Può essere interessante leggere cosa avevano scritto al tempo dei 400 anni dall’inizio della Riforma. Ecco allora qui di seguito il messaggio “Per commemorare il IV° centenario della Riforma 31 ottobre 1917” da parte della Chiesa Cantonale dei Grigioni. Era un anno del tutto particolare, la prima guerra mondiale infuriava intorno alla Svizzera, e certo il testo non era di esultanza, ma di forte preoccupazione per la follia mondiale e di chiamata a riconoscere i propri errori.
Chiesa
Dimensione comunitaria
Viene detto da molti che la dimensione comunitaria è sempre più assente nella società, e dunque ovviamente anche nelle chiese, che della società sono parte. Non si dimentichi però che la dimensione comunitaria è propria dei cristiani, non si può dar la colpa alla società di qualcosa che è specificatamente, anche se non esclusivamente, cristiano. Se nella società la dimensione comunitaria è in declino è perché i cristiani non ve la sanno portare.
Fraternità indispensabile (Atti 2:42-47)
La prima chiesa cristiana era descritta dall’evangelista Luca in maniera forse troppo idilliaca, ma sicuramente la potenza dello Spirito alla Pentecoste aveva creato una comunità viva, coesa, fraterna…
Erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere. Ognuno era preso da timore; e molti prodigi e segni erano fatti dagli apostoli. Tutti quelli che credevano stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le proprietà e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli che venivano salvati. (Atti 2:42-47)
Guardando indietro
Negli anni ottanta non sembrava proprio possibile che l’apartheid potesse aver fine. E addirittura in maniera sostanzialmente pacifica.
I tanti discorsi celebrativi seguiti alla morte di Nelson Mandela, non so quanto hanno fatto capire, ai più giovani o a quelli che erano allora disinteressati, la dimensione sorprendente di ciò che è successo in Sudafrica sul finire del secolo.
E tutto questo è stato il risultato dell’azione politica in primo luogo del presidente Mandela, anche attraverso l’istituzione della “Commissione per la verità e la riconciliazione”. Infatti il grande capolavoro di Mandela non è stato resistere nella prigione e non venire meno alla lotta contro l’apartheid, ma una volta vinto il cercare con determinazione la riconciliazione attraverso un atteggiamento di perdono per ciò che era stato. Questo per fare del Sudafrica un unico grande paese, casa comune di tutti i suoi cittadini.
Vallo a spiegare
La mia dotta interlocutrice, italiana di cultura cattolica, ma che si era definita esplicitamente atea, si disse preoccupata da papa Francesco. «Perché -mi spiegava- sta facendo diminuire il potere della Chiesa Cattolica, portandola anche simbolicamente più vicino alla gente, con quelle telefonate dirette, con quell’intervenire sulla Banca vaticana…»
Cercai di obiettare, da evangelico, che il potere politico ed economico non era una delle caratteristiche fondamentali della chiesa, anzi… Ma fui subito interrotto. «Questi protestanti si sono divisi in mille chiese, tutti conoscono chi è il Papa, ma nessuno sa chi è il capo dei riformati o dei luterani, solo la Chiesa Cattolica regge nei secoli…»
Tesori della terra e diritti umani
Questo è il titolo della campagna 2011 di Pane per tutti - Sacrificio quaresimale. Il tema di quest’anno si concentra sulle ricchezze dell’Africa “nera” a confronto con la miseria delle popolazioni.
Come ogni anno con collette, minestre povere e vari iniziative si finanzieranno una serie di progetti di aiuto umanitario e per i diritti umani. Infatti l’aiuto umanitario non vuole essere una elemosina né assistenzialismo, ma prima di tutto una ricerca di maggiore giustizia. Con maggiore equità non ci sarebbero tante condizioni di miseria, ne è un esempio proprio la ricchezza mineraria dell’Africa a confronto con le condizioni miserevoli delle popolazioni che vivono proprio nelle zone di estrazione.
Ha senso continuare con l'ecumenismo?
In molti luoghi si svolgono in questo periodo gli incontri per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Si usa fissare l’inizio del movimento ecumenico nel 1910. Dopo 100 anni qual è il percorso fatto e quali sono le prospettive? Il movimento ecumenico si è fermato? Ha senso continuare?
In occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2010
Edimburgo e i missionari#
Premesse#
A partire dalla seconda metà dell’ottocento, si hanno una serie di iniziative che avvicinano chiese anglicane ed evangeliche fra loro, e altre che cominciano a porre l’attenzione ad una visione globale del cristianesimo. I mezzi di comunicazione fanno conoscere e venire in contatto cristiani di tradizioni e confessioni diverse. Questa serie di contatti e alcune iniziative di singoli farà da premessa alla nascita del movimento ecumenico.
Dio salvi l’Africa
In Senegal 1 kg di riso costava a marzo del 2007 l’equivalente di 22 centesimi di euro, oggi, a distanza di 14 mesi, circa 1 euro. Se ci pensate, basta questo dato a farci immaginare la situazione drammatica che stanno attraversando molti paesi dell’Africa e non solo. L’accresciuta importazione di Cina e India, una superficie pari alla Svizzera coltivata non più per scopo alimentare, ma per produrre etanolo, cause strutturali e politiche, stanno facendo lievitare i prezzi del pane quotidiano.
Chiesa plurale
Al tempo della Riforma ci fu una divisione fra le chiese riformate e le chiese anabattiste. Questa divisione portò anche a conseguenze tragiche, nel quadro di intolleranza del periodo.
Ancora oggi però sono validi i motivi teologici di quella divisione, che percorre le chiese evangeliche, alle volte trasversalmente. Spesso si dice ci siano posizioni liberali o conservatrici, ma non è questo il punto. Il punto è se si pensa che la chiesa debba essere plurale o uniforme.