Agenti di benedizione

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Le chiese cristiane sono spesso molto teoriche, non tanto teologiche, ma teoriche. Attente alla loro ortodossia, alle loro organizzazioni e procedure. E in effetti come evangelici, ad esempio, anche noi ci teniamo a che la Parola del Signore risuoni la più pura possibile, scaviamo in una esegesi approfondita, ma che a volte può non raggiungere chi ci ascolta.

Però ad Abramo, al capitolo 12 di Genesi, viene assicurato che “tu sarai fonte di benedizione” e aggiunto “in te saranno benedette tutte le famiglie della terra”. Ora come cristiani noi siamo associati a questa benedizione in Gesù Cristo. Il quale ci dice, in Matteo 5, che “siamo il sale e la luce di questa terra” per tutti gli esseri umani “affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.”

La domanda è quindi: le chiese come comunità e i singoli cristiane e cristiani si pongono l’obiettivo di essere agenti di benedizione. Come coloro che portano la Parola di grazia e di amore del Signore e Salvatore Gesù Cristo? Che fa risollevare le persone disperate che vediamo nella nostra epoca, anche se spesso cercano di non darlo a vedere di quanto lo siano?

Pensate a quante volte sarebbe più vero e utile, senza che ci affanniamo a precisare i contorni della Grazia oppure a cercare di apparire migliori oppure a voler essere quelli che hanno tutte le risposte e nessun dubbio, divenissimo invece agenti di benedizione: con una parola, un gesto, una presenza tranquilla, aperta, gioviale e gentile… ma vera.

Poi lo Spirito santo ci sosterrà e farà tutto ciò che deve e vuole. Possiamo essere con fiducia dunque agenti di benedizione.