Dalla bocca dei bambini e dei lattanti hai tratto lode

C’è un’azione di Gesù che rimane impressa, di solito è detta la purificazione del Tempio, anche se questa dizione è impropria. È un’azione simbolica per dire che il Messia è giunto.

Gesù entrò nel tempio, e ne scacciò tutti quelli che vendevano e compravano; rovesciò le tavole dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombi. E disse loro: «È scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera”, ma voi ne fate un covo di ladri».

La protesta è contro i venditori e i compratori, non solo i venditori, ma anche quelli che compravano nel cortile antistante il tempio di Gerusalemme. La protesta non è quindi contro degli abusi, né è un gesto di purificazione rituale, ma è contro il fare del Tempio un luogo di commercio. Ciò che segue dopo è altrettanto importante.

Allora vennero a lui, nel tempio, dei ciechi e degli zoppi, ed egli li guarì.

Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedute le meraviglie che aveva fatte e i bambini che gridavano nel tempio: «Osanna al Figlio di Davide!», ne furono indignati e gli dissero: «Odi tu quello che dicono costoro?» Gesù disse loro: «Sì. Non avete mai letto: “Dalla bocca dei bambini e dei lattanti hai tratto lode”?» (Matteo 21:12-16)

Dopo alcune guarigioni di ciechi e di zoppi, che sono i gesti che ci si aspettava il Messia avrebbe fatto una volta giunto, ecco un coro gioioso e vociante, anzi che grida, di bambini e ragazzi che acclamano Gesù come Figlio di Davide.

Questo sorprende alcuni commentatori della Bibbia, che allora diminuiscono le cose dicendo che “Figlio di Davide” non fosse un appellativo che dovesse denotare proprio l’arrivo del Messia, che era previsto fosse discendente di Davide. La risposta di Gesù, citando il salmo, è però di tutt’altro avviso. L’azione simbolica nel Tempio diviene così un annuncio messianico.

Salvezza per grazia

Uno degli aspetti dell’azione di Gesù è quindi contro la religiosità che pensa di poter comprare la benignità di Dio, Gesù vuole liberare la fede dall’idea di dover commerciare la grazia del Signore, è quindi un annuncio di salvezza per grazia.

Significa anche che tutto dipende dal Signore, è un annuncio di dipendenza completa dal Signore. Mentre con l’idea del poter offrire qualcosa in cambio c’è alle volte l’idea di potersi confrontare, avvicinare con le proprie forze al Signore.

Non sorprende allora che questo annuncio di salvezza per grazia sia compreso da bambini e ragazzi, che non possono accampare loro presunti meriti, ma anzi hanno un giusto atteggiamento di dipendenza verso il Signore. Per questo bambini e ragazzi possono avvertire meglio degli adulti il messaggio di salvezza per grazia.

Meraviglia

Gesù dà del Salmo 8 un’interpretazione particolare, ma efficace: il grido dei bambini è un grido di ammirazione e meraviglia per la grandezza di Dio. E i bambini e i ragazzi hanno la capacità di meravigliarsi.

E la meraviglia fa parte delle emozioni religiose. Per alcuni la meraviglia è anzi l’inizio della fede. Parliamo della meraviglia che suscita il Creato, oppure quella che scatenano i miracoli, come in questo caso, ma anche di quel senso di meraviglioso portato alla vita quotidiana dalle parole dolcissime di Gesù. In questo senso abbiamo un preludio alla fede.

Certo ai ragazzi del tempo, come a ragazzi e adulti di tutti i tempi, è difficile dare una estesa e appropriata spiegazione teologica del grido gioioso: “Osanna al Figlio di Davide”. Però una spiegazione che dia conto in profondità di tutto ciò che significhi è complessa, ed è forse inutile. L’annuncio messianico dato dai ragazzi contiene in sé, concentrato, tutto ciò che c’era da dire in quel momento: la gioia e la meraviglia per ciò che è avvenuto, il sentire che l’azione di Gesù è destinata per prima ai più umili e deboli, ai piccoli e fra questi i bambini.

Apertura al futuro

C’è nel meravigliarsi anche apertura verso il futuro. Chi dice che niente cambierà è di solito pessimista e chiuso al domani. Quei ragazzi che acclamano Gesù come Messia, acclamando Colui che doveva venire per portare tempi nuovi, dimostrano invece la loro apertura nell’andare incontro al domani, mentre invece i capi sacerdoti hanno paura al solo sentire che il Messia potesse stare arrivando. Invece il Messia che arriva apre il domani a nuove possibilità.

Una caratteristica dei giovani è quella di andare incontro al domani con un’attesa, ovviamente non sempre tranquilla e anche ansiosa, ma certo anche curiosa e pronta alle sfide che il futuro riserverà.

Questo passo ci invita ad imparare dai bambini di quel tempo e un po’ di ogni tempo, non ad accettare indistintamente ogni novità, ma a meravigliarci per l’intervento di Dio e di averne fiducia. E la fiducia è fede in azione.

Andiamo dunque alla ricerca della meraviglia dell’intervento misericordioso di Dio in tutta la nostra vita, nella Natura, ma anche nell’incontro con gli altri, nel vedere le conquiste umane, frutto della costanza e dell’ingegnosità, nelle novità inaspettate che lo Spirito dona e apre.

E dunque nonostante le tristezze del mondo, troviamo fiducia nel domani: perché il Messia è giunto, il Salvatore c’è stato dato, e ha vinto la morte e la tristezza. Amen

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