Meditazione

Rallegratevi

Prima di Natale la gioia sembra un dovere, almeno per la pubblicità. Però alle volte non abbiamo proprio la forza di rallegrarci. Eppure l’apostolo Paolo ce lo ordina!? Infatti la gioia è la base costante della vita cristiana.

Rallegratevi sempre nel Signore. Ripeto: rallegratevi. La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino. Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù. (Filippesi 4:4-7)

Dio nella mia vita

Dio era nella mia vita ed io non lo sapevo! Ovvero Il sogno di Giacobbe

Il viaggiare è un’immagine usata spesso per parlare della vita. Magari non si attraversano tanti paesi, ma invece epoche, differenti fasi dell’esistenza, fatti ed emozioni.

In questo viaggiare ci sono delle cose che impariamo, che ci arricchiscono o ci fanno felici, altre che invece ci rattristano e ci preoccupano. Allora spesso la nostra vita scorre con l’ansia di quello che avverrà.

I Magi

Ci sono tante cose che si raccontano sui magi. Si racconta che fossero re, si dice che erano tre. Quasi tutti ne conoscono i nomi e si racconta da dove venivano e quale fosse il colore della loro pelle. Ma di tutto questo non c’è traccia nella storia biblica. Sono tutte cose aggiunte a posteriori. L’unico testo biblico che ne parla infatti, nel vangelo di Matteo, dice così:

Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all’epoca del re Erode. Dei magi d’Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo». Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informò da loro dove il Cristo doveva nascere. Essi gli dissero: «In Betlemme di Giudea; poiché così è stato scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele”». Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s’informò esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparsa; e, mandandoli a Betlemme, disse loro: «Andate e chiedete informazioni precise sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, affinché anch’io vada ad adorarlo». Essi dunque, udito il re, partirono; e la stella, che avevano vista in Oriente, andava davanti a loro finché, giunta al luogo dov’era il bambino, vi si fermò sopra. Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono; e, aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra. Poi, avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, tornarono al loro paese per un’altra via. (Matteo 2:1-12)

Il Liberatore

I dieci comandamenti non sono in un libro staccato da altri, in un codice a parte, ma la legge è riportata all’interno della Storia. Viene da Dio, ma in mezzo alla storia umana. L’inizio del brano dei 10 comandamenti è infatti più che significativo:

Allora Dio pronunziò tutte queste parole: «Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù. (Esodo 20:1)

Sperare nella difficoltà

Può venire qualcosa di incoraggiante da un libretto che si chiama “Lamentazioni”? Se è nella Bibbia, come lo è, ci dà un grande incoraggiamento.

Il testo del piccolo libro delle Lamentazioni, nell’Antico Testamento, scritto nel primo tempo dell’esilio, è tutto centrato sulla sconfitta, sulla deportazione, sul quel momento tragico che viveva il popolo di Israele. È un testo quindi fortemente legato al quel periodo, ma che ci parla però in ogni momento in cui siamo nell’afflizione o nella tristezza. Ad un certo punto, ad esempio, dice:

Una base solida

Lo scritto, che tradizionalmente è detto “lettera agli Ebrei”, di cui non conosciamo né l’autore, né la chiesa a cui era indirizzato, sembra parlare ad una chiesa disorientata da «diversi e strani insegnamenti», cose che sente dire in giro e che vive nel quotidiano. Di fronte a questa situazione l’autore le rivolge un forte e grande annuncio su Gesù Cristo, e verso la fine scrive:

Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno. Non vi lasciate trasportare qua e là da diversi e strani insegnamenti; perché è bene che il cuore sia reso saldo dalla grazia (Ebrei 13:8-9b)

Abbiamo tanti talenti

https://youtu.be/Eud_tFbyYhI

Un talento era al tempo di Gesù una grossa somma di denaro, che si pensa corrispondesse grosso modo ad un anno di salario. Ovviamente, dato che è una parabola abbiamo un messaggio che ci giunge attraverso un racconto, ma è subito chiaro come il talento sia simbolico, indica tutte le capacità, le occasioni, e in questo anche i denari, che il Signore ci fa avere e ci chiede di mettere a frutto.

Abbiamo visto la stella

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Testo della mia predicazione per la Celebrazione ecumenica del 18 gennaio 2022 ore 17:30 nella Collegiata di Bellinzona in occasione delle Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2022

Nel capitolo 2 dell’evengelo di Matteo, compaiono dei personaggi, i magi, che sono un po’ misteriosi in quanto poi non se ne parla più. Ecco allora il testo (che nella traduzione in lingua corrente sono definiti uomini sapienti).

Gesù nacque a Betlemme, una città nella regione della Giudea, al tempo del re Erode. Dopo la sua nascita, arrivarono a Gerusalemme alcuni uomini sapienti che venivano dall’oriente e domandarono: «Dove si trova quel bambino, nato da poco, il re dei Giudei? In oriente abbiamo visto apparire la sua stella e siamo venuti qui per onorarlo».

Amore perfetto???

Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.

In questo si è manifestato per noi l’amore di Dio: che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo affinché, per mezzo di lui, vivessimo. In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che egli ha amato noi, e ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati.

Anche noi siamo inviati

Vi ricordo, fratelli, il vangelo che vi ho annunciato, che voi avete anche ricevuto, nel quale state anche saldi, mediante il quale siete salvati, purché lo riteniate quale ve l’ho annunciato; a meno che non abbiate creduto invano.

Poiché vi ho prima di tutto trasmesso, come l’ho ricevuto anch’io, che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che è stato risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve a Cefa, poi ai dodici. Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. Poi apparve a Giacomo, poi a tutti gli apostoli; e, ultimo di tutti, apparve anche a me, come all’aborto; perché io sono il minimo degli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la chiesa di Dio.