«Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini.
Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può essere nascosta, e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.
Meditazione
...e continuò il suo viaggio tutto allegro
Nel libro degli Atti si vede come l’annuncio dell’evangelo si diffonda a poco a poco oltre le ristretta cerchia dei primi discepoli. Qui c’è un etiope, che nell’idea popolare di allora viveva ai confini della terra. Eppure anch’egli è raggiunto dal Signore.
Un angelo del Signore parlò a Filippo così: «Àlzati e va’ verso mezzogiorno, sulla via che da Gerusalemme scende a Gaza. Essa è una strada deserta». Egli si alzò e partì. Ed ecco un Etiope, eunuco e ministro di Candace, regina di Etiopia, sovrintendente a tutti i tesori di lei, era venuto a Gerusalemme per adorare, e ora facendo ritorno, seduto sul suo carro, stava leggendo il profeta Isaia. Lo Spirito disse a Filippo: «Avvicìnati e raggiungi quel carro». Filippo accorse, udì che quell’uomo leggeva il profeta Isaia e gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?» Quegli rispose: «E come potrei, se nessuno mi guida?» E invitò Filippo a salire e a sedersi accanto a lui. Or il passo della Scrittura che stava leggendo era questo:
La vita come ringraziamento
Acclamate Dio, voi tutti, abitanti della terra! Cantate la gloria del suo nome, onoratelo con la vostra lode!
Dite a Dio: «Come son tremende le opere tue! Per la grandezza della tua potenza i tuoi nemici ti aduleranno. Tutta la terra si prostrerà davanti a te e canterà a te, canterà al tuo nome».
Salmo 66:1-4
Il salmo, di cui abbiamo letto i primi quattro versetti, è composto di varie parti.
Il perdono misericordioso
Il libro del profeta Michea parla dell’ingiustizia che regna in tutte le fasce della popolazione sia in Israele, il regno del Nord, sia in Giuda, quello del Sud.
L’ingiustizia che regna indisturbata ha infranto l’alleanza con il Signore. E per questo, come altri profeti del tempo, annuncia distruzione e morte ed esilio.
Nel capitolo conclusivo, però, dopo una descrizione angosciante in cui non ci si può fidare di nessuno, in cui tutti cercano di rubare e imbrogliare, passa al rifugiarsi verso Dio e si apre alla speranza, confidando nella misericordia del Signore, che porterà salvezza.
Né stranieri, né ospiti
Nella lettera agli Efesini, l’apostolo Paolo scrive a cristiani che sono in massima parte pagani, convertiti al cristianesimo. I primi cristiani erano infatti tutti ebrei, solo in un secondo momento si aggiungono loro cristiani di origine pagana. Questo a quel tempo creò domande, discussioni e divisioni . In particolare quale dovesse essere il rapporto fra ebrei e non.
L’apostolo afferma che il Cristo venne con un evangelo di pace, pace con Dio, sia per i lontani pagani sia per i vicini ebrei (che comunque ne avevano bisogno). In questo i due gruppi sono collegati grazie al medesimo Spirito ricevuto. Ciò definì la Chiesa come un unico organismo senza differenze etniche o nazionali. Dunque scrive a loro e anche a noi…
Per la tua luce
O SIGNORE, tu soccorri uomini e bestie.
O Dio, com’è preziosa la tua benevolenza! Perciò i figli degli uomini cercano rifugio all’ombra delle tue ali, si saziano dell’abbondanza della tua casa e tu li disseti al torrente delle tue delizie.
Poiché in te è la fonte della vita e per la tua luce noi vediamo la luce.
Salmo 36:6-9
Nella nostra traduzioni si noti: “bestie”, perché il termine originale si riferisce agli animali ma anche quelli selvatici o quelli che non consideriamo positivamente da un punto di vista umano. Fa risaltare dunque che la provvidenza del Signore dunque si estende a tutto il Creato e a tutte le creature.
Chi ascoltare?
La profezia di Geremia è strettamente collegata alla situazione politica, economica e sociale dei suoi tempi. In particolare, c’era un’ideologia legata alla monarchia e al Tempio di Gerusalemme, che affermava che le promesse del Signore assicuravano per sempre la vita e la presenza del Tempio in Gerusalemme e quindi della monarchia che era ad esso associata. Queste promesse erano ritenute valide in qualunque situazione.
Geremia invece richiama l’attenzione che le promesse erano legate al Patto del Sinai e quindi al restare fedeli a quel patto. Quindi a perseguire la giustizia in pubblico e in privato. E proprio per la loro ingiustizia diffusa annuncia la distruzione di quello Stato corrotto.
Anche se ... Tu lo puoi!
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La Bibbia è scritta con tanti stili e generi differenti: poesie, storia, genealogie, canzoni… nel libro del profeta Ezechiele troviamo un testo che sembra un po’ del genere horror, ma che anche per questo riumane impresso!
Ezechiele 37:1-12 La mano del SIGNORE fu sopra di me, e il SIGNORE mi trasportò mediante lo Spirito e mi depose in mezzo a una valle piena d’ossa. Mi fece passare presso di esse, tutto attorno; ecco, erano numerosissime sulla superficie della valle, ed erano anche molto secche.
Guidati e protetti nella vita
Il testo della predicazione di oggi, è costituito da due versetti che sono nella I lettera di Pietro, alla conclusione di un brano che parla della sofferenza che si patisce ad essere schiavi. Allora schiavi non era un modo di dire, ma era in senso proprio. Il sopportare la sofferenza senza fare il male, veniva indicata seguendo l’esempio di Cristo. E subito l’apostolo non può che aggiungere che per questo è divenuto nostro Salvatore. Dunque questi versetti hanno evidentemente portata generale.
Essere beati o avere false certezze
Episodio classico, per la domenica dopo Pasqua, è quello di Tommaso.
Ora Tommaso, detto Didimo, uno dei dodici, non era con loro quando venne Gesù. Gli altri discepoli dunque gli dissero: «Abbiamo visto il Signore!» Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò». Otto giorni dopo i suoi discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!» Poi disse a Tommaso: «Porgi qua il dito e guarda le mie mani; porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente». Tommaso gli rispose: «Signore mio e Dio mio!» Gesù gli disse: «Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!»