Giuseppe perdona i fratelli

Fratelli e sorelle!

Quando apriamo il culto spesso diciamo “care sorelle e cari fratelli”. In varie epoche e ideologie si è sentito il bisogno di chiamarsi, di nominarsi, in varie maniere: cittadini, compagni, camerati, e in altri ambienti: colleghi, concittadini, stimati presenti… i cristiani invece hanno questo splendido modo, siano essi poveri o ricchi, importanti nello Stato o nelle gerarchie oppure senza titoli, giovani o vecchi: essi sono fratelli e sorelle, fratelli e sorelle è sottinteso in Cristo Gesù, nostro Signore e Salvatore.

Nella lettera agli Ebrei sta scritto, in più, che Gesù non si vergogna di chiamarci fratelli, suoi fratelli. È scritto precisamente:

Ebrei 2:11 Sia colui che santifica sia quelli che sono santificati, provengono tutti da uno; per questo egli non si vergogna di chiamarli fratelli.

Cioè sia Colui che ci rende santi, irreprensibili dinnanzi al Signore, vale a dire Gesù Cristo, sia coloro che sono santificati, vale a dire noi, i cristiani, proveniamo da Dio Padre, siamo originati da Dio, rinasciamo in Dio come suoi figli.

Per questo Gesù non si vergogna di chiamarci fratelli e sorelle.

Se ne potrebbe vergognare se ci considerasse, come siamo, pieni di errori e di difetti. Come quei fratelli, la pecora nera della famiglia si usa dire, che i parenti non vogliono presentare in pubblico, che si affrettano a prendere le distanze da quella persona. Ora questo di solito non è una bella cosa, ma se quella persona ne ha combinate molte…

Ebbene Gesù Cristo ci ha santificati, ci ha resi presentabili agli occhi di Dio e del mondo, ha mostrato che tutti hanno bisogno del suo perdono e ci ha regalato il suo perdono, ecco quindi che egli non si vergogna di noi.

E noi non dobbiamo vergognarci di chiamare fratello e sorella nessun cristiano/a. E non dobbiamo vergognarci di presentarci come parte della fratellanza cristiana.

Degni di essere dinnanzi a Dio in Gesù Cristo come suoi figli diletti. Ciò è certo una responsabilità, ma soprattutto un privilegio meraviglioso.

Certamente noi dobbiamo rispetto al nostro Signore e Salvatore, ma possiamo chiamarlo fratello, e possiamo considerarlo un fratello, un fratello maggiore che ci aiuta ed è in confidenza con noi. La confidenza parla di una relazione appunto fraterna con il Signore, che è l’autentica relazione che instaura con noi il Signore.

Per questo in ogni tempo possiamo confidare e sentirci bene con il nostro Signore. Amen