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Ciò che è fondamentale nella vita

Il brano di Giovanni 6 vede Gesù in dialogo con una folla. Questa folla il giorno prima ha assistito alla moltiplicazione dei pani (e ne ha usufruito), e dunque non è lì per trovare Dio, ma per essere saziata. E forse, in generale, la gente è solo questo che vuole da Dio: essere saziata.

Cristiani come operai

Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.

Vedendo le folle, ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La mèsse è grande, ma pochi sono gli operai. Pregate dunque il Signore della mèsse che mandi degli operai nella sua mèsse». (Matteo 9:35-38)

Quasi inciampavo

Certo, Dio è buono verso Israele, verso quelli che sono puri di cuore.

Ma quasi inciamparono i miei piedi; poco mancò che i miei passi non scivolassero. Poiché invidiavo i prepotenti, vedendo la prosperità dei malvagi. (Salmo 73:1-3)

(Podcast)

I potenti di questo mondo si presentano spesso come i prescelti del Signore. Come ai tempi degli antichi despoti pagani, identificano il successo con il favore del Signore. E che triste è vedere che molti cristiani, che dovrebbero essere più consapevoli, sono invece accondiscendenti con i prepotenti del mondo. Si guarda ai potenti spesso con invidia, spesso si vorrebbe copiarli oppure ci si sente portati a comportarsi nello stesso modo. Ed ecco, che anche il salmista, che ricorda come il Signore sia buono, cioè intervenga a favore del popolo e di tutti quelli che lo cercano, quasi inciampa per la sua invidia, perché li vede prosperare.

Mai perfetti, però salvi

La prima lettera a Timoteo è una lettera che l’apostolo Paolo scrive al suo giovane collaboratore, per ribadire alcuni punti importanti per il suo lavorare in autonomia.

E nel passo che leggiamo Paolo riconsidera la sua vita e gli viene un ringraziamento al Signore, perché lo ha portato dal suo essere un persecutore dei cristiani al ricevere la sua grazia e il suo aiuto, che lo ha sempre fortificato. Così Paolo diviene un esempio per Timoteo e per tutti i cristiani.

Benedizione trinitaria

(Predicazione per la Domenica della Trinità 2025)

La II lettera ai Corinzi, è una lettera che parla ad una comunità fortemente divisa, a causa di molti problemi di fedeltà agli insegnamenti di Cristo, e termina con queste frasi (13:11-13):

Del resto, fratelli, rallegratevi, ricercate la perfezione, siate consolati, abbiate un medesimo sentimento, vivete in pace; e il Dio d’amore e di pace sarà con voi. Salutatevi gli uni gli altri con un santo bacio. Tutti i santi vi salutano.

Ascensione, potenza di Dio

Nella lettera agli Efesini, l’apostolo scrive della potenza benigna di Dio, dicendo:

Questa potente efficacia della sua forza egli l’ha mostrata in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla propria destra nel cielo, al di sopra di ogni principato, autorità, potenza, signoria e di ogni altro nome che si nomina non solo in questo mondo, ma anche in quello futuro.

Nuove creature

Il versetto, che è il testo della predicazione di oggi e si trova nella II lettera ai Corinzi dell’apostolo Paolo, è in un brano in cui ci viene detto che dopo la morte e resurrezione di Gesù Cristo, grazie alla riconciliazione fra Dio e gli esseri umani compiuta sulla croce da Gesù Cristo, c’è un cambiamento sostanziale:

Ascoltate il buon pastore

Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore. Il mercenario, che non è pastore e al quale non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga (e il lupo le rapisce e le disperde), perché è mercenario e non si cura delle pecore. Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me, come il Padre mi conosce e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. Ho anche altre pecore, che non sono di quest’ovile; anche quelle devo raccogliere, ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore. (Giovanni 10:11-16)

Chi cerchi?

Il racconto di Giovanni, che leggeremo, appare piuttosto coerente con gli altri racconti del mattino di Pasqua. Ricordando che ci sono testimoni differenti che riportano gli avvenimenti.

Dopo che sono andate via le donne e i discepoli perplessi dinnanzi alla tomba vuota, Maria Maddalena o di Magdala rimane a piangere presso il sepolcro vuoto.

Basta rivolgersi a Cristo

In un episodio di Numeri bastava guardare il serpente di rame innalzato da Mosè nel deserto per essere liberati dalla morte per il veleno. E questo non per un valore dell’effige del serpente, ma perché in quel modo ci si affidava e si dava fiducia interamente in Dio. Gesù usa quel testo di Numeri per parlare di sé (definendosi Figlio dell’uomo) e della sua crocifissione (equiparata all’innalzamento) per la nostra salvezza.