiesa è solo una delle componenti della società e che il suo intervento deve essere rispettoso delle idee e convinzioni altrui, è anche chiaro però che l’attivarsi verso la giustizia e la pace, la solidarietà e il fornire una base di riflessione sul senso profondo della vita umana sono attività che vogliono rendere un servizio a favore delle donne e degli uomini del nostro tempo, indipendentemente dalla lor appartenenza religiosa.

Lo studio biblico

Da sempre lo studio biblico, detto anche ora biblica o in altro modo, è una delle attività delle chiese evangeliche. Esso è un incontro in cui si leggono dei brani della Bibbia, dell’Antico e del Nuovo Testamento, o si affrontano dei temi biblici più in generale, come ad esempio il tema della salvezza o la storia dell’antico Israele, oppure temi interessanti per la fede e la vita cristiana, come ad esempio la bioetica o le altre religioni.

Condotto di solito dal pastore che fornisce un inquadramento e una rassegna delle interpretazioni date da vari studiosi, infatti è proprio degli evangelici un certo pluralismo nelle interpretazioni. È però decisivo il fatto che si possa discutere e riflettere insieme sul tema, da parte dei partecipanti. Un modo di arrivare anche ad avere una sensibilità comune, pur nel rispetto delle impostazioni e sensibilità di ognuno.