Il diritto di diventare figli

padre dà mano al figlio

Molte sono le immagini con cui ci viene presentato il Signore nella Scrittura: il Signore, per l’appunto, il solo Re, il buon Pastore, l’Altissimo, l’Onnipotente… con Gesù Cristo abbiamo però l’appellativo dolcissimo di Padre. Ancor più forte quando ci pensiamo come figli, anzi quando sappiamo di aver il diritto di essere suoi figli, com’è scritto:

Giovanni 1:12 A tutti quelli che hanno ricevuto Gesù Cristo egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome

Essere figli di Dio è un’espressione che è stata un po’ troppo usata, e che andrebbe trattata con rispetto. Essere figli di Dio è uno dei doni di Gesù Cristo più completi e forti. Figli di Dio significa infatti non solo che siamo creati da Dio, ma che possiamo avere con il Signore un rapporto filiale, possiamo essere in contatto con Lui come con un premuroso genitore.

Considerate l’altra bella immagine, già presente nell’Antico Testamento, quella del buon pastore, ebbene Gesù non solo ha ripreso quella del buon pastore, ma ci ha dato anche quella dell’essere figli. Più che un buon pastore, ma un buon Padre, che farebbe ogni cosa per i suoi figli diletti.

Siamo pellegrini su questa terra, siamo alle volte confusi e sbandati, ebbene nonostante possiamo avere molti anni rispetto alle persone che ci circondando siamo come bambini alle volte sperduti in questo mondo, isolati o che non sanno come vivere… ma il nostro Padre è attivamente attento ai suoi figli, a noi suoi figli, e non ci abbandona, ma anzi ci prende per mano.

Ogni altro annuncio di grazia, di benevolenza, di salvezza, si può vedere racchiuso in questa espressione: grazie all’intervento di riscatto di Gesù Cristo abbiamo il diritto di diventare figli di Dio! Abbiamo il diritto, è qualcosa che non ci si può togliere. Qualcosa che puoi dimenticare, che puoi voler ignorare, ma che non puoi perdere. In questa epoca molto attenta ai diritti, abbiamo questo stupendo diritto di essere figli di Dio.

Certo come figli possiamo anche dimenticare il Padre, come con i genitori naturali possiamo ignorarli, non cercarne l’aiuto, o disperare perché non ci sono più, possiamo con il Signore far finta di non averlo come Padre. Per questo è scritto a quelli che credono nel suo nome, credere in Gesù Cristo vuol dire comprendere che abbiamo bisogno di perdono e salvezza e che questa salvezza ci raggiunge in Gesù Cristo. E la sua salvezza ci rende possibile cercare senza vergogna l’aiuto del Signore e considerarlo come il Padre misericordioso.

Cercare il Signore per alcuni è come cercare un genitore ignoto, dove e come sarà? Ma i cristiani sanno invece chi sia il proprio padre celeste, proprio perché Gesù glielo ha fatto conoscere.

E se siamo figli diletti e amati del nostro Signore, le potenze del mondo, non potranno strapparci mai dal suo amore. Questa è la gioiosa certezza dei figli del Padre celeste. Amen