Teologia

Quale versetto per "Scienza e fede"?

«I miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie», dice il Signore. «Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri. (Isaia 55:8-9)

Il brano di Isaia parla dell’intervento benigno di Dio, che infine darà gioia. Eppure la sua azione positiva sembra tardare a chi ascolta il profeta, e a loro attraverso il profeta il Signore dice:

La figura di Giuseppe

La figura di Giuseppe è molto importante, ma un po’ trascurata. L’evangelista Matteo ce ne parla nei racconti della nascita. Poi scompare, sarà già morto -pensano in molti- quando Gesù iniziava a predicare.

Per questo si era diffusa la credenza che fosse molto vecchio. A parte che descriverlo già vecchio, rispetto a Maria che è una ragazza che probabilmente oggi sarebbe minorenne, visto che si sposavano molto presto, apre ad una serie di ben poco edificanti riflessioni. A parte non considerare l’alta mortalità dei tempi antichi. Però nella Bibbia, nella Scrittura, non c’è assolutamente niente di tutto questo, anzi c’è un testo come questo che ce lo presenta come un uomo giusto, cioè un uomo timorato di Dio e che seguiva la legge del Signore.

Perché una grande gioia

Nel racconto della nascita di Gesù, ai pastori viene annunciata una grande gioia. E la gioia è uno dei temi, se non il tema del NataleTraccia della predicazione del Natale 2013.

Cosa sia questa grande gioia lo si capisce da tutto ciò che farà Gesù in seguito, e l’apostolo Paolo lo riassume così nella lettera a Tito.

Ma quando la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore per gli uomini sono stati manifestati, egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, mediante il bagno della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo, che egli ha sparso abbondantemente su di noi per mezzo di Cristo Gesù, nostro Salvatore, affinché, giustificati dalla sua grazia, diventasSimo, in speranza, eredi della vita eterna. (Tito 3:4-7)

Vallo a spiegare

La mia dotta interlocutrice, italiana di cultura cattolica, ma che si era definita esplicitamente atea, si disse preoccupata da papa Francesco. «Perché -mi spiegava- sta facendo diminuire il potere della Chiesa Cattolica, portandola anche simbolicamente più vicino alla gente, con quelle telefonate dirette, con quell’intervenire sulla Banca vaticana…»

Cercai di obiettare, da evangelico, che il potere politico ed economico non era una delle caratteristiche fondamentali della chiesa, anzi… Ma fui subito interrotto. «Questi protestanti si sono divisi in mille chiese, tutti conoscono chi è il Papa, ma nessuno sa chi è il capo dei riformati o dei luterani, solo la Chiesa Cattolica regge nei secoli…»

Nel giardino

Dio il SIGNORE prese dunque l’uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo lavorasse e lo custodisse. Dio il SIGNORE ordinò all’uomo: «Mangia pure da ogni albero del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai». (…) Il serpente era il più astuto di tutti gli animali dei campi che Dio il SIGNORE aveva fatti. Esso disse alla donna: «Come! Dio vi ha detto di non mangiare da nessun albero del giardino?» La donna rispose al serpente: «Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; ma del frutto dell’albero che è in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete”». Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto; ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male». La donna osservò che l’albero era buono per nutrirsi, che era bello da vedere e che l’albero era desiderabile per acquistare conoscenza; prese del frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito, che era con lei, ed egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi ad entrambi e s’accorsero che erano nudi; unirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture. Genesi 2:15-17.3:1-11

Pessimisti?

Come cristiani siamo ottimisti o pessimisti?

Riguardo l’essere umano e l’umanità in genere, come cristiani (con una comprensione evangelica), si è assolutamente pessimisti, mentre si è totalmente ottimisti riguardo a Dio.

Non si attribuisce cioè un valore positivo all’azione umana in sé, il peccato, cioè la distanza da Dio in cui tutti vivono, inquina tutte le nostre azioni e la stessa natura.

Solo se interviene lo Spirito santo si potranno avere “buoni frutti”. E va detto subito che questo non significa che solo i cristiani producono qualcosa di buono, lo Spirito infatti si prende cura dell’umanità e fa in modo che questa non scompaia, muovendo tante persone in tutto il mondo, in molteplici situazioni.

Chiesa plurale

Al tempo della Riforma ci fu una divisione fra le chiese riformate e le chiese anabattiste. Questa divisione portò anche a conseguenze tragiche, nel quadro di intolleranza del periodo.

Ancora oggi però sono validi i motivi teologici di quella divisione, che percorre le chiese evangeliche, alle volte trasversalmente. Spesso si dice ci siano posizioni liberali o conservatrici, ma non è questo il punto. Il punto è se si pensa che la chiesa debba essere plurale o uniforme.

Dibattito scarso su Le Scienze

“Le Scienze” autorevole rivista italiana di divulgazione scientifica e versione italiana di “Scientific American”, ha pubblicato nel numero di settembre 2007 un articolo dal titolo “Scienza e fede”. Devo dire che mi ha deluso. Intanto la redazione nella sua presentazione del dibattito fra i due autori: L. M. Krauss e R. Dawkins, fa capire che l’obiettivo del dibattito è “rispondere alle minacce alla ricerca scientifica” e che l’argomento è lo “scontro fra scienza e religione”, poi sembra che i due autori abbiano in mente solo creazionisti e terroristi islamici. Mi domando allora come possano dire qualcosa di valido se non definiscono di che religione parlano, ed in più mi sembra che il titolo: Scienza e fede, sia sbagliato.