Meditazione

Tentati che tentano

Quando leggiamo le tentazioni di Gesù, ad esempio in Matteo 4, possiamo pensare che siano tentazioni che non ci riguardano. Ma nella loro essenza parlano anche di noi.

La prima, del trasformare pietre in pani, ci dice che lo sperimentare la fame o aver paura della fame, ci tenta nel cercare di trasgredire la legge, o ci induce a accaparrare, cosa che si trasforma presto in avidità. È il “tengo famiglia” che tutto sembra giustificare, è il non concedere niente del primo mondo verso il terzo.

Soccorsi

C’è un periodo problematico nell’attività missionaria di Paolo e i suoi. Non erano riusciti ad andare dove volevano, sembrava impedito loro di poter proclamare l’evangelo e di proseguire la loro attività. Poi ecco la visione di un macedone che li convince che Dio li voleva in Macedonia.

Paolo ebbe durante la notte una visione: un macedone gli stava davanti, e lo pregava dicendo: «Passa in Macedonia e soccorrici».
Appena ebbe avuta quella visione, cercammo subito di partire per la Macedonia, convinti che Dio ci aveva chiamati là, ad annunziare loro il vangelo.

In ogni tempo

La società in cui viveva la chiesa cui è scritta la lettera agli Ebrei assomiglia per certi versi alla nostra. Molte le credenze e i culti che circolavano in una globalizzazione non solo delle merci, ma anche delle idee e delle religioni. In più, quando si parla di pratiche relative a vivande, alcuni in queste chiese sembrano ritornare a vecchie pratiche rituali.

Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno.

Sempre la giustizia

Nel libro di Isaia, il profeta parla in vari brani di un servo del Signore. O servo dell’Eterno nella precedente traduzione.

Questo personaggio misterioso, probabilmente anche per gli stessi contemporanei del profeta, per i cristiani è Gesù Cristo stesso, perché Gesù Cristo stesso vi si è identificato, e anche per altre corrispondenze bibliche.

Ad esempio, nell’inizio del primo dei passi sul servo del Signore, che leggiamo adesso, Dio dice che si compiace in lui, come Dio stesso dice nel momento del batteSimo di Gesù, come anche dice nel momento del batteSimo che manderà il suo Spirito su di lui.

La figura di Giuseppe

La figura di Giuseppe è molto importante, ma un po’ trascurata. L’evangelista Matteo ce ne parla nei racconti della nascita. Poi scompare, sarà già morto -pensano in molti- quando Gesù iniziava a predicare.

Per questo si era diffusa la credenza che fosse molto vecchio. A parte che descriverlo già vecchio, rispetto a Maria che è una ragazza che probabilmente oggi sarebbe minorenne, visto che si sposavano molto presto, apre ad una serie di ben poco edificanti riflessioni. A parte non considerare l’alta mortalità dei tempi antichi. Però nella Bibbia, nella Scrittura, non c’è assolutamente niente di tutto questo, anzi c’è un testo come questo che ce lo presenta come un uomo giusto, cioè un uomo timorato di Dio e che seguiva la legge del Signore.

Perché una grande gioia

Nel racconto della nascita di Gesù, ai pastori viene annunciata una grande gioia. E la gioia è uno dei temi, se non il tema del NataleTraccia della predicazione del Natale 2013.

Cosa sia questa grande gioia lo si capisce da tutto ciò che farà Gesù in seguito, e l’apostolo Paolo lo riassume così nella lettera a Tito.

Ma quando la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore per gli uomini sono stati manifestati, egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, mediante il bagno della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo, che egli ha sparso abbondantemente su di noi per mezzo di Cristo Gesù, nostro Salvatore, affinché, giustificati dalla sua grazia, diventasSimo, in speranza, eredi della vita eterna. (Tito 3:4-7)

La speranza in noi

L’apostolo Pietro invita a glorificare Dio in ogni tempo e situazione. E non lo dice ad alcuni che stanno pacifici e soddisfatti, ma lo scrive a dei cristiani che sono in difficoltà per la persecuzione, e non si limita a questo, infatti scrive:

Glorificate il Cristo come Signore nei vostri cuori. Siate sempre pronti a render conto della speranza che è in voi a tutti quelli che vi chiedono spiegazioni. Ma fatelo con mansuetudine e rispetto, e avendo la coscienza pulita (I Pietro 3:15-16a)

Ricordati di me

Il testo che parla dei due cosiddetti ladroni crocifissi accanto a Gesù, è un testo di passione e se lo leggiamo sotto Pasqua siamo concentrati sul sacrificio di Gesù, in altra parte dell’anno possiamo considerare di più uno dei malfattori che sono crocifissi a suo fianco.

Il popolo stava a guardare. E anche i magistrati si beffavano di lui, dicendo: «Ha salvato altri, salvi sé stesso, se è il Cristo, l’Eletto di Dio!» Pure i soldati lo schernivano, accostandosi, presentandogli dell’aceto e dicendo: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso!» Vi era anche questa iscrizione sopra il suo capo: QUESTO È IL RE DEI GIUDEI. Uno dei malfattori appesi lo insultava, dicendo: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!» Ma l’altro lo rimproverava, dicendo: «Non hai nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio? Per noi è giusto, perché riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni; ma questi non ha fatto nulla di male». E diceva: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno!» Gesù gli disse: «Io ti dico in verità che oggi tu sarai con me in paradiso». (Luca 23:35-43)

Il fondamento

L’apostolo Paolo, parlando della sua attività di annuncio dell’evangelo dice che egli ha posto un fondamento attraverso la sua predicazione per la vita di quella chiesa e delle persone che ne fanno parte. Ed aggiunge:

Nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù. (I Corinzi 3:11)

Il fondamento della chiesa cristiana e il fondamento della vita del cristiano deve essere Gesù Cristo. Nel senso che per essere cristiani non si può cambiare questo fondamento, e non si può aggiungere altre fondamenta, ma Gesù Cristo è la base.

Qualcosa da grandi

Portavano a Gesù anche i bambini, perché li toccasse; ma i discepoli, vedendo, li sgridavano. Allora Gesù li chiamò a sé e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me, e non glielo vietate, perché il regno di Dio è per chi assomiglia a loro. In verità vi dico: chiunque non accoglierà il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà affatto». (Luca 18:15-17)

L’intenzione Chi porta i bambini da Gesù non è specificato, perché è ovvio che saranno stati i genitori o i parenti. Fanno questa azione di portargli i bambini perché, come tutti i genitori vogliono il meglio per i loro figli, vogliano che stiano bene, e considerando Gesù un personaggio venuto da Dio, gli portano i bambini perché li benedica.