La vita come ringraziamento

Acclamate Dio, voi tutti, abitanti della terra! Cantate la gloria del suo nome, onoratelo con la vostra lode!

Dite a Dio: «Come son tremende le opere tue! Per la grandezza della tua potenza i tuoi nemici ti aduleranno. Tutta la terra si prostrerà davanti a te e canterà a te, canterà al tuo nome».

Salmo 66:1-4

Il salmo, di cui abbiamo letto i primi quattro versetti, è composto di varie parti.

1) La prima è questo invito globale ad acclamare Dio, su cui torniamo fra breve.

2) Poi c’è l’invito ad acclamarlo per il suo intervento nella storia, anzi per il suo dominio sulla storia sia per liberare il suo popolo, sia anche quando ne ha punito la sua l’infedeltà.

3) Infine c’è l’intervento personale rispetto al singolo, chi parla in questo salmo ci dice che: “Poiché l’ho invocato per il bene Egli è intervenuto. Perché il Signore ci ascolta”.

La lode, l’acclamazione non si ferma dunque solo al considerare la grandezza della Creazione, ma anche al suo intervento nella storia umana e personale.

Nella parte letta: notate che nella versione italiana c’é “come sono tremende le tue opere”. Certamente si potrebbe tradurre per estensione -come nella versione tedesca con wunderbar– quindi meravigliose, stupende. Però considerando la radice è più vicino a tremende, terribili e quindi maestose, venerabili.

Effettivamente il seguito ci fa vedere che tremende è una buona traduzione. Cioè il dominio del Signore è incontrastato ed interviene per il bene e contro il male (ed in effetti la liberazione dall’Egitto non è un bene per il Faraone, come anche l’esilio). Ed in maniera netta contro il male.

Ma oggi, tutto questo chi lo considera?

Ci sono quelli che pensano che Dio sia sempre buono con tutti e per tutto, che in fondo tutto gli va bene. Ma figuriamoci! Proprio grazie agli esempi biblici, sappiamo che bisogna stare attenti a questa idea malsana.

Altri invece lo pensano non interessato alla vicenda umana, magari un Creatore, ma chiuso nell’alto dei cieli. Invece, il Signore ascolta ed interviene. Ascolta le preghiere ed anche il grido di chi soffre l’ingiustizia. Ed interviene nella storia umana e personale. E questo è motivo di eterna lode, di acclamazioni e giustamente di canto. (Ringraziamo il coro che anche ci aiuta nel canto comunitario).

Noi siamo quindi la comunità di lode al Signore, questa comunità è la chiesa.

Nel Soli Deo Gloria della Riforma e biblico, però la dimensione della lode, il rendere lode al Signore, non è solo questione di canto, ma di tutta la vita. Se noi impostiamo la nostra esistenza come un modo di rendere lode al Signore, che è nostro Creatore e Salvatore e che ci dona una vita che è eternae che ama la giustizia, ecco che le priorità del vivere saranno differenti.

E non solo: una maggiore gioia e una nuova vitalità ci invaderà rendendo lode per tutte le cose belle della nostra vita e del nostro mondo.

Tutta la vita sia dunque un canto di gioia e ringraziamento al Signore. Amen


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