Meditazione

Nessun vanto, ma salvi

https://youtu.be/vQTvN7OPop4

La comunità di Corinto a cui l’apostolo Paolo scrive è attratta da eloquenti predicatori e da teorie filosofiche, che quelli presentano come potenti e salvifiche. Paolo ribadisce invece che lui ha predicato per la salvezza sempre e solo la croce di Gesù Cristo.

La croce è invece giudicata dal mondo una pazzia per la sua debolezza.

(Versione audio)

La pazzia di Dio è più saggia degli uomini e la debolezza di Dio è più forte degli uomini.

Il cuore reso saldo dalla grazia

(La predicazione per inizio anno 2024)

Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno.

Non vi lasciate trasportare qua e là da diversi e strani insegnamenti; perché è bene che il cuore sia reso saldo dalla grazia

Ebrei 13:8-9

(Versione audio)

Questi versetti ribadiscono che Gesù Cristo è sempre lo stesso, anche se dinnanzi ai cambiamenti del mondo e della nostra vita possiamo essere in ansia e arrivare a dubitare di Lui come Salvatore, ma è l’annuncio della grazia di Dio che ci rende saldi, e non altri insegnamenti.

Liberati dagli elementi del mondo e resi figli

https://youtu.be/c2a1PaUzegM

Io dico: finché l’erede è minorenne, non differisce in nulla dal servo, benché sia padrone di tutto; ma è sotto tutori e amministratori fino al tempo prestabilito dal padre. Così anche noi, quando eravamo bambini, eravamo tenuti in schiavitù dagli elementi del mondo; ma quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l’adozione. E, perché siete figli, Dio ha mandato lo Spirito del Figlio suo nei nostri cuori, che grida: «Abbà, Padre». Così tu non sei più servo, ma figlio; e se sei figlio, sei anche erede per grazia di Dio.

O mio cuor non dubitare

https://youtu.be/jMXa_5b-n0Y

Personaggio sempre presente in periodo d’Avvento è un altro profeta, il precursore, il preparatore della strada al Gesù Cristo che arriva: Giovanni il Battista, il battezzatore. Eppure, anche Giovanni, solo e in prigione, in quelle buie buche che erano le prigioni di allora, che presto sarà ucciso dal boia, si domanda se Gesù fosse proprio Colui che si doveva aspettare.

Giovanni, avendo nella prigione udito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli: «Sei tu colui che deve venire, o dobbiamo aspettare un altro?»

Gloria e luce

(Messaggio alla Scuola domenicale dopo la loro recita il 10.12.2023)

https://youtu.be/UmUDDh8INTM

(Versione audio)

La luce ha una grande importanza nell’annuncio cristiano, ed è sempre positiva. Pensate, ad esempio, alla notte di Natale. Già è proprio la festa delle luci che ci avete ricordato.

Allora la notte in cui nacque Gesù, si racconta che non c’era posto nell’albergo e quindi Gesù appena nato viene messo in una mangiatoia. Cioè dove si mette il fieno per le mucche o le pecore, viene adagiato il piccolissimo bambino, perché non c’è culla o lettino e nemmeno un vero letto. Il re dei re, arriva precario e povero.

Il Re di gloria

https://youtu.be/sW1-uhtixes

Già i primi cristiani leggevano il Salmo 24 riferendolo al nostro Signore Gesù Cristo.

Al SIGNORE appartiene la terra e tutto quel che è in essa, il mondo e i suoi abitanti. Poiché egli l’ha fondata sui mari e l’ha stabilita sui fiumi.

Chi salirà al monte del SIGNORE? Chi potrà stare nel suo luogo santo? L’uomo innocente di mani e puro di cuore, che non eleva l’animo a vanità e non giura con il proposito di ingannare. Egli riceverà benedizione dal SIGNORE, giustizia dal Dio della sua salvezza. Tale è la generazione di quelli che lo cercano, di quelli che cercano il tuo volto, o Dio di Giacobbe. [Pausa]

Gesù si identifica con gli umili

https://youtu.be/d5jHumJj264

«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti gli angeli, prenderà posto sul suo trono glorioso. E tutte le genti saranno riunite davanti a lui ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri; e metterà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.

Allora il re dirà a quelli della sua destra: “Venite, voi, i benedetti del Padre mio; ereditate il regno che v’è stato preparato fin dalla fondazione del mondo. Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? O nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto ammalato o in prigione e siamo venuti a trovarti?” E il re risponderà loro: “In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me”.

Speranza costruttiva

https://youtu.be/SfZ0XSlIMfM

Per il tempo liturgico degli “ultimi tempi”, abbiamo un brano dell’apostolo Paolo che è apocalittico, sia pure in modo più sobrio rispetto ad altri.

(Versione audio)

L’apocalittica ebraica di quel tempo, da cui deriva quella cristiana, era un genere letterario, un modo di annunciare che il futuro è nelle mani di Dio, che infine trionferà glorificando con sé anche chi crede, così da fortificare i credenti smarriti dinnanzi alla tristezza e agli orrori del mondo. Spesso c’erano immagini tenebrose, paurose, ma che riguardavano il presente o il prossimo futuro, che effettivamente era così, ma c’era una grande e assoluta luce e speranza per l’avvenire assicurato da Dio.

Non aspettare, la salvezza è adesso

https://youtu.be/2czskCAFo8c

Dopo queste cose ci fu una festa dei Giudei, e Gesù salì a Gerusalemme. Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, c’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici. Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici [, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua, perché un angelo, in determinati momenti, scendeva nella vasca e agitava l’acqua; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata, era guarito di qualunque malattia fosse colpito].

Guardare a Gesù Cristo

La storia del serpente innalzato nel deserto assomiglia un po’ ai portafortuna, agli oggetti scaramantici, agli Schützengel. Gli assomiglia con una differenza, nel racconto di Numeri, infatti, non è tanto l’oggetto in sé ad avere valore, quanto la fiducia che si ripone in Dio, in quel momento, guardando all’oggetto, in realtà ci si affida del tutto nelle mani di Dio.

Come sappiamo però amuleti e oggetti portafortuna sono presenti in tutte le culture e dunque anche al giorno d’oggi, fra di noi. Il perché è ovvio. La vita scorre placida e tranquilla chissà per quanto tempo, basta poco però per farsi male o anche per perdere la vita. E non è sempre questione di disattenzione, ma di una serie di circostanze che ignoriamo, di coincidenze imprevedibili, o anche di colpa umana.