Studio-Biblico

Pandemia e teologia

Qui trovate una rielaborazione della traccia del mio intervento al Sinodo CERT del 29 maggio 2021.

Introduzione#

L’approccio teologico, anzi di fede, delle chiese alla pandemia mi ha un poco sorpreso.

Intanto, si sapeva già da anni del pericolo della pandemia, non solo a livello federale (come rivelato dall’NZZ i servizi segreti da anni l’avevano messa in conto come probabile minaccia alla nazione), ma anche come persone informate: c’erano e ci sono tutti i progetti per l’ebola (si legga ad esempio: Maurizio Barbeschi, Fare i conti con l’ignoto, Mondadori 2016), per non parlare della aviaria e della suina da cui ci eravamo salvati. Anzi si può dire che soprattutto l’aviaria ne era stata la prova generale avevamo già imparato a starnutire nel gomito e alle precauzioni ad entrare nelle case anzieni. Però, al giungere della pandemia si è risposto come se fosse un avvenimento del tutto imprevedibile. E quindi di conseguenza come se, come chiese, dovessimo dire qualcosa di clamoroso, dare un’interpretazione di fede e teologica di un fenomeno così normale, in mondo così connesso. (Che ci insegni molto del nostro rapporto con la natura o della complessa interdipendenza del nostro mondo è interessante ma solo in parte “teologico”).

Gedeone

Traccia per uno studio biblico. I testi che riguardano Gedeone si trovano nel libro detto dei Giudici dal sesto all’ottavo capitolo.

Il libro dei Giudici narra episodi del tempo biblico fra Giosuè, con l’insediamento nella Terra promessa e i fatti che portano alla monarchia con i libri di Samuele. È un periodo lungo, gli studiosi lo situano dal 1200 quasi all’anno 1000 a. C.. In questo periodo le 12 tribù d’Israele non hanno un governo centrale e quindi quando ci sono attacchi dei nemici reagiscono eleggendo un “ giudice” per quei momenti di difficoltà.

Bellezza e Scrittura

Il tema di una mia conferenza per la Colazione ecumenica a Bellinzona e poi per il Centro Evangelico di Cultura di Sondrio, " Bellezza e Scrittura", non è affatto curioso o superficiale, anzi è un tema nient’affatto neutro, tagliente si potrebbe dire, o che imposta la nostra visione della vita cristiana. Qui trovate l’audio di una conferenza del 21 febbraio 2020.

Le beatitudini (Matteo 5:1-12)

Le beatitudini sono uno dei testi più noti dell’evangelo di Matteo. In Matteo questo è il discorso inaugurale di Gesù, dunque quello che dà il tono e la giusta interpretazione a ciò che succede dopo.

Per alcuni commentatori le beatitudini vanno intese come un testo messianico. “ Le beatitudini disegnano i tratti di una figura ideale, quella di Gesù Cristo.” E quindi divengono i tratti del discepolo, come esempio del suo maestro. Le varie categorie di beati sono chiarite riferendosi dalla vita stessa di Gesù (e dunque dall’intero evangelo).

Magi, maghi...

39a050d443c8cc1ce79a08ee4ff1398e.png

C’è un unico testo che parla dei magi, che trovate qui in fondo. Non è detto siano tre e siano re. Infatti tutte le altre informazioni si sono aggiunte nel tempo, o sono inventate o elaborate a partire da testi come quello di Isaia 60:6.

C’è però una forza speciale in questo testo oltre il racconto tradizionale. Ci sono persone di altre nazioni, astrologi per giunta, di un’altra religione che giungono da Gesù.