Cambiamento climatico e Chiese 2

Ecco una seconda puntata sul tema: cambiamento climatico e Chiese.

Una delle questioni che si osserva nel negazionismo climatico di alcune chiese o singoli credenti è una tensione irrisolta rispetto alla scienza moderna: se ne usano tutti i ritrovati, ma si nega validità ad una sua parte.

Sto scrivendo un libro sul tema, ma qui mi limito a dire che pur essendoci stati scontri e lotte nel passato, fra fede e scienza, al nel presente considerando la scienza attuale, non c’è e non ci dovrebbe essere alcun motivo di contrasto, anche dal punto di vista biblico. Fede e scienza non solo si riferiscono a ambiti differenti e non si dovrebbero affatto negare a vicenda, ma anzi la scienza, quella vera, aiuta la fede.

Noi non viviamo però in un secolo scientifico, basti considerare tante idee stravaganti che si sentono in giro, ma comunque c’è un fascino per dire questo o quello è scientifico, ecco perché ci sono molte teorie pseudo-scientifiche.

Arriviamo allora alla scienza climatologica. Prima di tutto parliamo non di una teoria e nemmeno di una scienza umana, che magari hanno metodi solo in parte o per approssimazione scientifici, ma di una scienza multidisciplinare, che ha le sue basi nella fisica, nella chimica, nei modelli matematici e nelle osservazioni puntuali e ripetute nel tempo.

(Si veda ad esempio su Wikipedia)

Spesso gli argomenti negazionisti sono del tipo: “c’è uno scienziato di qualche branca qualsiasi, che dubita che il cambiamento climatico sia dovuto in gran parte alle emissioni dei cosiddetti gas serra”. E dunque si dice questa affermazione non è vera.

La scienza però porta sempre il dubbio con sé. Tutto, infatti, può essere messo in discussione con altre osservazioni. Gli scienziati di una disciplina hanno costruito nel tempo alcune pratiche, hanno validato teorie e modi di scoprire regolarità negli eventi che si osservano. E vivono in concorrenza per raggiungere risultati sempre più precisi. Ci sarà però sempre un elemento di dubbio. È significativo che si prenda quel margine di incertezza, tipico della scienza, per affermare con certezza qualcosa di contrario!

Seguendo questa logica, ad esempio, non si dovrebbero prendere gli antibiotici per guarire da una otite. E in fondo si dovrebbero negare le tante “leggi” scientifiche, perché tutte sono state scoperte con la stessa metodologia del dubbio, della misurabilità e delle controprove. E fanno parte di un unico complesso.

In effetti, alcuni credenti che negano il cambiamento climatico, fanno anche affermazioni assolute contro tante scoperte scientifiche. Non ci sarebbe nulla di male, se ciò non fosse basato su di un errore grossolano, quello di confondere la verità della fede con una verità scientifica. E di questo parlerò nella puntata successiva.

Infine, però, dinnanzi ad affermazione assolute nell’altro senso, bisogna dire che la scienza non decide, ma misura e prevede. Per questo non va neanche bene dire “lo dice la scienza” per presentare come inevitabile una certa politica. Serve il coraggio di assumersi la responsabilità, dopo aver compreso bene le questioni in gioco, grazie ai modelli scientifici. Sapendo che ci possono essere ricette differenti, da valutare senza essere assolutisti. Alla prossima puntata. Arrivederci.