ciambella di salvataggio

Salvezza concreta, adesso

Ecco un  passo di annuncio di grazia fondamentale. È alla fine dell’incontro di Gesù con Nicodemo e parla di salvezza.  In questo passo si fa riferimento, in effetti,  ad un episodio di salvezza specifica raccontato nel libro dei Numeri in cui ci sono dei serpenti velenosi nel campo nel deserto di Israele. Allora dinnanzi alla richiesta di perdono e di salvezza che fa il popolo, Mosè riceve l’ordine dal Signore di fare un serpente di rame, di issarlo su di un palo in modo che tutti quelli che guardavano verso il serpente di rame sarebbero stati salvati, anche se morsi da uno dei serpenti velenosi.
Gesù (o Giovanni, perché non si capisce dove finiscano le parole di Gesù e inizino quelle dell’evangelista), cita questo episodio, per parlare della sua morte in croce, innalzato sul palo come il serpente di rame, per dare salvezza a tutti quelli che guardano a lui, a tutti quelli che cioè credono in Lui.

Giovanni 3,13-17 Nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figlio dell’uomo che è nel cielo. «E, come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna.
Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

Il passo inizia con il riferimento al discendere dal cielo, è il modo di dire che Gesù Cristo è Dio in terra, è il Signore che si manifesta in terra.
Quel “nessuno è salito al cielo”, che riprende temi dell’evangelo di Giovanni, afferma che in Gesù Cristo c’è l’unica rivelazione di Dio autentica, il vero volto di Dio. E la rivelazione di Dio scopriamo essere una rivelazione di salvezza.
Come si realizzi questa salvezza è spiegato nella frase che segue, che si riferisce al serpente di rame di Mosè. La salvezza sarà realizzata da Gesù Cristo morendo sulla croce. Infatti quell’innalzare si riferisce, per Gesù Cristo, letteralmente alla croce, e in maniera estesa al suo divenire Signore passando per la croce.
C’è però anche un parallelo fra la croce di Gesù e sul come era data la salvezza dal veleno dei serpenti nel deserto. Lì chi volgeva lo sguardo al serpente innalzato non compiva un atto di magia, ma dimostrava di avere fede nella promessa di Dio, si affidava a Dio come salvatore. Qui ci dice che per rendere effettiva la salvezza nella nostra vita bisogna credere in Gesù Cristo. Solo il credere, l’affidarsi a Lui garantisce salvezza.
Il seguito è un ulteriore ribadire ciò che è stato detto, con la sottolineatura che ciò non viene da meriti umani, ma dal solo amore di Dio.
Fin qui in generale cosa dice il nostro passo, un passo di annuncio e di forte fiducia, ma vediamo in dettaglio alcuni aspetti per gustarlo meglio.
Dio ama il mondo
Quando si parla di Dio come Creatore, diciamo che il mondo è di Dio, in quanto Dio lo ha creato. Ma qui si aggiunge un’altra informazione: Egli gli ha dato libertà, il mondo è distinto da Dio, non è la stessa cosa Dio e il suo Creato, e che è indipendente. Però nonostante la sua indipendenza, la sua libertà, la libertà degli esseri umani, e dunque nonostante vadano lontano da lui, Dio ama il mondo.
Il mondo non certe persone in particolare, ma il mondo, cioè la totalità delle persone sono amate da Dio.
Chiunque crede
Ed infatti la salvezza è per chiunque crede.
C’è quindi una condizione al ricevere questa salvezza. Alle volte nella nostra idea moderna sembra che questa condizione sia già di troppo. Penso che invece questa affermazione dia sostanza, realtà effettiva alla salvezza. E non la faccia essere solo una bella dichiarazione.
Per spiegarlo inizierei con quel chiunque. Chiunque è detto in modo che sia chiaro che chi si affida a Gesù, in qualsiasi modo e nonostante tutti i suoi errori e dubbi riceve salvezza, vita eterna nel linguaggio di Giovanni.
Poi c’è quel “ricevere”, avere vita eterna è qualcosa che interessa l’oggi, coloro che ascoltano queste parole, non è un trattato astratto in cui si dichiara la sorte di ogni essere vivente, cosa che invece spetta solo alla libertà e sovranità di Dio, ma un appello a chi ascolta Gesù o ascolta l’evangelo di Giovanni o ascolta qualche suo testimone a vivere veramente fin da oggi secondo la via tracciata da Gesù e dunque ad avere salvezza già oggi.
E guardando proprio all’oggi non è forse vero che non tutti hanno salvezza? Anzi che in fondo tutti noi non siamo coloro che vivono pienamente, ma alle volte solo sopravviviamo? Dunque che abbiamo salvezza solo quando realmente ci affidiamo a Gesù Cristo?
Le ingiustizie della società umana, i dolori che ci raggiungono, l’egoismo del mondo ci portano alle volte ad una condizione di moribondi, di falsi viventi. Di coloro che hanno dubbi sulla effettiva realizzazione delle promesse di Dio, per questa vita e anche per quella futura.
Non è forse vero che serve credere, avere fiducia in Gesù Cristo, unica via, la via dell’amore fraterno per il prossimo, per trovare una vita che sia vera e salda in ogni momento?
Non sto parlando del fatto che la vita del credente in Gesù Cristo sia felice, come questo termine è inteso nella pubblicità. Sto parlando del fatto che anche se attraversata da dolori e insicurezze, anche se limitata nel tempo che ci resta da vivere, anche se scoraggiata dalla ingratitudine e pochezza degli esseri umani, la vita di Colui che segue Gesù Cristo, la vita che si fa compiendo ciò che è giusto per piacere a Dio anziché agli uomini, è una vita autentica, che non sembra passare via come sabbia fra le dita, senza alcuna utilità o significato. Ma che sai che ha un valore dinnanzi al Creatore di ogni cosa.
La via dell’amore, di quello autentico indicato e vissuto da Gesù, è la via che rende significativa la vita, che ti porta oltre i dubbi a dire: Signore io non so cosa sarà di me, ma voglio seguirti ed onorarti, e vivrò pienamente e contemplerò la tua gloria.
Non c’è dimostrazione per questa affermazione, e per questo la predicazione è debole, ma sperimentando l’amore di Dio si conosce la sua potenza. Ed a questo ci invita l’evangelo: a vivere con fiducia avendo vita in Gesù Cristo. Amen