I versetti di oggi, sono tratti dalla lettera agli Ebrei, cosiddetta così perché fa molti riferimenti a pratiche e usanze tipicamente ebraiche e per questo si pensa sia indirizzata ad una comunità cristiana costituita soprattutto, come molte delle prime chiese, da cristiani di origine ebraica. In questa lettera e nei versetti che costituiscono il testo di predicazione, si fa un’analogia fra Gesù Cristo e il sommo sacerdote.
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La santità come tentazione
Il testo della predicazione di oggi è inusuale, è tratto dal libro dell’Ecclesiaste, in italiano, in tedesco detto der Prediger, in ebraico il Qohélet, in una traduzione più poetica “Colui che prende la parola”. Un libro non così chiaro a volte, ma un libro “canonico”, cioè biblico, che dunque è all’interno della Bibbia che va interpretato per essere compreso pienamente.
Perché siete così paurosi?
Il brano di Gesù che calma la tempesta, viene subito dopo che Gesù ha parlato alla folla riunita su una riva del lago della Galilea, un lago piuttosto grande (21x12 km, chiamato nella Bibbia con vari nomi). Ciò che ha annunciato era racchiuso in una serie di parabole sul Regno di Dio, che non è visibile agli sguardi del mondo, cioè per chi è senza fede. Sono passi che implicitamente invitano a considerare Gesù Cristo come Colui che porta con sé il Regno di Dio. Dalla riva poi partono in barca per dirigersi alla riva sud del lago, ad una ventina di chilometri di distanza.
È bene che stiamo qui...
L’episodio della trasfigurazione, uno degli episodi più misteriosi degli evangeli, avviene dopo che Gesù ha annunciato che andrà a soffrire e morire. Il Messia dunque è un Messia sofferente, ma con la trasfigurazione si vede anche che contemporaneamente o forse proprio per la scelta della Passione è anche glorioso.
L'amore è una cosa seria
L’apostolo Paolo invita i cristiani, dopo aver annunciato e spiegato diffusamente la salvezza per grazia in Gesù Cristo, a vivere in maniera nuova rispetto al mondo circostante. E una delle caratteristiche fondamentali di questa novità riguarda l’amore fraterno, del quale scrive:
L’amore sia senza ipocrisia. Aborrite il male e attenetevi fermamente al bene.
Fratelli e sorelle insieme
Ecco quant’è buono e quant’è piacevole che i fratelli vivano insieme!
È come olio profumato che, sparso sul capo, scende sulla barba, sulla barba di Aaronne, che scende fino all’orlo dei suoi vestiti; è come la rugiada dell’Ermon, che scende sui monti di Sion; là infatti il Signore ha ordinato che sia la benedizione, la vita in eterno. (Salmo 133)
Nella società degli shampoo e delle docce, quest’olio profumato sembra folkloristico. Ma immaginate questo profumo che si sparge nell’aria, che ti fa respirare meglio, che dà benessere… E quella rugiada che a primavera bagna i prati sui monti, per dar da bere all’erba sui clivi che in caso contrario sarebbero secchi…
Dimorare col Signore
Il battesimo di Gesù Cristo (un tema di questo periodo dell’anno) da parte di Giovanni il Battista non è raccontato nell’evangelo di Giovanni, ma ne è presupposto. Infatti, Giovanni conosce gli altri evangeli e ne dà per scontata la lettura di quelli delle sue comunità. Ma il suo racconto arricchisce le altre narrazioni e svela nuovi particolari, spesso con alto valore simbolico.
Il giorno seguente Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: «Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo! Questi è colui del quale dicevo: “Dopo di me viene un uomo che mi ha preceduto, perché egli era prima di me”. Io non lo conoscevo; ma appunto perché egli sia manifestato a Israele, io sono venuto a battezzare in acqua».
Cerchiamo o siamo trovati?
Tante cose si raccontano sui magi. Forse perché sono personaggi misteriosi ed esotici e così sono nate varie leggende. Leggeremo l’unico testo biblico che ne parli, in cui non si dice che fossero re, sontuosi e ricchi, che fossero tre, né ci sono tanto meno i loro nomi o la descrizione fisica. E poi scompariranno per sempre dalla storia.
Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all’epoca del re Erode. Dei magi d’Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo».
Sii forte e coraggioso
Dopo la morte di Mosè, il popolo di Israele, può entrare nella Terra promessa.
Il tema della terra era fondamentale in una società, come quella del tempo, che per la sua sopravvivenza dipendeva interamente dalla terra da coltivare. Ancor di più per un popolo, come quello di Israele, che prima era nomade. E i nomadi non hanno una loro terra e quindi dipendono dalla disponibilità delle nazioni in cui transitano.
Dio volendo...
E ora a voi che dite: «Oggi o domani andremo nella tale città, vi staremo un anno, trafficheremo e guadagneremo»; mentre non sapete quel che succederà domani! Che cos’è infatti la vostra vita? Siete un vapore che appare per un istante e poi svanisce. Dovreste dire invece: «Se Dio vuole, saremo in vita e faremo questo o quest’altro». (Giacomo 4:13-15)