Caravaggio Cena in Emmausus

Caravaggio, Emmaus

Caravaggio dipinge in questo quadro il momento in cui i due discepoli che andavano a Emmaus, riconoscono il Cristo risorto:

Quando fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e lo diede loro. Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero (Luca 24:30-31)

I due discepoli, rassegnati e tristi, se ne vanno la sera di Pasqua da Gerusalemme per ritornare al loro paese. Sconfitti. Avevano tante speranze nel Cristo, ma ora le hanno perse. Gesù risorto però gli si affianca per via, predica loro e al momento del cenare in una locanda fa un gesto che i discepoli gli avevano già veduto fare tante volte: benedire il pane prima del pasto, e che significava l’annuncio di Gesù: sarò sempre con voi.

È quello che ricordiamo alla Santa Cena.

Caravaggio, ha rappresentato questo momento in modo mirabile e particolare, suscitando critiche come al solito.

Gesù sembra un giovane, perché Caravaggio pensa che con la resurrezione egli si presenti giovane. Noi certo non sappiamo proprio come possa essere, ma sappiamo che il corpo del Risorto è nuovo, è sempre Gesù, ma con un corpo glorioso, come si esprime l’apostolo Paolo. E dunque, volendo comunque rappresentarlo sulla tela, Caravaggio pensa ad un giovane Gesù.

I due discepoli, vestiti da poveri (altra critica a Caravaggio fu fatta ai suoi tempi per questo, ma al tempo di Gesù i discepoli ricchi non erano), sono rappresentati nel momento della massima sorpresa, perché finalmente lo hanno riconosciuto.

Invece l’oste sta lì senza capire niente. Alle volte possiamo essere anche noi così, Gesù è presente nella nostra vita, nella situazione che viviamo, ma noi non lo capiamo…

Poi per concludere c’è l’ombra, l’ombra della natura morta quasi in primo piano, che proietta una coda di pesce. E il pesce era il simbolo dei primi cristiani, un acronimo che affermava: Gesù Cristo, Figlio di Dio Salvatore. Dunque vedi l’uomo Gesù, ma in realtà è Dio. Sembra mortale, ma è in realtà Egli è il Risorto. Un invito del pittore a comprendere le realtà della fede, nella vita di tutti i giorni.