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Seguire Gesù festanti

La domenica delle Palme è domenica di festa, in mezzo al tempo di Passione. Non è solo perché tradizionalmente facciamo le confermazioni, ma proprio per questo avvenimento in cui il signore Gesù riceve gli onori che gli si devono, dalla folla che entra con lui in Gerusalemme per la festa della Pasqua ebraica.

Certo che poi anche storicamente inizia la Passione, e dunque il rifiuto, gli intrighi, il processo e la morte. Ma adesso è ora di fare festa, perché il Signore è finalmente arrivato. E non solo dato che dopo la morte Egli risorgerà, la festa non è sbagliata, non è un equivoco, ma è solo come anticipata.

Il giorno seguente, la gran folla che era venuta alla festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme,
prese dei rami di palme, uscì a incontrarlo, e gridava: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!»
Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto:
«Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, montato sopra un puledro d’asina!»
I suoi discepoli non compresero subito queste cose; ma quando Gesù fu glorificato, allora si ricordarono che queste cose erano state scritte di lui, e che essi gliele avevano fatte.
La folla dunque, che era con lui quando aveva chiamato Lazzaro fuori dal sepolcro e l’aveva risuscitato dai morti, ne rendeva testimonianza.
Per questo la folla gli andò incontro, perché avevano udito che egli aveva fatto quel segno miracoloso. (Giovanni 12:12:18)

Spesso si pensa che la folla fa uno sbaglio, certo dopo saranno turbati dal vedere messo a morte il Messia, ma adesso la folla in verità sostanzialmente non sbaglia. Egli è proprio il Messia, egli è il Salvatore e insieme il Re, colui che doveva venire promesso nei secoli.

Perché seguono Gesù festanti, ognuno a modo suo? Lo chiediamo allora in particolare, per finzione, ad alcuni che sono nel corteo che accompagna con gioia e celebra il signor Gesù che entra in Gerusalemme, eccone quattro che sono fra la folla che plaude al Signore.

Perché onorate Gesù, perché seguite Gesù?

Perché seguo Gesù? C’è da chiederlo?! L’altro giorno ha riportato in vita Lazzaro, un mio paesano. Lazzaro era morto, il suo corpo nella tomba puzzava già, e oggi: è a tavola in famiglia… una cosa simile non l’avevo mai neanche immaginata… Qualcuno che può fare così è come Dio. Ed è il Dio che si è ricordato di noi, per questo sono qui ad onorare Gesù, come il Messia che doveva venire.

Seguo Gesù perché sono stata guarita da lui, avevo un male cronico da anni, ero sempre più debole e man mano sempre più disprezzata. Non è solo questione di essere stata guarita, ma come mi ha accolta Gesù! Lo seguo da allora ogni volta che posso. So che non devo temere più niente finché sono con lui, che pace! Per questo lodo il Signore.

Mio figlio aveva fin da piccolo una malattia che lo gettava per terra e anche nel fuoco, non avevo gran fiducia, ma l’ho voluto portare anche da lui. Gesù mi ha chiesto se avevo fede, “sì” gli ho risposto subito… “ma anche no”, ho subito aggiunto. Ed ho anche detto: “però aiutami ad aver fede, se è la fede che serve per guarire mio figlio”. Lui lo ha sanato e poi mi ha dato anche fede. C’è come un accordo fra me e lui adesso, per sempre. Lode al Signore!

Sono stufa dell’oppressione dei romani. Sono blasfemi, ci sfruttano con tasse arbitrarie, i giovani sono sedotti dai loro falsi dèi, stanno portando alla rovina Israele e il mondo… Gesù sarà re, è vittorioso, scaccerà i romani, ne sono sicura. Certo oggi non è arrivato a cavallo come un generale, questo mi dà da pensare… ma finalmente abbiamo una speranza. Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

C’è un tempo per far festa. Ma il tempo di far festa è il tempo dei cristiani!

Certo ci sono tempi per fare cordoglio. Ma i tempi tristi non sommergono i tempi gioiosi, il dolore non ci distrugge perché il Signore è venuto a cambiare la storia umana e la nostra storia personale.

Alle volte la gente dice, magari di fronte ad una bella giornata di sole, “poi ce la farà pagare!”. So che è solo un modo di dire, ma in questo modo di dire già c’è un velo di tristezza e di rassegnazione. Certo si dice del tempo atmosferico, ma dietro c’è una specie di fatalismo, come se il Signore non fosse il Signore che dona gratuitamente!

Anche nell’inno che spesso si canta c’è questo velo di tristezza che cala su Gesù. Ma non è nel testo (e nemmeno negli altri evangeli). Forse possiamo immaginarlo, ma è come se il Signore non godesse della festa e del tripudio che quella folla, che certo è piena di idee differenti riguardo a lui, non fosse realmente festante per Gesù e ciò che porta.

Gesù Cristo è Colui che ha pagato già tutto. Godete dunque dei doni che Dio ci dà, non sprechiamoli, non buttiamoli dalla finestra certo, ma viviamo con gioia la nostra giornata. Tutto quello che la tua mano trova da fare, fallo con tutte le tue forze (Ecclesiaste 9:10)

Allora i cristiani, anche di oggi, sono coloro che fanno parte di quel corteo festoso che nel giorno delle Palme osannavano al Signore, acclamavano e onoravano Gesù.

E come essere veramente gioiosi? Come librarsi sopra alle difficoltà ed incertezze del presente? Proprio sentendosi come allora, e non per un giorno, ma per tutta la vita, parte della folla osannate Gesù Cristo. Iniziare la giornata con la lode al Signore ci mostra come sia differente la nostra condizione di salvati dal Cristo, rispetto a chi non lo conosce.

Infatti tanti cristiani sono oggi gioiosi nel seguire Gesù. Chiediamolo ad alcuni che oggi che fanno parte della folla che osanna il Redentore.

E tu perché oggi segui con gioia il Signore Gesù?

Perché seguo Gesù con gioia? Per tante cose insieme. Vorrei una società più giusta. Vorrei una vita più bella. Vorrei un avvenire migliore. Vorrei il bene e l’amore… Volevo tante cose… poi ho scoperto che ero assetata della vita, del senso nella vita, del Dio vivente. In Gesù Cristo ho ed avrò ogni cosa. Alleluia.

La vita è una partita da giocare. E vinci solo se segui le regole. Ma le regole della vita non le hanno scritte degli uomini, ma il Signore. Lode a Dio che mi mostra la via. Lode a Dio che non mi fa arrendere, ma mi porta alla vittoria. Gesù è la via, la verità, la vita e mi dà una vita, vera.

Non c’è né maschio né femmina, non c’è né schiavo né libero in Cristo Gesù, non ci sono persone di serie A o di serie B. Non ero niente per gli altri, sono scappata da un paese dove c’è la dittatura. Seviziata in patria, sopportata a sufficienza dove sono arrivata. Ma in Gesù ho capito quanto ero amata dal Signore. Gesù mi dà dignità, per me e per i miei figli.

In questo mondo molti dimenticano e c’è proprio da spiegare perché seguo con gioia Gesù. Ebbene, sono stato in pericolo di vita un tempo e Gesù mi ha salvato. Prima di allora avevo paura di tutto, ma oggi non ho paura, anche se sto invecchiando, anche se morirò… oggi so che tutto ciò che ho è un dono di Gesù ed io vivo seguendo il mio Signore. Osanna a lui che è venuto per salvarci e non per perderci.

Le testimonianze interpretate dai nostri confermandi, sono scritte da me, che ho messo insieme storie che ho ascoltate. Ma ognuno può fare la sua testimonianza a loro e agli altri che gli sono vicini.

Considerate infatti che questo lodare, festeggiare il Dio che viene, che è la vita del cristiano non è solo ringraziamento, ma anche annuncio. Osannando il Messia, che viene nel nome del Signore, stiamo annunciando al mondo l’evangelo, predicando Cristo.

E noi siamo come la folla di allora. Ognuno con le sue idee ed esperienze. Chi realmente conosce perfettamente la teologia del Cristo? Si dice allora la folla non aveva chiaro che tipo di Messia Egli fosse, ma anche se noi conosciamo la sua morte e resurrezione, chi ha le idee fino in fondo chiare? Eppure quella folla rende lode e predica che Egli è Colui che viene nel Nome del Signore.

Quindi ognuno è invitato a festeggiare e annunciare Gesù Cristo.

Siamo in una società con molte credenze e religioni, alle volte siamo presi da un particolare rispetto degli altri e non parliamo della nostra fede. Certo il rispetto per l’altro è fondamentale, e lo è anche quando gli parliamo del Salvatore. Ma nello stesso tempo noi non vogliamo parlare del Signore come per senso di dovere. Né perché è doveroso annunciare, né perché chi ci ascoltata deve credere, “perché si deve credere in qualcosa”.

Ma noi parliamo agli altri del Cristo come chi ha un dono da fare. Dono di vita e di speranza, di giustizia e di futuro che viene. Di riscossa dalla rassegnazione, di visione di un domani migliore. Annunciare Gesù Cristo, con il suo amore, la sua grazia, è un gesto d’amore verso l’altro: “vieni a vedere il Signore e gusta quanto è buono”.

Non farlo non è autentico rispetto verso l’altro, ma una specie di egoismo. E anche a chi offriamo questo messaggio non dobbiamo parlare di un dovere, ma di una gioia, della bontà del Signore.

Cari confermandi, voi non dovete credere, voi non dovete seguire Gesù, non c’è dovere, perché è un piacere.

Il piacere e la gioia di aver fede in Gesù Cristo e di vivere veramente, per scoprire le grandiosi possibilità che lo Spirito apre a noi in questo mondo e in questa società.

Il piacere di vivere insieme come fratelli e sorelle concordi.
Il piacere di chiamare Padre il Creatore dei cieli e della terra.

La pace e la gioia di avere in ogni tempo un Salvatore, di non essere mai soli in questo mondo ma sostenuti dallo Spirito santo.

Benedetto dunque Colui che viene nel nome del Signore. Amen

(Traccia del culto del 20 marzo 2016 a Bondo alle Palme, con le confermazioni)