Meditazione

Conoscere Cristo vivendo

Come probabilmente sapete, l’apostolo Paolo prima di convertirsi a Cristo era stato un pio e zelante fariseo. Uno fiero di seguire tutti quei precetti religiosi che rendevano sicuri di non aver bisogno di null’altro per la propria salvezza.

( Podcast)

Però dopo la conversione giudica inutile, anzi dannosa, quel tipo di religiosità. Scrive allora ai cristiani che sono a Filippi questo brano (Filippi 3:7-14), che leggerò e commenterò un versetto alla volta.

Sete del senso della vita

Come la cerva desidera i corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio. (Salmo 42:1)

I pensatori moderni si sono confrontati con la mancanza del senso di esistere nelle persone contemporanee. E se il motivo dell’insoddisfazione esistenziale umana, fosse in realtà in fondo semplicemente la sete di conoscere il Signore, nostro Creatore?

È quello che questo il salmo ci svela. E nella Scrittura troviamo spesso questo tema profondo. I testi parlano con parole come vera vita, vita eterna fin d’ora, conoscenza vitale, nel mondo parliamo invece di disagio, di insoddisfazione, di non concludere nulla…

Manna

E il Signore disse a Mosè: «Io ho udito i mormorii dei figli d’Israele; parla loro così: “Al tramonto mangerete carne e domattina sarete saziati di pane; e conoscerete che io sono il Signore, il vostro Dio”».

La sera stessa arrivarono delle quaglie che ricoprirono il campo. La mattina c’era uno strato di rugiada intorno al campo; e quando lo strato di rugiada fu sparito, ecco sulla superficie del deserto una cosa minuta, tonda, minuta come brina sulla terra. I figli d’Israele, quando l’ebbero vista, si dissero l’un l’altro: «Che cos’è?» perché non sapevano che cosa fosse. Mosè disse loro: «Questo è il pane che il Signore vi dà da mangiare. Ecco quello che il Signore ha comandato: “Ognuno ne raccolga quanto gli basta per il suo nutrimento: un omer a testa, secondo il numero delle persone che vivono con voi; ognuno ne prenda per quelli che sono nella sua tenda”».

Ciò che è fondamentale nella vita

Il brano di Giovanni 6 vede Gesù in dialogo con una folla. Questa folla il giorno prima ha assistito alla moltiplicazione dei pani (e ne ha usufruito), e dunque non è lì per trovare Dio, ma per essere saziata. E forse, in generale, la gente è solo questo che vuole da Dio: essere saziata.

Cristiani come operai

Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.

Vedendo le folle, ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La mèsse è grande, ma pochi sono gli operai. Pregate dunque il Signore della mèsse che mandi degli operai nella sua mèsse». (Matteo 9:35-38)

Quasi inciampavo

Certo, Dio è buono verso Israele, verso quelli che sono puri di cuore.

Ma quasi inciamparono i miei piedi; poco mancò che i miei passi non scivolassero. Poiché invidiavo i prepotenti, vedendo la prosperità dei malvagi. (Salmo 73:1-3)

(Podcast)

I potenti di questo mondo si presentano spesso come i prescelti del Signore. Come ai tempi degli antichi despoti pagani, identificano il successo con il favore del Signore. E che triste è vedere che molti cristiani, che dovrebbero essere più consapevoli, sono invece accondiscendenti con i prepotenti del mondo. Si guarda ai potenti spesso con invidia, spesso si vorrebbe copiarli oppure ci si sente portati a comportarsi nello stesso modo. Ed ecco, che anche il salmista, che ricorda come il Signore sia buono, cioè intervenga a favore del popolo e di tutti quelli che lo cercano, quasi inciampa per la sua invidia, perché li vede prosperare.

Mai perfetti, però salvi

La prima lettera a Timoteo è una lettera che l’apostolo Paolo scrive al suo giovane collaboratore, per ribadire alcuni punti importanti per il suo lavorare in autonomia.

E nel passo che leggiamo Paolo riconsidera la sua vita e gli viene un ringraziamento al Signore, perché lo ha portato dal suo essere un persecutore dei cristiani al ricevere la sua grazia e il suo aiuto, che lo ha sempre fortificato. Così Paolo diviene un esempio per Timoteo e per tutti i cristiani.

Benedizione trinitaria

(Predicazione per la Domenica della Trinità 2025)

La II lettera ai Corinzi, è una lettera che parla ad una comunità fortemente divisa, a causa di molti problemi di fedeltà agli insegnamenti di Cristo, e termina con queste frasi (13:11-13):

Del resto, fratelli, rallegratevi, ricercate la perfezione, siate consolati, abbiate un medesimo sentimento, vivete in pace; e il Dio d’amore e di pace sarà con voi. Salutatevi gli uni gli altri con un santo bacio. Tutti i santi vi salutano.

Pentecoste 2025

(Nel culto si svolgevano anche le confermazioni)

A Pentecoste annunciamo, dunque, che lo Spirito santo è un dono per tutti i cristiani. E questo dono era già stato preannunciato da Gesù Cristo ai suoi discepoli per consolarli quando annunciò loro che sarebbe andato a morire. Essi infatti si sentivano abbandonati, indifesi e si preoccupavano di rimanere senza il loro maestro. Allora, Gesù Cristo fra l’altro li consolò con queste parole: