Manna

E il Signore disse a Mosè: «Io ho udito i mormorii dei figli d’Israele; parla loro così: “Al tramonto mangerete carne e domattina sarete saziati di pane; e conoscerete che io sono il Signore, il vostro Dio”».

La sera stessa arrivarono delle quaglie che ricoprirono il campo. La mattina c’era uno strato di rugiada intorno al campo; e quando lo strato di rugiada fu sparito, ecco sulla superficie del deserto una cosa minuta, tonda, minuta come brina sulla terra. I figli d’Israele, quando l’ebbero vista, si dissero l’un l’altro: «Che cos’è?» perché non sapevano che cosa fosse. Mosè disse loro: «Questo è il pane che il Signore vi dà da mangiare. Ecco quello che il Signore ha comandato: “Ognuno ne raccolga quanto gli basta per il suo nutrimento: un omer a testa, secondo il numero delle persone che vivono con voi; ognuno ne prenda per quelli che sono nella sua tenda”».

I figli d’Israele fecero così, ne raccolsero gli uni più e gli altri meno. Lo misurarono con l’omer; chi ne aveva raccolto molto non ne ebbe in eccesso; e chi ne aveva raccolto poco non gliene mancava. Ognuno ne raccolse quanto gliene occorreva per il suo nutrimento. (Esodo 16:11-18)

Ho letto un tempo in un commentario che questo cibo così strano, come la manna, potesse attribuirsi a non so quale insetto che produceva una specie di miele. Interessante non è tanto la spiegazione diciamo razionale, ma l’esigenza di questa.

Mettiamo infatti il caso che nel deserto per un effetto del tutto naturale qualche pianta facesse frutti speciali in quel periodo dell’anno, ma il miracolo è che in quel momento di estremo bisogno il popolo di Israele trova da sfamarsi e attribuisce al Signore questo intervento. Ciò è miracoloso, non come avviene.

Cioè, che si guarisca per una medicina o per un motivo sconosciuto non cambia che sia il Signore, per il credente, ad essere benignamente intervenuto, quando invece il mondo si era accanito contro di noi. Osservate anche, per inciso, come se ne deve prendere solo il giusto che occorre per sé e la propria famiglia. La misura giusta per la vita.

L’indagine razionale, la negazione di un pensiero magico, spesso ha anche in maniera del tutto ingiustificata, eliminato il ringraziamento a Dio. Come se intelligenza umana e circostanze favorevoli, medicine e frutti della terra, non fossero doni che il Signore ci dà, per farci andare avanti in questa vita che –se no– sarebbe molto magra. A Dio, dunque, in ogni tempo sia la gloria. Amen